Il mondo al contrario
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di Massimo Gramellini | 26 settembre 2026I tuoi preferiti
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Due poliziotti della Digos si sono arrampicati sul cancello di una scuola primaria di Genova per strappare uno striscione con la scritta «Qui nessun* è stranier*». Comunque la si pensi sugli asterischi e l’amaro declino delle vocali, stavolta non sono loro il problema. Qui c’è qualcuno che in quel messaggio ha letto un attacco al governo e lo ha segnalato alla polizia, che a sua volta ha peccato quantomeno di eccesso di zelo, oltretutto rendendo al governo il peggior servizio possibile.
Intendiamoci: il gesto di censura, compiuto davanti allo sguardo spaventato di tanti bambini, sarebbe stato esecrabile anche se lo striscione avesse attaccato esplicitamente il decreto che impone un tetto agli stranieri nelle scuole. Ma in questo caso non c’era nemmeno l’attacco. C’era un’affermazione ecumenica. Come se avessero rimosso un cartello con la scritta «Viva la pace», ritenendolo gravemente offensivo nei confronti di chi sostiene le ragioni del riarmo.
Viviamo tempi bizzarri, in cui un sindaco calabrese può dare del cornuto a Vannacci e venire derubricato a fenomeno di colore, ma se un gruppo di insegnanti e genitori decide di educare i bimbi all’integrazione senza mancare di rispetto a nessuno, un minuto dopo arriva la Digos. Il guaio è che certe tendenze lasciano uno strascico, per cui adesso qualcuno comincerà a preoccuparsi di dire cose che finora aveva sempre detto senza timore, mentre qualcun altro non avrà più scrupolo a dirne altre che in passato si sarebbe vergognato anche solo di pensare.
26 settembre 2026
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