Dolomiti, il gruppo che traduce le canzoni di Vecchioni in ladino: «Lo abbiamo già fatto con De Andrè. La musica di montagna non è fatta solo di cori»
Belluno, una decina di elementi, tra voci, musicisti e tecnici, che dal 1983 interpretano i brani storici del cantautore: «La nostra lingua non deve morire come ricordo folkloristico»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Dolomiti, il gruppo che traduce le canzoni di Vecchioni in ladino: «Lo abbiamo già fatto con De Andrè. La musica di montagna non è fatta solo di cori»
di Alissa Claire CollavoBelluno, una decina di elementi, tra voci, musicisti e tecnici, che dal 1983 interpretano i brani storici del cantautore: «La nostra lingua non deve morire come ricordo folkloristico»
«Caro Roberto Vecchioni, fatti vivo a Costalta». Un invito curioso, quello lanciato dallo scrittore ed ex leader di Lotta Continua Adriano Sofri dalle pagine del quotidiano «Il Foglio», che nasce dalla sorpresa e dall’apprezzamento di un progetto artistico alquanto originale, nato in Comelico, nell’Alto Bellunese. Un progetto musicale – ma anche di impegno civile, se vogliamo – che combina la canzone d’autore del «Professore» con la lingua ladina, pilastro dell’identità culturale degli abitanti delle terre di confine fra Veneto, Trentino e Alto Adige. «Ciantàr poesia» ossia recitare una poesia in modo melodico, la particolarità del Gruppo musicale di Costalta, frazione a 1.300 metri di quota del comune di San Pietro di Cadore, cuore della Val Comelico. Una decina di elementi, tra voci, musicisti e tecnici, che dal 1983 interpretano i brani storici del celebre cantautore Roberto Vecchioni.
«I cori non sono l'unica musica di montagna»
«Un teatro-canzone», lo definisce Sofri, ricordando il riconoscimento ottenuto dal complesso nel 1993 al Premio Recanati, manifestazione dedicata ai migliori talenti emergenti della canzone d’autore italiana, oggi conosciuta come «Musicultura». Quindici le canzoni del «Professore» tradotte da Lucio EicherClere, presidente dell’Unione ladina del Comelico, ed arrangiate da Daniele De Bettin, compositore e direttore del Gruppo. «Un’esperienza che abbiamo già fatto una decina di anni fa con De Andrè», afferma Eicher Clere, sottolineando il contributo dato dai due «cantautori-poeti» alla musica italiana. L’idea di tradurre brani di spessore, nata dalla volontà di «contestare l’unica musica cantabile in montagna: quella dei cori», spiega. «A noi interessava superare il concetto di testo popolare banale». Insomma, contraddire il pensiero comune per il quale il popolo non è in grado di esprimere un pensiero articolato.
La valorizzazione della cultura locale
Le canzoni del Gruppo musicale di Costalta rappresentano dunque una sorta di riscatto, linguistico e culturale, letterario e musicale capace di rendere virtuosa la lingua ladina. «In questi anni, il Gruppo ha segnato la realtà ladina valorizzando la cultura locale», spiega ancora Eicher Clere, rivolgendo un pensiero alla nuove generazioni. «Oggi dev’esserci una lavorazione culturale nuova». La lingua ladina «andrebbe inserita nell’educazione, non lasciare che muoia con le banalità del ricordo folkloristico». Tra le iniziative di valorizzazione e tutela della minoranza linguistica (riconosciuta grazie alla Legge nazionale 482/1999) previste per il 2026 in provincia di Belluno, rientrano corsi e attività di formazione rivolte a dipendenti pubblici, insegnanti e cittadini e sportelli nei comuni del Comelico, del Cadore e dell'Agordino, un servizio di supporto agli enti locali per la traduzione in ladino di atti pubblici e documenti ufficiali.
LEGGI ANCHERivolta dei ladini contro Milano-Cortina, 500 bandiere vendute: «Basta decisioni calate dall'alto, vogliamo riconosciuta la nostra identità»di Dimitri Canello
Comuni ladini in pressing per l'unità. Il sindaco di Corvara: «Giusto riunire la comunità». Gli autonomisti: «Risolvere un’ingiustizia storica»di Gloria Bertasi e Benedetta Pellegrini
La «rivolta» dei ladini, il piano per rivedere i confini e portare Cortina in Trentino-Alto Adige: «Lo chiede la popolazione»di Marika Giovannini e Lorenzo Nicolao
Vai a tutte le notizie di Belluno
27 settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Padova, violento pestaggio nei bagni di una scuola: le immagini riprese dai cellulari fanno il giro della chat
L'informazione nella tua mailCorriere del Veneto
Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione