Decreto scuola, le proiezioni del Politecnico di Milano: «Gli studenti da ricollocare sono circa 300»
Gli effetti del tetto del 30% per gli alunni stranieri: secondo lo studio del Politecnico di Milano gli studenti coinvolti potrebbero essere meno di 300
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Decreto scuola, le proiezioni del Politecnico di Milano: «Gli studenti da ricollocare sono circa 300»
di Gianna Fregonara e Orsola RivaGli effetti del tetto del 30% per gli alunni stranieri: secondo lo studio del Politecnico di Milano gli studenti coinvolti potrebbero essere meno di 300
Difficile dire quanto gli articoli 11 e 12 del decreto Valditara che prevede un tetto alla presenza di studenti senza la cittadinanza italiana nelle classi risponda ad una vera emergenza da affrontare in tempi rapidi. Anche nella relazione tecnica il governo continua a non fornire i dati sulle reali dimensioni del fenomeno. Ieri il ministro ha ripetuto che le classi con più del 30 per cento di stranieri sono 34 mila (su oltre 350 mila totali) ma che lui stesso pensa che il numero di quelle interessate dal decreto, a partire dl prossimo anno scolastico, saranno molte di meno. Infatti le nuove norme prevedono che il tetto del 30 per cento che fa scattare il respingimento di ulteriori studenti stranieri e il loro smistamento in altre classi o scuole debba essere calcolato includendo tutti e solo gli studenti con cittadinanza non italiana che non sono nati qui e che comunque non abbiano frequentato almeno due anni di scuola d'infanzia o tre di scuola dell'obbligo. Sono esclusi dal conto, invece, tutte le seconde generazioni, cioè gli studenti stranieri nati qui, che sono la stragrande maggioranza (circa due terzi del totale). La norma poi non tocca le classi già formate ma soltanto le prime. In sostanza dovranno essere riorganizzate soltanto quelle classi prime (elementari, medie e superiori) nelle quali si trova almeno un terzo di studenti stranieri che sono arrivati nel nostro Paese negli ultimi due o tre anni. Una casistica piuttosto rara.
Il Laboratorio di Politica Sociale del Politecnico di Milano, guidato da Costanzo Ranci, che da anni studia il fenomeno, ha elaborato alcune proiezioni riguardanti l'introduzione del tetto alla concentrazione di stranieri, segnalando tra l'altro che, se la misura ha come scopo quello di migliorare gli apprendimenti degli alunni sia stranieri che italiani in una classe, la formulazione del decreto avrebbe dovuto considerare non soltanto gli stranieri ma anche gli studenti italiani con background familiare svantaggiato, che sono quelli che nei test Invalsi e Ocse-Pisa necessitano di maggiore aiuto per recuperare i risultati. Non solo: se l'obiettivo è quello di evitare le classi ghetto, la soluzione operativa più indicata sarebbe quelle di incoraggiare l'arrivo nelle classi di studenti italiani: «Il decreto risulta nel complesso poco efficace nel contenere la segregazione scolastica - scrive Ranci -. I criteri di individuazione delle classi eccedenti la quota del 30% finiscono per circoscrivere moltissimo il fenomeno, sino a renderlo quasi irrilevante sul piano numerico. In secondo luogo, il decreto assume che il problema sia la concentrazione “naturale” degli studenti stranieri e non anche la fuga degli italiani dalle scuole con maggiore concentrazione: di qui l’idea che il problema sia risolvibile spostando fisicamente gli stranieri “eccedenti” in altre scuole con minore concentrazione».
Quante sono dunque le classi e quanti gli alunni che potrebbero venire toccati dalle nuove norme: dalle stime tratte dai dati forniti dal Mim che riguardano l'anno 2022/23 emerge che le classi potenzialmente eccedenti il 30% non dovrebbero essere più di 155 su tutto il territorio nazionale: una quota inferiore allo 0,5% del totale delle classi esistenti. Per quanto riguarda gli studenti interessati non sono più di 300, anzi 290. Rispetto ai circa 69.000 studenti stranieri di prima generazione (nati all’estero) oggi presenti nelle prime classi delle scuole italiane, quelli che rientrano nei criteri teorici identificati dal decreto sarebbero 26.000 (il 38%), ma quelli concentrati nella stessa classe oltre il 30% diventano in realtà un piccolo drappello: poche centinaia in tutto.
26 settembre 2026 ( modifica il 26 settembre 2026 | 09:33)
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