Tra colpa e perdono: alla Manifattura Tabacchi di Rovereto la rassegna «Incontrarti». Pitture e sculture, da Rabarama a Meregalli
Corriere della Sera - Cultura

Tra colpa e perdono: alla Manifattura Tabacchi di Rovereto la rassegna «Incontrarti». Pitture e sculture, da Rabarama a Meregalli

Domenica 27 settembre 2026
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Tra colpa e perdono: alla Manifattura Tabacchi di Rovereto la rassegna «Incontrarti». Pitture e sculture, da Rabarama a Meregalli

di Chiara Marsilli

In programma anche dialogo con i genitori di Alba Chiara Baroni, vittima di femminicidio

«L’arte, quando è autentica, non si limita a decorare le pareti o a occupare lo spazio, agisce come un catalizzatore di coscienza e conoscenza. Per questo il progetto espositivo di quest’anno è una missione civile e spirituale». ClaudioMattè, curatore d’arte e promotore culturale organizza a Rovereto la terza edizione di «Incontrarti» (dal 3 al 25 ottobre alla Manifattura Tabacchi, inaugurazione sabato 3 ottobre ore 18, entrata libera), iniziativa che supera la definizione di mostra d’arte per raccogliere opere, incontri e visite guidate attorno a un tema ogni anno diverso.

Quest’anno il tema è «Dalle ceneri della colpa il fiorire del perdono». «Non solo un titolo - spiega Mattè - ma un percorso di redenzione che coinvolge chi espone, le opere e soprattutto chi guarda». Il fulcro dell’esposizione sono le sculture dell’artista padovana di fama internazionale Rabarama, celebre per le sue figure umane avvolte da texture geometriche e geroglifici. Nella poetica della rassegna queste figure diventano simboli di una femminilità che porta sulla propria pelle le ferite del mondo, trasformando il dolore in un atto di rifioritura. Accanto alle opere di Rabarama, la mostra compie un atto di giustizia poetica scegliendo di «chiedere perdono» a due stili spesso ingiustamente considerati «minori»: l’acquerello e l’arte naïf. La delicatezza dell’acquerello è quella di Luigi Meregalli, autore di paesaggi avvolti nella nebbia invernale rischiarati da una luce che riemerge dalla foschia. Amedeo Marchetti incarna invece la sensibilità naïf con uno sguardo puro e poetico, capace di restituire speranza e stupore anche di fronte alla semplicità della vitaquotidiana. L’arte non si limita a raccontare sé stessa, ma diventa spunto di riflessione e occasione di incontro. Per tutto il mese di ottobre Manifattura si trasformerà in luogo di conferenze e laboratori che mettono al centro il binomio colpa-perdono.

«Mi piace servirmi dell’arte per affrontare tematiche solitamente difficili da affrontare: l’arte è un mezzo per rendere un po’ più lieve anche questi argomenti», sottolinea Mattè. Il perdono non è inteso come un’assoluzione superficiale o una cancellazione di ciò che è stato, ma come una riflessione che permette di trasformare le ferite del passato in rinascita etica, personale e collettiva. Tra gli eventi spicca l’incontro con i genitori di Alba Chiara Baroni, la giovane di Tenno uccisa dall’ex fidanzato nel 2017, che affronterà il valore del perdono umano. «Ho contattato i genitori di Alba Chiara proponendo di centrare il dialogo non sul tema femminicidio, ma sul perdono. La mamma di Alba Chiara mi ha risposto che condivideva pienamente la visione, e di aver perdonato il ragazzo. Non il gesto che le ha portato via la figlia, ma la persona sì».

Per l’occasione, la rassegna renderà omaggio alla memoria di Alba Chiara esponendo anche un paio di sue opere pittoriche, valorizzando così la passione per l’arte della ragazza. Un altro tassello fondamentale del programma è dedicato al tema della giustizia riparativa, un percorso di confronto che non sostituisce la pena giudiziaria, ma punta alla rielaborazione del conflitto tra responsabile del delitto e parenti della vittima. Protagonista del dibattito sarà Lucia Di Mauro Montanino, assistente sociale il cui marito Gaetano Montanino, guardia giurata, fu ucciso dalla camorra nel 2009. Tra i suoi assassini c’era Antonio, all’epoca 17enne, con il quale Lucia ha intrapreso un percorso di giustizia riparativa per rompere insieme la catena di violenza. Completano il percorso le visite guidate riservate alle scuole del territorio: «Educare al perdono e alla comprensione della colpa tramite l’immagine significa fornire ai ragazzi strumenti critici per interpretare le relazioni umane e le complessità del presente - conclude Mattè -. Le visite guidate non saranno semplici tour, ma lezioni di empatia».

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