Il precipizio dello Stato artificiale
Pubblichiamo in anteprima le prime pagine della prefazione di «Ascesa e caduta dello Stato artificiale» di Jill Lepore, in libreria per Rizzoli dal 6 ottobre (traduzione di Rosa Prencipe e Lucilla Rodinò, pp. 352, euro 24). Secondo la storica di Harvard negli Usa è in atto «una resa alle corporation» che ha dato vita a un governo delle macchine anziché basato sul consenso
Lunedì 28 Settembre 2026
Il precipizio dello Stato artificiale
Pubblichiamo in anteprima le prime pagine della prefazione di «Ascesa e caduta dello Stato artificiale» di Jill Lepore, in libreria per Rizzoli dal 6 ottobre (traduzione di Rosa Prencipe e Lucilla Rodinò, pp. 352, euro 24). Secondo la storica di Harvard negli Usa è in atto «una resa alle corporation» che ha dato vita a un governo delle macchine anziché basato sul consenso
di Jill LeporeQuesto libro è un’indagine per capire a cosa mirino gli esseri umani nell’abbandonare la democrazia costituzionale,lo Stato nazionale liberale e persino l’umanità stessa in favore del governo dell’automazione, delle macchine e della sostituzione dell’intelligenza artificiale. Spesso nella storia gli eventi procedono a capofitto, ma poche grandi trasformazioni sono state più precipitose e avventate dell’ascesa di quello che definisco lo Stato artificiale. E tuttavia, poco mi sembra più inevitabile della sua caduta finale, l’espirazione che segue ogni inspirazione, il giorno che segue la notte, la caduta di Icaro nell’oceano dopo aver volato troppo vicino al sole.
Lo Stato artificiale è una fantasia su esseri umani, macchine e la terra. Questo libro è un’archeologia di quella fantasia. Mi hanno spinto a scriverlo le stesse preoccupazioni che, negli anni Cinquanta, portarono la politologa di origine tedesca Hannah Arendt a riflettere su come l’umanità fosse stata alterata dall’automazione.Il libro più famoso di Arendt, Le origini del totalitarismo, uscì nel 1951. Si conclude con il timore dell’autrice sul modo in cui le macchine nella vita moderna stessero riplasmando i fondamenti stessi dell’esistenza umana. Arendt era convinta che sia il totalitarismo sia l’automazione rendono gli esseri umani superflui – inutili e sacrificabili – nel primo caso dal punto di vista politico e nel secondo da quello tecnologico. Questa visione la portò a scrivere Vita activa. La condizione umana, la cui stesura stava concludendo nel 1957, quando l’Unione Sovietica lanciò in orbita lo Sputnik 1, il primo satellite creato dall’uomo. Dalla terra si poteva sentire il suo «profondo bip bip», in La bemolle, un suono che, a detta di Nbc News, «separa per sempre il vecchio dal nuovo».Secondo Arendt, i giornalisti descrissero il lancio di questo «satellite artificiale» come «il primo “passo verso la fuga degli uomini dalla prigionia della terra”». C’erano allora, come oggi, ottime ragioni per esplorare lo spazio. Ma fuggire? Arendt trovava questo linguaggio sorprendente, evidenziando che, fino a poco prima, «nessuno nella storia dell’umanità aveva mai concepito la terra come una prigione per i corpi degli uomini».
Senza contare l’idea del paradiso, il sogno di una fuga dalla prigione della terraaveva iniziato a prendere forma solo alla metà dell’Ottocento: un esempio è il romanzo di Jules Verne, Dalla Terra alla Luna, in cui, dopo la fine della Guerra civile americana, appassionati di armi sparano tre uomini verso la luna con un cannone gigante. La sfida alla gravità era solo l’inizio. «Da qualche tempo a questa parte,» sosteneva Arendt poco più di un decennio prima che la Nasa inviasse tre uomini sulla luna con la missione dell’Apollo 11, «gran parte degli sforzi scientifici è stata rivolta a come rendere anche la vita “artificiale”, a come recidere l’ultimo legame tramite cui anche l’uomo appartiene ai figli della natura». L’autrice si chiedeva se gli esseri umani un giorno non lontano avrebbero avuto «bisogno di macchine artificiali per pensare e parlare al posto nostro». Quel giorno è arrivato.
(© Rizzoli Libri; © Jill Lepore)
Su «la Lettura» #774, disponibile nell'App, Jill Lepore (nella foto) è intervistata da Viviana Mazza. L'autrice sarà ospite il prossimo 6 ottobre dell'incontro di apertura della Buchmesse di Francoforte, che quest'anno si svolge dal 7 all'11 ottobre.
27 settembre 2026 ( modifica il 27 settembre 2026 | 19:57)
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