L'arte italiana sta perdendo colpi nel mondo
Corriere della Sera - Cultura

L'arte italiana sta perdendo colpi nel mondo

Lunedì 2 marzo 2026
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La Biennale 2026 è la conferma della crescente marginalità della nostra arte contemporanea nell’art system globale

Forti esplosioni a Teheran. Il regime spara su Israele, Qatar, Emirati e Bahrein. Tre caccia Usa colpiti in Kuwait da fuoco amico, piloti illesi

L'arte italiana sta perdendo colpi nel mondo

Vincenzo Trione | 2 marzo 2026

La Biennale 2026 è la conferma della crescente marginalità della nostra arte contemporanea nell’art system globale

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Povera patria, verrebbe da dire rievocando il titolo di una celebre canzone di Battiato. Quelle parole addolorate potrebbero suonare come il miglior commento alla prossima edizione della Biennale di Venezia. Che ci consegna un’istantanea rivelatrice. In una fase caratterizzata da più o meno velleitari richiami all’egemonia culturale della destra e da frequenti inviti a riaffermare la centralità dell’identità nazionale, la più importante rassegna espositiva organizzata nel nostro Paese, per la prima volta, non accoglierà neanche un artista italiano (uniche presenze nel Padiglione Italia).

 Non solo: nel ricco palinsesto degli eventi collaterali organizzati a Venezia nei prossimi mesi, non ci saranno personali di nostri creatori. Si tratta di una fotografia segnata da luci e ombre. Per un verso, sotto la guida del presidente Buttafuoco, viene ribadita con forza la vocazione sovranazionale della Biennale che, tuttavia, da qualche anno, sembra essere diventata sempre più simile a uno spazio impegnato soprattutto a riscoprire voci dimenticate. Per un altro verso, la Biennale 2026 è la conferma della crescente marginalità dell’arte contemporanea italiana nell’art system globale. Anche a causa della provincializzazione delle nostre realtà museali attente agli scenari del XXI secolo. 

Che fare, per uscire da questa «rimozione»? Il Ministero dovrebbe ripensare radicalmente l’Italian Council, il bando dedicato allo sviluppo e alla diffusione della ricerca artistica e curatoriale nel mondo. Ispirarsi a quanto accade da decenni in Francia, avviando una seria politica della promozione culturale. Investire risorse in infrastrutture produttive per gli artisti. Infine, stimolare accordi con rilevanti «attori» istituzionali. E definire programmi capaci di far conoscere e di portare episodi significativi dell’arte di oggi fuori dai nostri confini. Nei principali appuntamenti espositivi internazionali. Alla Biennale.

2 marzo 2026

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