Enzo Bassotto, il fotografo morto a 88 anni: con il fratello è stato la memoria storica di Verona
Il suo contributo è risultato fondamentale per la nascita del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri
Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Enzo Bassotto, il fotografo morto a 88 anni: con il fratello è stato la memoria storica di Verona
di Marianna PelusoIl suo contributo è risultato fondamentale per la nascita del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri
Verona perde uno dei suoi occhi più attenti, un testimone capace di imprimere il cambiamento sulle sue pellicole e trasformare la cronaca di un territorio in memoria universale. Enzo Bassotto si è spento all’età di 87 anni, a pochi giorni dal traguardo degli 88 che avrebbe festeggiato il primo aprile. Insieme al fratello Raffaello, ha formato per oltre quarant’anni un sodalizio artistico indissolubile, una «ditta dell’immagine» che ha portato la fotografia veronese nelle collezioni dei più prestigiosi musei internazionali.
«Civiltà del lavoro»
Nato nel 1938 a Verona, Bassotto trova la sua vera vocazione tra il mirino della sua macchina fotografica e la camera oscura. Dagli Anni Settanta, la sua ricerca si focalizza sulla «civiltà del lavoro», un percorso che si intreccia profondamente con la sua attività professionale all’interno delle istituzioni cittadine. Come dipendente del Comune di Verona, Enzo gioca infatti un ruolo determinante nella nascita dell’ufficio fotografico e nella costituzione dell’archivio del Comune, diventando il custode visivo della vita pubblica scaligera. Dagli scatti dell’Estate Teatrale Veronese al volume su Borgo Nuovo (1980), il racconto del villaggio dell’Oca Bianca, catturato prima che la modernità ne cancellasse i tratti originari. «Sono stato probabilmente il bambino più fotografato della storia – sorride il figlio Lorenzo, regista e attore di Bam!Bam!Teatro -. Tra mio padre e mio zio ero costantemente circondato da scatti di ogni tipo. Partecipavo spesso alle loro spedizioni, erano veri esploratori urbani».
Il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri
Il contributo di Enzo Bassotto risulta fondamentale anche per la nascita del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri. È tuttavia nell’archeologia industriale che lascia il segno più profondo, censendo insieme a Raffaello oltre 120 tipologie di attività e 200 siti produttivi. Dalla Fonderia Cavadini al Colorificio Dolci, ogni immagine eleva la documentazione a pura estetica. Racconta il fratello Raffaello: «La nostra era una vera ditta e la nostra qualità stava nel bianco e nero tradizionale, stampato con gli acidi come si faceva una volta. Enzo era l’uomo della tecnica, quello che poi ha portato lo stesso occhio attento anche nel digitale, continuando a seguire le tendenze internazionali. Le nostre fotografie sono state esposte perfino alla Biennale di Venezia nel 1995 e nelle collezioni dei grandi musei». Proprio il progetto presentato alla 46esima Biennale di Venezia, Cent’anni di vita, resta uno dei vertici della carriera dei fratelli Bassotto. Un lavoro di antropologia visiva realizzato nella casa di riposo Casa Seren», in cui i ritratti degli anziani sono diventati testimonianze viventi. «Un progetto meraviglioso-, aggiunge Lorenzo - nel 1982 mio papà e lo zio ritraevano gli ospiti, e al contempo chiedevano loro di raccontare la propria vita. Durante il Covid ho ritrovato le cassette audio con quelle voci e ho realizzato un documentario che accosta quegli scatti alla realtà odierna. Papà andava fiero di questo passaggio di testimone».
I funerali
I funerali si terranno giovedì alle ore 14.15 presso la chiesa di Santa Elisabetta (Santa Lucia Extra) a Verona. Con lui scompare un pilastro della «scuola veronese», lasciando un inventario visivo del patrimonio industriale e umano che fungerà da bussola per le generazioni future.
LEGGI ANCHELa Pop Art di Bruno Bozzetto in mostra al Museo Interattivo del Cinema di Milanodi Federico Fumagalli
Vai a tutte le notizie di Verona
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto
3 marzo 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Padova, Giorgio gioca a basket in Prato della Valle: il video
L'informazione nella tua mailCorriere del Veneto
Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione