Scuola, iscrizioni 2026: male il classico, cresce il liceo delle Scienze umane. Diecimila iscritti al 4+2. Made in Italy sopra lo 0,1 per cento
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: «I percorsi quadriennali forniscono agli studenti una formazione all’altezza delle sfide del futuro»
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Scuola, iscrizioni 2026: male il classico, cresce il liceo delle Scienze umane. Diecimila iscritti al 4+2. Made in Italy sopra lo 0,1 per cento
di Redazione ScuolaIl ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: «I percorsi quadriennali forniscono agli studenti una formazione all’altezza delle sfide del futuro»
I licei si confermano in cima alle preferenze degli studenti italiani. Non tanto e non solo quelli tradizionali - continua, anzi, l'emorragia del classico che ormai attira poco più del 5 per cento dei ragazzi -, ma soprattutto i nuovi indirizzi come lo Scientifico delle scienze applicate, quello con l'informatica al posto del latino, che sfiora il 10 per cento degli iscritti totali, quasi quanto il «vecchio» scientifico (13 per cento). Avanza anche il liceo delle Scienze umane opzione economico-sociale (che ha meno ore di psicologia e pedagogia e più ore di diritto ed economia): da solo raccoglie il 4,5 per cento delle preferenze che si sommano all'8 per cento di iscritti nell'indirizzo tradizionale che ha preso il posto dell'ex Magistero. Stabili i tecnici, risalgono leggermente i professionali.
Male il classico, bene le Scienze umane
I Licei nel loro complesso raccolgono il 55,88% delle preferenze (55,99% nell’a.s. 2025/2026). Nel dettaglio: il Classico viene scelto dal 5,20% (5,37% un anno fa). I Licei scientifici raccolgono il 13,16% (13,53% un anno fa); lo Scientifico – opzione Scienze applicate è al 9,75% (9,85% nel 2025/2026) e lo Scientifico – sezione ad indirizzo sportivo è al 2,08% (2,09% un anno fa). Il Linguistico si attesta al 7,69% (8,01% un anno fa). Cresce il Liceo delle Scienze umane, dal 7,46% al 7,93%, e sale anche l’opzione Economico-sociale dal 4,21% al 4,55%. L’Artistico è al 3,95% (4,03% nel 2025/2026). I Licei classici europei e sezioni ad opzione internazionale sono allo 0,40% (0,41% lo scorso anno), mentre i Licei Musicali e Coreutici crescono complessivamente: la sezione Musicale passa dallo 0,77% allo 0,85% e la sezione Coreutica dallo 0,17% allo 0,18%. Il Liceo del Made in Italy passa da 0,09% a 0,14%.
Stabili i tecnici tecnologici, giù l'ex Ragioneria
Le iscrizioni agli Istituti tecnici si attestano al 30,84% (31,32% nell’a.s. 2025/2026). Nel dettaglio, il Settore economico è all’11,78% (12,24% un anno fa). In questo ambito, l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” è scelto dall’8,66% (era al 9,12%), mentre “Turismo” è stabile al 3,12%. Il Settore tecnologico è al 19,06%, sostanzialmente stabile rispetto al 19,08% dell’anno precedente. Tra gli indirizzi del Settore tecnologico, “Informatica e Telecomunicazioni” è al 4,98% (5,35% un anno fa), “Meccanica, Meccatronica ed Energia” cresce dal 2,89% al 3,06% e “Chimica, Materiali e Biotecnologie” è al 2,34% (2,31% nel 2025/2026).
Più iscritti ai Professionali
L’iscrizione ai Professionali cresce dal 12,69% al 13,28%. Tra gli indirizzi più scelti: “Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera” sale dal 3,94% al 4,15%; “Manutenzione e Assistenza Tecnica” passa dall’1,78% all’1,94%; “Servizi per la Sanità e l’assistenza Sociale” cresce dal 2,01% al 2,25%.
Si confermano le Regioni con il maggior numero di iscrizioni a Licei, Istituti tecnici e Istituti professionali: Lazio per i Licei (69,72%), Veneto per i Tecnici (39,17%) ed Emilia-Romagna per i Professionali (17,80%).
Il raddoppio del 4+2
Il risultato più rilevante di questa tornata di iscrizioni è relativo alla filiera 4+2, che unisce un percorso tecnico-professionale di quattro anni allo sbocco nell’istruzione terziaria, verso gli ITS Academy ma anche verso le Università, in alternativa all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. Con 10.532 iscritti, il numero è quasi raddoppiato rispetto ai 5.449 dello scorso anno. Con l’autorizzazione di 532 nuovi percorsi quadriennali per l’a.s. 2026/2027, il numero totale delle istituzioni scolastiche che offrono questa opportunità sale a oltre 700, di cui circa 400 attivano la filiera per la prima volta. «I dati delle iscrizioni confermano che siamo riusciti a costruire un canale formativo di prim’ordine tramite un dialogo e un’interlocuzione costanti con le imprese e il mondo del lavoro. Molto positivo il dato dell’adesione al Sud. Il numero di istituti che si stanno dotando a livello nazione di percorsi 4+2 è un segnale inequivocabile: la riforma, in linea con le migliori pratiche europee, offre una scelta all’altezza delle sfide del futuro, in grado di fare emergere i talenti e le inclinazioni di ogni studente e di offrire validi sbocchi occupazionali», ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
2 marzo 2026 ( modifica il 2 marzo 2026 | 18:30)
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