Più che ridere fa paura
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Caro Aldo, e così dopo Massimo Boldi anche Andrea Pucci è rimasto vittima di quell’ipocrita perbenismo di sinistra che viene spesso definito come «egemonia culturale». Credo però che oggigiorno dietro a tutta questa pseudo egemonia ci sia dell’altro e ben di peggio. Visto che, in tutta franchezza, questa levata di scudi inizia ad avere il sapore, l’arroganza e il vittimismo di quell’ignoranza woke che travalicando l’oceano dopo aver devastato sia a sinistra che conseguentemente a destra la politica Usa ha ormai infettato anche l’Europa. In ogni suo ambito. Che sia politico, culturale e sociale. Volendo condizionare non solo i più banali e innocenti comportamenti fino al continuo colpevolizzare il presente dell’Occidente nel suo complesso delle proprie incapacità passate di essersi saputi alzare.Mario Taliani
A proposito della vicenda legata alla partecipazione di Andrea Pucci al festival di Sanremo, che, dopo la campagna portata avanti da una certa sinistra ha deciso di rinunciarvi, mi chiedo: ma con tutti i problemi che ci attanagliano, era proprio la partecipazione di Pucci al festival a dover occupare così tanto spazio?Adriano Ascrizzi
Si ha l’impressione che nessuno si aspettasse questo piccolo polverone, di cui fino a oggi non si era percepita traccia sui social e nel mondo giornalistico, tuttavia, rinunciando ad esibirsi sul palco di Sanremo, ora a Pucci manca una grande occasione per entrare nella storia della tv italiana quale esponente dei comici reduci sanremesi. Forse non gli mancano i soldi sul conto in banca, forse ha realizzato di non essere in grado di dimostrare il proprio valore al di là delle battute da caserma, o magari invece ci ripensa e alla fine parteciperà, con un colpo di teatro che, di certo, infiammerà l’Ariston.Marco Lombardi
Cari lettori, vi dico la verità: a me un personaggio come Andrea Pucci non fa ridere, fa paura.
10 febbraio 2026
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