La non-solidarietà che allarma la Nato
Mentre il primo ministro slovacco Robert Fico ha detto: «Non voglio che il nostro Paese venga coinvolto in alcun conflitto militare a causa di una qualche applicazione dell’Articolo 5», ma l’ex ministro della Difesa Jaroslav Nadaccusa: il leader del Cremlino tenta di «sfruttare la paura»
La non-solidarietà che allarma la Nato
Paolo Lepri | 25 settembre 2026Mentre il primo ministro slovacco Robert Fico ha detto: «Non voglio che il nostro Paese venga coinvolto in alcun conflitto militare a causa di una qualche applicazione dell’Articolo 5», ma l’ex ministro della Difesa Jaroslav Nadaccusa: il leader del Cremlino tenta di «sfruttare la paura»
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Mentre l’aggressione all’Ucraina va avanti e la Russia esibisce in Europa il suo volto — sabotaggi, violazioni dello spazio aereo, cyberattacchi, destabilizzazioni, interferenze politiche — l’Ue e l’Alleanza atlantica sono indebolite, nelle loro file, da chi fa il gioco di Vladimir Putin. Come il primo ministro slovacco Robert Fico, che nei giorni scorsi, parlando ad un pubblico giovanile nella città di Prešov, ha detto: «Non voglio che il nostro Paese venga coinvolto in alcun conflitto militare a causa di una qualche applicazione dell’Articolo 5». Una picconata, insomma, ai valori fondanti della Nato, mettendo in discussione la norma secondo cui un attacco contro una singola nazione costituisce anche un attacco contro le altre e può richiedere una risposta collettiva.
Ma non tutti in Slovacchia la pensano allo stesso modo. Si è levata, per esempio, la voce dell’ex ministro della Difesa Jaroslav Nad, che guida i Democratici, un partito centrista, che fa riferimento ai Popolari europei, rimasto sotto la soglia di sbarramento, con il 4,7 per cento alle ultime elezioni. Non c’è nessun dubbio, accusa: il leader del Cremlino tenta di «sfruttare la paura». «Putin — ha dichiarato a Deutsche Welle — vuole che i cittadini credano che, se i Paesi dell’Ue e della Nato continueranno a sostenere l’Ucraina, questa situazione di escalation potrebbe portare a una terza guerra mondiale o a qualcosa del genere». Fico — che ha tentato di fare incriminare il quarantacinquenne ex diplomatico per la decisione, presa durante il suo mandato ministeriale (svolto tra il 2020 e il 2023), di consegnare all’Ucraina l’intera flotta di vecchi caccia MiG-29 — si sta, in ogni, caso, mettendo al riparo.
La retorica del premier populista colpisce la Nato e utilizza argomenti logori: «Talvolta — ha sostenuto — si tende a mascherare la nostra incapacità di risolvere problemi come l’immigrazione illegale, la competitività e i prezzi alti dell’energia ricorrendo a discorsi bellicosi». Per lui l’Articolo 5 può significare «non sapere nemmeno con chi e perché andare a combattere». Al di là della Slovacchia, la non-solidarietà — che sta incrinando il quadro di alleanze consolidatosi nel recente passato — è una malattia pericolosa che stiamo imparando a conoscere e a temere.
25 settembre 2026
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