A Bologna il ritorno degli Evanescence, alfieri dell'alternative metal, per l'unica data italiana del loro tour mondiale
La band americana suonerà lunedì 28 settembre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, già sold out, per presentare i brani del nuovo album «Sanctuary»
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A Bologna il ritorno degli Evanescence, alfieri dell'alternative metal, per l'unica data italiana del loro tour mondiale
di Andrea TintiLa band americana suonerà lunedì 28 settembre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, già sold out, per presentare i brani del nuovo album «Sanctuary»
Ci sono canzoni che appartengono a un’epoca ben precisa e altre che sembrano aspettare che il tempo passi per diventare importanti ed evergreen. Bring me to life è una di queste. Quando gli Evanescence la pubblicarono nel 2003, il rock attraversava una stagione dominata dal nu metal e da un immaginario pieno di testosterone. Poi ecco arrivare la voce di Amy Lee, un pianoforte malinconico, una melodia quasi cinematografica e un’esplosione di chitarre. Il risultato fu qualcosa di immediatamente riconoscibile e difficile da collocare dentro un unico genere. Alternative metal ci dissero.
È da questo brano che nasce la storia degli Evanescence, la band americana che lunedì 28 settembre arriverà all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno per l’unica data italiana del World Tour 2026 (ore 21, sold out). Una serata che metterà insieme la memoria di una band capace di vendere milioni di dischi e il presente di un gruppo che non sembra interessato a trasformarsi nella propria cover band. Sul palco, infatti, non ci sarà soltanto il repertorio che ha costruito la leggenda degli Evanescence: il tour accompagna anche l’uscita di «Sanctuary», il nuovo album in studio pubblicato in giugno.
Il titolo del disco sembra quasi una dichiarazione d’intenti. «Sanctuary» è il luogo in cui rifugiarsi, ma anche quello in cui ritrovare una forma di connessione con gli altri. Amy Lee ha raccontato di aver lavorato all’album per più di tre anni e di aver trovato nella musica uno spazio nel quale trasformare ciò che sentiva come sbagliato o fuori controllo in qualcosa capace di riaccendere la luce nel buio. Un’idea che attraversa un disco nel quale gli Evanescence aggiornano il proprio linguaggio senza cancellare le linee guida che li hanno resi riconoscibili: pianoforte, elettronica, riff pesanti, melodie e quella teatralità emotiva che ha sempre accompagnato la voce di Lee. All’Unipol Arena il passato incontrerà il presente. La musica rimarrà sospesa a mezz’aria, fino a quando non cadrà fragorosamente addosso al pubblico.
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26 settembre 2026
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