DIG Awards: dai bambini uccisi a Gaza alle sterilizzazioni forzate in Perù. I vincitori del festival di giornalismo investigativo
Corriere della Sera - Cultura

DIG Awards: dai bambini uccisi a Gaza alle sterilizzazioni forzate in Perù. I vincitori del festival di giornalismo investigativo

Domenica 27 settembre 2026
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Corti e reportage investigativi premiati al DIG Festival di Modena giunto quest'anno alla sua dodicesima edizione.

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DIG Awards: dai bambini uccisi a Gaza alle sterilizzazioni forzate in Perù. I vincitori del festival di giornalismo investigativo

di Vittoria Melchioni

Corti e reportage investigativi premiati al DIG Festival di Modena giunto quest'anno alla sua dodicesima edizione.

Dalle uccisioni dei bambini a Gaza alle sterilizzazioni forzate in Perù, dalle fabbriche delle truffe in Myanmar alla repressione del dissenso in Russia, fino al business degli oppioidi e allo sfruttamento dei lavoratori migranti. Sono storie che attraversano continenti e conflitti quelle premiate ai DIG Awards 2026, il concorso internazionale dedicato al giornalismo investigativo che ha chiuso a Modena una nuova edizione del DIG Festival. I vincitori sono stati annunciati al Teatro della Fondazione Collegio San Carlo durante la cerimonia condotta dalla giornalista Silvia Boccardi. 

Oltre 300 le candidature arrivate da tutto il mondo, valutate dalla giuria presieduta dal regista croato Igor Bezinović. Nella categoria Short, dedicata alle opere sotto i 20 minuti, ha vinto Investigating the Killings of Children in Gaza, diretto da Stephanie Hegarty per BBC World Service. L’inchiesta ricostruisce le uccisioni di 95 bambini colpiti alla testa o al torace, lavorando attraverso fonti open source, testimonianze, esperti e rapporti medici in un contesto nel quale ai giornalisti è impedito l’accesso alla Striscia di Gaza. Il premio Reportage Medium è andato invece a Without Consent, diretto da Sophie Bontemps per Arte, dedicato alla campagna di sterilizzazioni forzate avvenuta in Perù tra il 1996 e il 2000. A quasi trent’anni di distanza, le vittime attendono ancora giustizia. La giuria ha sottolineato la capacità dell’opera di affrontare «con una cinematografia di grande bellezza e una sensibilità straordinaria» una tragedia le cui conseguenze continuano a riverberarsi sulle generazioni successive. 

Dalla guerra civile in Myanmar al prezzo del dissenso in Russia

Myanmar Scam Factory di Mouhssine Ennaimi e Constantin Simon per TRT World si è aggiudicato la categoria Investigative Medium. Il lavoro entra nei centri di frode sorti in un Myanmar devastato dalla guerra civile, dove persone attirate con false offerte di lavoro vengono ridotte in condizioni di schiavitù e costrette a truffare vittime in tutto il mondo. Per il Reportage Long il riconoscimento è andato a Politzek: Voices That Defy the Kremlin di Manon Loizeau ed Ekaterina Mamontova, coproduzione Babel DOC, Clin d’oeil Films e France Tv. Il documentario racconta il prezzo dell’attivismo politico e del dissenso nella Russia di Vladimir Putin attraverso le storie di chi è finito in carcere per la propria opposizione al potere. C'è invece il business globale degli oppioidi al centro di Addiction Criminals di Paul Moreira, vincitore dell’Investigative Long. L’inchiesta, distribuita da France Tv, sposta lo sguardo dalle vittime della dipendenza a chi ha contribuito ad alimentare un mercato responsabile della morte di centinaia di migliaia di americani, mettendo sotto osservazione dirigenti dell’industria farmaceutica e trafficanti. 

Nella sezione Audio e Podcast ha vinto Boy Wasted di Dan Ashby e Lucy Taylor, inchiesta in tre episodi sullo sfruttamento dei lavoratori migranti negli impianti di riciclaggio turchi che trattano rifiuti provenienti dal Regno Unito. Il punto di partenza è la morte del giovane rifugiato afghano Arifullah Fazli, finito dentro un macchinario: una vicenda che apre lo sguardo sulle morti di oltre 200 lavoratori migranti nell’ultimo decennio. Infine, il DIG Pitch Matteo Scanni, che mette in palio fino a 15mila euro per sostenere un’inchiesta ancora in fase di produzione, è stato assegnato a A Bigger Monster: Inside the Global Trade that Moves PFAS Downstream di Gianluca Liva, Filippo Tommasoli e Varrun Sukhraj. Il progetto indaga il commercio globale dei PFAS mettendo in relazione due comunità geograficamente lontane: gli attivisti ambientalisti italiani e quelli indiani. Accanto al presidente Bezinović, nella giuria dell’edizione 2026 hanno lavorato Manisha Ganguly, Gabriela Manuli, Axel Björklund, Hoda Hosman, James Kleinfeld, Brigitte Alfter e lo sceneggiatore Marco Pettenello, David di Donatello nel 2021.

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