Lo storico Francesco Germinario indaga le origini dell’antisemitismo
Corriere della Sera - Cultura

Lo storico Francesco Germinario indaga le origini dell’antisemitismo

Giovedì 12 febbraio 2026
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Intervista al ricercatore protagonista dell'iniziativa all'interno del percorso «Carmine Resistente»

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Lo storico Francesco Germinario indaga le origini dell’antisemitismo

di Thomas Bendinelli

Intervista al ricercatore protagonista dell'iniziativa all'interno del percorso «Carmine Resistente»

Lo storico Francesco Germinario presenta oggi (ore 18) nella sede dell’associazione culturale Ulisse di vicolo Borgondio 22 «Il testo del crimine. L’antisemitismo e i Protocolli dei Savi Anziani di Sion» partendo dal famoso falso costruito dalla polizia zarista a fine ‘800. L’iniziativa è parte del programma di Carmine Resistente. A dialogare con lui Vanni Botticini.

Professore, perché i “Protocolli” hanno avuto tanta presa?

«Sono un falso costruito a tavolino, ma lo storico deve chiedersi perché un falso trovi udienza. I “Protocolli” attribuiscono agli ebrei una presunta regia occulta della storia. Offrono una spiegazione semplice a eventi complessi e traumatici. In una società di massa, dove guerre e crisi economiche travolgono le vite individuali, indicare un nemico nascosto rassicura: dà un volto alle disgrazie e trasforma l’angoscia in certezza».

Che bisogno intercetta il cospirazionismo antisemita?

«Intercetta il bisogno di senso. La storia contemporanea appare come una forza gigantesca che schiaccia l’uomo comune, il quale si sente inerme e non comprende le cause dei disastri. Il cospirazionismo risponde: nulla è casuale, tutto è frutto di un piano».

Lei parla di mito. In che senso il Novecento è stato il secolo dei miti politici?

«Nel Novecento il mito ha voluto governare gli uomini: il mito della classe nel comunismo, della razza nel nazismo, della nazione nei fascismi, quest’ultimo riemerso con forza negli ultimi decenni. Chi sottovaluta il ruolo dei miti politici nella storia contemporanea rischia di non capirla affatto».

Il cospirazionismo nasce con l’antisemitismo?

«No. La visione complottista della storia affonda nella cultura cristiana di fine Settecento, che interpretò la Rivoluzione francese come un disastro prodotto dall’intervento del demonio».

Oggi il cospirazionismo è ancora presente?

«Non è affatto scomparso, anzi si è rinnovato. È tipico delle destre radicali ostili alla democrazia, ma esistono versioni anche a sinistra, si pensi allo stalinismo. Cambiano i bersagli – oggi esistono anche cospirazionismi antislamici – ma la struttura resta. È una visione pessimista della storia, che prende forza nei momenti di crisi e potrebbe riaffermarsi con maggiore intensità». 

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12 febbraio 2026

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