Una lacrima sul bronzo
Una lacrima sul bronzo
di Massimo Gramellini | 12 febbraio 2026I tuoi preferiti
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Non si era mai visto uno scandinavo frignare in mondovisione per amore. Sturla Holm Lægreid, questo il nome del tapino, aveva appeno vinto la medaglia di bronzo olimpica nel biathlon quando si è rivolto alle telecamere per implorare il perdono della fidanzata che lo aveva mollato dopo la scoperta di un tradimento. I social lo hanno squartato da par loro, e la ex lo ha definitivamente liquidato con un sms a un giornale norvegese in cui esprime il suo imbarazzo. Un fallimento su tutta la linea. Eppure, non me la sento di unirmi al coro dei «crucifige». L’amore è (anche) una malattia che tra i suoi effetti collaterali comporta un accentuarsi dei sintomi di rimbecillimento.
Intendiamoci, se domani mia moglie mi licenziasse per giusta causa, non credo che le chiederei perdono sulla prima pagina del giornale nel disperato tentativo di farle cambiare idea. Ma forse a vent’anni lo avrei fatto. A quell’età si è più narcisi, più melodrammatici e soprattutto più ingenui. Si sguazza nell’immaginario fasullo di film e canzoni, scritte per lo più da maschi, in cui il traditore pentito riesce a rientrare in gioco grazie a qualche gesto particolarmente enfatico e assurdo (avete presente il «monologo delle cavallette» con cui John Belushi riesce ad ammansire la fidanzata armata di mitra in Blues Brothers?). Invece, come in molte altre cose, anche in amore le donne tendono a essere più serie. Quando per loro è finita, è finita davvero. E non c’è lacrima in mondovisione che tenga.
12 febbraio 2026
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