Le contromosse di Trump in caduta
Il rumore della guerra e il colore dello scandalo Epstein coprono tutto, ma saranno mesi di battaglie legali essenziali per il futuro politico dell’America
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Le contromosse di Trump in caduta
Massimo Gaggi | 5 marzo 2026Il rumore della guerra e il colore dello scandalo Epstein coprono tutto, ma saranno mesi di battaglie legali essenziali per il futuro politico dell’America
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Mani sull’informazione e tentativo di modificare i flussi elettorali in modo favorevole ai repubblicani. Minaccia di far presidiare i seggi dai cerberi dell’Ice, gli agenti dell’immigrazione che hanno terrorizzato alcune città Usa. Fino a una possibilità estrema: dichiarare un’emergenza di sicurezza nazionale per non riconoscere la sconfitta nelle urne. In questo momento, visti i sondaggi, unanimi nel dare la sua popolarità in caduta libera, e i risultati di molte elezioni locali dell’ultimo anno, quasi sempre favorevoli ai democratici, gli analisti politici danno per probabile la riconquista della Camera da parte della sinistra alle elezioni di mid term di novembre (più difficile, ma non impossibile, recuperare il Senato). In tanti analizzano le scelte che gli hanno tolto consensi: caso Epstein, dazi, Groenlandia, i raid dell’Ice e, ora, la guerra in Iran.
Ma Trump esclude una sconfitta a novembre (dice addirittura che, coi successi di un anno di governo, non ci sarebbe nemmeno bisogno di votare) e mette le mani avanti definendo il sistema elettorale totalmente corrotto mentre per lo speaker della Camera, Mike Johnson, perdere significherebbe «la fine di una presidenza Trump efficace». Quindi The Donald, che spera di mettersi alle spalle la guerra e di recuperare consensi nei mesi estivi, prepara contromosse strutturali. Primo tassello, l’informazione: stampa assediata (cause miliardarie al New York Times e Bezos che «frena» il suo Washington Post) mentre nei social media ha dalla sua X di Elon Musk, con Zuckerberg che, intanto, sta allineando la sua Meta (con Facebook e Instagram). E, poi, il controllo di TikTok ceduto dai cinesi a imprenditori vicini a Trump, soprattutto Larry Ellison. Che è anche, insieme al figlio David, alla guida di Skydance che ha conquistato prima Paramount (ha la rete Cbs) e ora Warner con dentro Cnn e Hbo.
Il rumore della guerra e il colore dello scandalo Epstein coprono tutto, ma saranno mesi di battaglie legali essenziali per il futuro politico dell’America: da quella dei democratici che cercano di bloccare l’affare Warner per violazioni delle norme antitrust, alla Corte Suprema che dovrebbe pronunciarsi a breve su modifiche del Voting Rights Act che ha fin qui vietato alterazioni dei distretti elettorali sulla base della composizione razziale della popolazione, considerandole discriminatorie.
5 marzo 2026
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