Lungo le Vie Cave, camminando nel canyon degli Etruschi: alla scoperta dei misteriosi corridoi scavati nel tufo
Corriere della Sera - Cultura

Lungo le Vie Cave, camminando nel canyon degli Etruschi: alla scoperta dei misteriosi corridoi scavati nel tufo

Lunedì 9 febbraio 2026
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Viaggio in Toscana tra Pitigliano, Sovana e Sorano, ecco la bellezza nascosta e vitale dei misteriosi corridoi scavati nel tufo: si cammina in un labirinto di silenzi dove l’erba di un tempo ancora sussurra

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Lungo le Vie Cave, camminando nel canyon degli Etruschi: alla scoperta dei misteriosi corridoi scavati nel tufo

di Enzo Fileno Carabba

Viaggio in Toscana tra Pitigliano, Sovana e Sorano, ecco la bellezza nascosta e vitale dei misteriosi corridoi scavati nel tufo: si cammina in un labirinto di silenzi dove l’erba di un tempo ancora sussurra

Il viaggiatore che provenga da un paese congelato nella piattezza non potrà non notare, o oscuramente avvertire, che il paesaggio collinare, fatto di salite, discese, dossi, cunette, piccoli picchi e dolci scoscendimenti, spalanca un abbraccio in cui perdersi. Questo abbandono esercita un effetto sulla mente. Anche solo a ricordarlo. 

Le grandi pianure inducono a pensare il mondo attraverso la linea retta, mentre le colline sono tutte curve. 

Ora, a quanto pare la linea retta è la distanza più breve tra due punti, ma non sempre la migliore. In un paesaggio pieno di svolte e approfondimenti rischi di non arrivare mai al punto e questo, in un mondo tutto teso verso il profitto immediato, può rivelarsi un esito felice.

Accade per esempio tra Pitigliano, Sovana e Sorano, in territorio etrusco. Se poi, oltre ad apprezzare il colpo d’occhio dall’alto (gli etruschi costruivano quasi sempre in posizioni strapiombanti, e molti paesi da loro fondati esistono ancora) decidi di camminarci dentro, al paesaggio, e scendi un poco, scoprirai una bellezza nascosta, la più vitale: quella che devi andare a cercare. Già cercarla è bello. 

Stiamo parlando delle Vie Cave, o Cavoni. 

Corridoi stretti e profondi, scavati nel tufo dagli etruschi, nessuno sa esattamente il motivo. In certi punti le pareti sono alte fino a venti metri e procedono ravvicinate: assomigliano a un canyon impressionante, poi magari senza farlo notare diventano un sentierino ameno. Infatti, per quanto mi riguarda, il paesaggio etrusco è così: per quanto possa essere imponente, sfocia sempre in una specie di dolcezza, con querce e lecci e campi. 

E questa potrebbe essere anche una filosofia di vita: la ricerca della piacevolezza come esito finale, senza negare tutto il resto. Chi potrà negare che esistano nella vita canyon e labirinti grandiosi e terrificanti? Ma alla fine, meglio trovarsi in un boschetto luminoso e sopraelevato.

Finito il nostro excursus nella filosofia etrusca (campo poco studiato per mancanza di documenti) passiamo a esaminare il significato delle Vie Cave. Bisogna avere il coraggio di guardare alle reali ragioni che sono alla base degli avvenimenti. 

E dunque: perché sono state scavate? (Addirittura a mani nude, dicono a volte, non so su quali basi). 

Un’ipotesi sostiene che servissero per cortei funebri di grande impatto visivo, quel che ci vuole per passare degnamente da una dimensione all’altra; non a caso, a volte percorrendo una via cava ti imbatti in una necropoli. Gli etruschi avevano caro il tema della porta disegnata che diventa un vero passaggio: per cui, tracciando una porta nel tufo, sarebbe possibile passare oltre. 

Oppure le vie cave sono nate per ragioni militari: un nemico indotto a passare in quelle strettoie si troverebbe facile preda delle imboscate dall’alto. 

O per ragioni idrauliche: per convogliare le acque. Può anche darsi che queste ragioni si combinino insieme: è possibile che uso militare, idraulico e ultraterreno si fondano.

Secondo alcuni erano semplicemente utilizzate come strade (anche in epoche successive) e sono per così dire sprofondate nel tempo con l’uso. Certo ci vorrebbero piedi pesanti. 

Poi ci sono le ipotesi più pazzerelle, che qua registriamo perché anche queste fanno parte del mondo e dicono qualcosa su di noi. Una teoria sostiene che sono state scavate da giganti per un popolo di giganti. Esiste un movimento internazionale chiamato Tartarian, che ha molti adepti: pensano che anche le cattedrali gotiche e i grattacieli siano stati costruiti da giganti per giganti (ecco perché i portoni altissimi delle cattedrali!), per cui sarebbero molto più vecchi di quanto ci dicono. Le vie cave risalirebbero allo stesso periodo gigantesco. Anche se, aggiungiamo noi, va precisato che le vie cave si trovano solo qua, nella maremma etrusca, e non nei paraggi di cattedrali gotiche e grattacieli. Però magari le porte disegnate mettono in connessione questi luoghi. 

C’è anche chi dice che gli etruschi riuscissero a convogliare il volo di certi stormi di uccelli nelle vie cave e, osservando i fremiti di questo fiume volante, i sacerdoti leggessero il futuro meglio che durante un volo di routine. Immagino non sia vero, ma questo fiume di uccelli in volo spericolato nelle alte strettoie è indimenticabile. 

Aggiungiamo l’ultima ipotesi, nostra: le vie cave (dette anche tagliate) sono state fatte col proposito di sconcertare i posteri.

Gli etruschi hanno lasciato poche tracce. Non abbiamo imponenti costruzioni etrusche. Ci hanno trasmesso, piuttosto, un paesaggio, un atteggiamento: un non so che di impalpabile, che avverti in luoghi come questi. È una questione di posizionamenti: crinalini, giochi d’aria e di luce. Speranze. Sorrisi delle rocce. Quando il tocco umano non cerca affannosamente di negare la prevalenza della natura, perché non ne ha paura. L’erba di quel tempo, così fragile, è ancora lì che sussurra. 

D. H. Lawrence parlò di questo minimalismo naturale etrusco contrapponendolo al gusto del grandioso proprio dei romani, un gusto che è arrivato fino a noi. Gli etruschi costruirono «templi modesti, delicati, fragili e evanescenti come fiori... Ci sentiamo stanchi di enormi costruzioni di pietra... Perché questa brama di imponenti simboli di fede, di imponenti fatti, di imponenti costruzioni, di imponenti linguaggi, di imponenti opere d’arte? La cosa finisce col diventare una sopercheria e una noia».

Molte cose orribili accadono per la megalomania, più che per l’interesse razionale. Molti crimini vengono commessi per lasciare un segno nella storia il più velocemente possibile, attraverso la linea retta.

Ma chi cammina leggero in queste vie cave e curve non lascia traccia, o forse lascia una traccia leggera, che puoi seguire in silenzio. E allora riconosci nei solchi che stai percorrendo qualcosa di famigliare. Potrebbero essere passi molto antichi, ma anche i solchi del tuo cervello, resi profondi dalla tua emozione.  

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