Vini e cultura, il gruppo Marilisa Allegrini gestirà il bistrot di Palazzo Te a Mantova
All’azienda vinicola è stato assegnato per due anni il locale dell'importante istituzione culturale del capoluogo lombardo. Previste 80 serate all’anno di eventi
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Vini e cultura, il gruppo Marilisa Allegrini gestirà il bistrot di Palazzo Te a Mantova
di Antonino PadoveseAll’azienda vinicola è stato assegnato per due anni il locale dell'importante istituzione culturale del capoluogo lombardo. Previste 80 serate all’anno di eventi
Caterina e Marilisa Allegrini con il direttore della fondazione Te Stefano Baia Curioni. A destra il bistrot Spazio Te
Il gruppo guidato da Marilisa Allegrini seguirà la ristorazione di Spazio Te, il cuore conviviale di Palazzo Te, capolavoro manierista disegnato da Giulio Romano e una delle istituzioni culturali più interessanti e dinamiche di Mantova. Il progetto, che intreccia cultura, ospitalità e impresa, porta la firma di Caterina Mastella Allegrini, direttrice marketing e comunicazione e vicepresidente del gruppo. L’accordo nasce da un bando pubblicato a giugno 2025 e assegnato in autunno. A dicembre sono partiti i lavori di ristrutturazione, seguiti con A.c.M.e. Studio di Verona, dopo la chiusura del cantiere a fine giugno.
Lo Spazio Te
Lo spazio riapre ora come luogo indipendente dalla visita museale, con ingresso separato dal parco: è un ambiente dove fermarsi prima, durante o dopo il percorso espositivo. Il direttore della Fondazione, Stefano Baia Curioni, parla di rigenerazione. Lo Spazio Te ha anche una biblioteca accessibile, scaffali aperti e wifi gratuita. Ci sarà un programma culturale che arriverà a 80-90 sere l’anno fra conferenze, reading, teatro e musica, soprattutto da maggio a dicembre. Duecentomila visitatori sono i visitatori ogni anno, l’obiettivo è quello di trasformare quel flusso in un’esperienza quotidiana, anche per i cittadini di Mantova.
Il legame fra Mantova e Verona
Per la famiglia Allegrini il legame con Mantova non è nuovo. Tutto, racconta Marilisa, è partito da una cena. Da lì l’idea di creare vini ispirati alle sale: “Vino dei Giganti”, “Amore e Psiche”, “Sole e Luna”, fino al “Gioco del Ramarro” firmato dall’artista contemporanea Flaminia Veronesi. E’ stato così costruito un dialogo con Villa della Torre, dimora rinascimentale in Valpolicella acquistata nel 2008 dalla famiglia Mastella Allegrini e riportata all’antico splendore. Sono due palazzi disegnati da Giulio Romano. Caterina Mastella Allegrini rivendica il senso di responsabilità con cui l’azienda ha partecipato alla gara. Spazio Te sarà gestito direttamente: tre dipendenti fissi più personale a chiamata, cucina ispirata al territorio tra Mantova, Verona e Parma: tortelli di zucca sempre in carta, piatto e insalata del giorno, selezioni come il culatello della famiglia Spigaroli e il gorgonzola del caseificio Angelo Croce. In cantina ci sarà spazio solo per le etichette del gruppo, al calice e in bottiglia, con la possibilità di acquisto come in un’enoteca. È prevista anche la presenza di uno Champagne la cui etichetta è stata brandizzata Villa della Torre e Palazzo Te, con il logo in evidenza a chiarire la partnership.
L’operazione ha anche una dimensione territoriale più ampia. Alla presentazione mantovana erano presenti il presidente di VeronafiereFederico Bricolo e l’assessore al Commercio di Verona Alessia Rotta. E’ un segnale politico ed economico: Verona conta 2,7 milioni di turisti l’anno e rappresenta una porta d’ingresso naturale verso Mantova. I sindaci Damiano Tommasi e Mattia Palazzi hanno già firmato accordi di collaborazione su percorsi comuni, a partire dall’integrazione tra Verona Card e Mantova Card, valide reciprocamente. L’idea è costruire un asse culturale stabile tra le due città, superando i confini amministrativi. In questo quadro, Spazio Te diventa una “cerniera tra palazzo e città”, tra pubblico e privato, tra turismo internazionale e comunità locale. Per la famiglia Allegrini, che da quarant’anni porta i propri vini nel mondo, è l’occasione di proporre un mini Grand Tour tra Valpolicella e Mantova, intercettando chi arriva per Vinitaly o per l’Arena e invitandolo a fermarsi oltre il circuito canonico Roma-Firenze-Venezia.
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