Museo di San Martino, riapre la sezione navale: ci sono anche le ciurme «interattive»
Dalle imbarcazioni del Settecento al mare digitale: un videogame simulerà battaglie d’epoca nel Golfo
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Museo di San Martino, riapre la sezione navale: ci sono anche le ciurme «interattive»
di Marco MolinoDalle imbarcazioni del Settecento al mare digitale: un videogame simulerà battaglie d’epoca nel Golfo
Nella movimentata storia della marineria partenopea c’è un anonimo Capitan Peppe che a Napoli, nei prossimi giorni, potrebbe ricevere più attenzioni di uno skipper dell’America’s Cup. L’intrepido comandante cacciava navi corsare a metà del Settecento, solcando i mari con la sua ciurma al servizio di Carlo di Borbone. Ma l’improvvisa fama, soprattutto conquistata tra i ragazzi, non sarà eventualmente da attribuire alla riscoperta di antichi tomi, bensì alla nuova vita in forma digitale restituitagli dal videogame che simula battaglie navali nel Golfo, protagonista del rinnovato allestimento della Sezione Navale riaperta ieri al pubblico nella Certosa di San Martino.
La lancia reale a 24 remi di Carlo di Borbone e quella un po’ più piccola di Umberto I di Savoia dominano le imponenti sale riqualificate. C’è anche il caicco donato dal sultano Selim III a Ferdinando IV. Ma queste erano imbarcazioni da parata, espressioni simboliche di potenza che non riflettevano però l’evoluzione della marineria del regno, che forse è più evidente nella rassegna di modelli in scala di fregate, corvette e cannoniere realizzate dalle maestranze napoletane e stabiesi.
«Il nuovo allestimento permette di riconoscere nelle imbarcazioni i saperi della cantieristica e il lavoro degli equipaggi, la lunga vicenda di Napoli con suo il mare – ha dichiarato Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività culturali del ministero della Cultura –. Gli strumenti digitali e il gioco interattivo ampliano le modalità di accesso a questi contenuti, rivolgendosi a pubblici diversi. La posizione stessa della Certosa rende tutto ciò subito percepibile: dalle sale e dalle terrazze, quanto è custodito all’interno offre strumenti per comprendere il paesaggio circostante, ricollocando gli oggetti nel loro orizzonte territoriale e storico».
In questo scambio continuo tra la città e il suo mare va inquadrata anche la contestuale riapertura del primo e secondo terrazzamento della Certosa, i quali offrono ai visitatori una panoramica del Golfo e ulteriori spazi verdi che si aggiungono, sulla collina del Vomero, al Fossato di Castel Sant’Elmo e al Parco della Floridiana.
San Martino comincia a dialogare con un mondo che cambia e richiede metodi diversi per la fruizione del patrimonio storico. Lo ha confermato la direttrice dei musei del Vomero, Almerinda Padricelli, illustrando un riallestimento «che collega il passato, con le sue magnifiche imbarcazioni, al presente, attraverso il gaming che coinvolge i più giovani e volgendo uno sguardo al futuro grazie al dialogo visivo con le avveniristiche imbarcazioni impegnate nella fase preliminare dell’America’s Cup. Una formula espositiva che mi piacerebbe adottare in tutti i nostri tre musei».
Al secondo piano della Sezione Navale, da dove si possono ammirare (e fotografare) gli antichi scafi settecenteschi in tutto il loro splendore, è stata sistemata la nuovissima postazione del videogioco che consente al visitatore di entrare virtualmente a far parte di un equipaggio, insieme a Capitan Peppe e ad altri, e affrontare una missione navale ambientata nel Golfo di Napoli. «Abbiamo voluto realizzare un gioco collaborativo che può coinvolgere fino a nove partecipanti impegnati a simulare il complesso lavoro di una ciurma – ha spiegato Maria Manuela Oddo, project manager dell’industria digitale e creativa Ett -. L’esigenza è quella di suscitare interesse in un pubblico in particolare scolastico che può così imparare giocando». Ma il sogno digitale è circondato dai manufatti reali. L’allestimento è stato realizzato dall’architetto Lucia Anna Iovieno con l’intento di mettere nella giusta luce ogni elemento, come i tronetti reali un tempo installati sulla lancia usata le parate: il potere di Carlo trasferito dalla terra al mare. «Non dobbiamo dimenticare – ha sottolineato Iovieno – il progresso tecnico di quegli anni: le prime navi a vapore, le officine di Pietrarsa, i cantieri di Castellammare e il molo San Vincenzo con l’innovativo bacino di raddobbo. Un regno che cercava di mantenere un suo ruolo centrale nel Mediterraneo».
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26 settembre 2026 ( modifica il 26 settembre 2026 | 08:35)
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