Medea Colleoni, il diario d'amore diventa un romanzo. L'autore: «Una sfida, della fanciulla si sa poco»
La figlia prediletta del condottiero nel libro «Pettirosso che miri i miei occhi. Medea, un diario d’amore» di Paolo Aresi che sarà presentato venerdì 6 marzo, alle 18, nella Cappella Colleoni di Città Alta
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Medea Colleoni, il diario d'amore diventa un romanzo. L'autore: «Una sfida, della fanciulla si sa poco»
di Rosanna ScardiLa figlia prediletta del condottiero nel libro «Pettirosso che miri i miei occhi. Medea, un diario d’amore» di Paolo Aresi che sarà presentato venerdì 6 marzo, alle 18, nella Cappella Colleoni di Città Alta
Medea Colleoni scolpita
La figlia prediletta di Bartolomeo Colleoni si racconta attraverso le pagine del suo diario negli ultimi mesi di vita. La storia, di immaginazione, ma rigorosa nella ricostruzione storica, è contenuta in «Pettirosso che miri i miei occhi. Medea, un diario d’amore», libro di Paolo Aresi per Lubrina Bramani Editore.
Il romanzo, che sta uscendo nelle librerie, sarà presentato venerdì 6 marzo, alle 18, nella Cappella Colleoni di Città Alta in un evento a inviti. Per lei, il condottiero fece scolpire il meraviglioso sarcofago in marmo da parte di Giovanni Antonio Amadeo che oggi si ammira proprio nella Cappella e che conserva le sue spoglie nello stesso luogo dove si trova il sarcofago del padre. Per l’occasione, alcuni estratti dal volume saranno letti dall’attrice Miriam Ghezzi della compagnia La Gilda delle arti.
Paolo AresiDella figlia del capitano di ventura bergamasco si sa pochissimo. Morì nel 1470, a quattordici anni, probabilmente a causa di una polmonite. Aveva sette sorelle, di cui tre erano figlie di Tisbe, moglie di Colleoni: Medea era la terz’ultima e una delle cinque figlie illegittime del condottiero che, comunque, portavano il cognome paterno e vivevano nei suoi castelli. La giovane nobile visse a Romano di Lombardia, Martinengo e Malpaga. L’ambientazione del romanzo si concentra a Malpaga. «Il progetto — commenta ancora Aresi — è nato due anni fa, quando il Luogo Pio Colleoni, Pianura da Scoprire, Terre Colleonesche e il Comune di Cavernago mi chiesero di scrivere un romanzo che narrasse la storia di Medea. Ho accettato pur sapendo che della fanciulla si conoscesse ben poco. È stata una sfida».
La trama si dipana da una scoperta: un appassionato di libri antichi entra nella bottega di un rigattiere in via Pignolo alla ricerca di volumi vecchi, in particolare di narrativa popolare della seconda metà dell’Ottocento e, tra soprammobili e chincaglieria varia, trova un quadernetto antico, dalla copertina di pelle, chiuso con dei lacci; non è grande, sta in una mano aperta. Con delicatezza, lo apre: le parole sono in italiano, la grafia è elegante, non ci sono titolo né firma e la data rimanda al periodo colleonesco; grazie all’aiuto di un amico paleografo, scoprirà che si tratta del diario di Medea.
«In quelle pagine — anticipa lo scrittore e giornalista — la ragazza racconta la nascita di un amore travolgente e adolescenziale verso un giovane pittore, Francesco da Santa Croce, come la frazione di San Pellegrino da cui proviene (e che ha realmente dato i natali a tanti pittori importanti), che allora cercava lavoro presso il signore di Malpaga». Il libro trasforma quella ragazza lontana nei secoli in una giovane moderna, palpitante e piena di vita, oltre a compiere un viaggio nella storia e nel cuore di un’epoca. Altre presentazioni si terranno il 28 marzo alla Rocca di Urgnano, il 20 aprile alla Fiera dei Librai, il 2 maggio alla Rocca di Romano di Lombardia, il 22 maggio al Castello di Malpaga. Gli orari sono da definire.
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4 marzo 2026
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