Se le colpe sono sempre degli altri
In un mondo di duri al potere che alzano la voce, minacciano sfracelli, impongono, assicurano provvedimenti sempre risolutivi è ancora più paradossale constatare che lo sport preferito è lo scaricabarile
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Se le colpe sono sempre degli altri
Paolo Di Stefano | 9 febbraio 2026In un mondo di duri al potere che alzano la voce, minacciano sfracelli, impongono, assicurano provvedimenti sempre risolutivi è ancora più paradossale constatare che lo sport preferito è lo scaricabarile
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Troppo comodo dare sempre la colpa agli altri. Il capo di Stellantis, Antonio Filosa, dà la colpa delle gravi perdite in borsa alle strategie errate del suo predecessore. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci non esita a dire che le colpe della frana di Niscemi risalgono al 1997. C’è sempre qualcuno prima o sotto di te su cui scaricare ogni responsabilità. Trump dà la colpa al suo staff per il vergognoso video postato sul suo Truth social con Barack e Michelle Obama rappresentati in fattezze da scimmie.
I coniugi Moretti danno la colpa del rogo di Crans-Montana ai dipendenti del «Constellation». Senza dimenticare che per il governo italiano la colpa delle falle nella sicurezza nazionale vanno addossate per lo più alla magistratura. In un mondo di duri al potere che alzano la voce, minacciano sfracelli, impongono, assicurano provvedimenti sempre risolutivi è ancora più paradossale constatare che lo sport preferito è lo scaricabarile. Vantarsi dei (veri o presunti) risultati raggiunti, e mai riconoscere gli errori propri buttando sulle spalle altrui le cause dei guai e dei fallimenti. Gli altri esistono solo quando possono essere additati come i colpevoli di qualcosa. Lo scaricabarile (o -barili) era anticamente un innocente gioco infantile in cui due ragazzi si voltavano le spalle, intrecciavano le braccia e si sollevavano alternativamente sulla schiena l’uno dell’altro. Nell’Ottocento, un notevole scrittore scapigliato, il piemontese Giovanni Faldella, giornalista e deputato del Regno d’Italia, usava lo «scaricabarile» come metafora politica rimproverando alla destra di fare quel gioco per «screditare completamente la Sinistra».
Forse non immaginava quanto quello sport si sarebbe diffuso tra i potenti della terra come normale sistema di governo e di autopromozione. In questo spettacolo grottesco, che non conosce né gli errori né, figurarsi, la vergogna, colpisce che qualche povero cristo, per ingenuità o per disperazione, si attribuisca responsabilità che non ha e non può avere. I tre minori della famiglia del bosco che, secondo quanto ha rivelato il loro psichiatra, si sono dichiarati colpevoli per la separazione imposta dalla magistratura. Oppure i due genitori di Carlomagno che si sono impiccati a una trave perché non hanno retto alle colpe del figlio assassino.
9 febbraio 2026
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