Un voto che «pesa» di più
Corriere della Sera - Cultura

Un voto che «pesa» di più

Venerdì 25 settembre 2026
2 visualizzazioni

Le suppletive in Calabria di domani e lunedì hanno un valore che supera la regione e impatta sulle decisioni nazionali

Italia-Belgio in Nations League, il ritorno di Mancini in diretta: 0-1 | Errore di Romano, la sblocca Godts. Azzurri sotto

Un voto che «pesa» di più

Enzo D'errico | 25 settembre 2026

Le suppletive in Calabria di domani e lunedì hanno un valore che supera la regione e impatta sulle decisioni nazionali

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Per il momento è soltanto una pallida tentazione. Che però, già lunedì sera, potrebbe diventare un desiderio tenace. Molto dipenderà dal risultato delle «suppletive» in Calabria. Ed è per questo che gli «scontenti» del centrodestra, più di altri, punteranno lo sguardo su quello che mesi fa sembrava un banale avvicendamento di fine legislatura e che invece, adesso, rischia di accelerare il voto nazionale. Forse a gennaio o al massimo in primavera. Le carte sul tavolo sono identiche a quelle che gli italiani, probabilmente, si troveranno di fronte quando torneranno alle urne: il centrodestra, il fronte progressista e la variabile Vannacci, al suo primo test elettorale. È la fotocopia, al contrario, di ciò che accadde nel 2022, quando la sinistra divisa fu sconfitta nonostante avesse ottenuto la maggioranza in voti assoluti.

Ebbene, immaginiamo che la compagine del generale — guidata da Domenico Giannetta (ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale), uno che porta in dote un ricco corredo di preferenze — impedisca il successo di Fabio Roscioli (candidato della maggioranza di governo) e, di fatto, assegni la vittoria a Frank Benedetto (alfiere del centrosinistra), pensate davvero che la variegata pattuglia di riottosi insabbiata nella maggioranza di governo si lascerebbe sfuggire l’occasione per sgambettare la nuova legge elettorale, approfittando del voto segreto? Il pericolo è ben chiaro a Giorgia Meloni che da giorni, infatti, prova a serrare le fila della coalizione, dove in tanti temono che un buon risultato di Vannacci (dall’8 per cento in su) sia il preludio a un’ascesa che, con il passare dei mesi, diventerebbe irrefrenabile.

Ma non basta, perché l’eventuale ingresso in Parlamento di un Futuro Nazionale con percentuali a due cifre metterebbe a repentaglio un bel po’ di seggi oggi considerati sicuri. Andare avanti fino a primavera, insomma, potrebbe rivelarsi per molti un suicidio politico. Per questo la premier, abituata a fiutare il pericolo, sta martellando sulla necessità di non mollare gli ormeggi e di assicurare l’approvazione del nuovo dispositivo di voto, convinta che un insuccesso (ennesima riforma bocciata o accantonata) sarebbe un pessimo biglietto da visita, destinato irrimediabilmente a incidere sulla sfida decisiva. A conti fatti: se Roscioli conquistasse il seggio, ci sarebbe di che festeggiare. Ma gli occhi resterebbero incollati sulla prova del generale.

Neppure il fronte progressista, tuttavia, dorme sogni tranquilli. Certo, la presenza di Vannacci potrebbe regalargli una vittoria insperata dopo la recente disfatta alle Comunali di Reggio Calabria. Non c’è dubbio, però, che l’eventuale accelerazione nella corsa verso il duello nazionale lo troverebbe impreparato. In poche settimane dovrebbe sciogliere quei nodi che in tanti mesi non è riuscito a sbrogliare: primarie sì o no, le fratture profonde in politica estera, la nascita di un polo moderato che non sia soltanto un’accozzaglia di sigle. A questo, poi, bisogna aggiungere l’insidia di un’estrema destra «pacifista» e populista che nel Sud (dove Campania e Puglia, le due regioni più importanti, rappresentano un solido bacino di consensi) potrebbe pescare simpatie tra i Cinque Stelle di antica osservanza grillina e no.

È chiaro, camminiamo sul terreno friabile delle ipotesi, dove germogliano indizi e non certezze, ma risulta arduo pensare che il risultato calabrese, casomai con un Fn già a due cifre, scivoli senza lasciare traccia su assetti politici in fibrillazione ormai da mesi. Del resto, con Vannacci monade impazzita destinata a crescere sempre più fuori dalla coalizione, il centrodestra faticherebbe a strappare il premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale. Paradossalmente, sarebbe il sistema attuale a garantire maggiori possibilità di vittoria allo schieramento di governo: nei collegi, soprattutto quelli meridionali, il centrodestra potrebbe “sterilizzare” il generale facendo appello al voto utile e sperando che Futuro Nazionale sottragga consensi di stampo populista al Movimento di Giuseppe Conte. È una tesi, però. Soltanto una tesi. Di sicuro, il 30 settembre, due giorni dopo le «suppletive» calabresi, lo Stabilicum tornerà alla Camera per l’approvazione definitiva in programma per l’8 ottobre o giù di lì. Supererà lo scoglio del voto di fiducia? Meloni ha già annunciato che se la proposta venisse bocciata, il governo si dimetterebbe. Un avvertimento, insomma. Che punta a sminare il passaggio a Montecitorio.

La presidente del Consiglio conta ancora su un largo consenso personale e i sondaggi confermano, di settimana in settimana, le ottime percentuali di Fratelli d’Italia, che ormai è da quattro anni il primo partito italiano. Rimanere a cuocere sulla graticola di Vannacci significherebbe esporsi al pericolo di depauperare un patrimonio politico che oggi è pressoché intatto. Ma è altrettanto consapevole che presentarsi all’elettorato con un’ulteriore disfatta sulle riforme sarebbe rischioso, nonostante questo la aiuterebbe a scrollarsi finalmente di dosso le scorie post-fasciste che albergavano nel partito per cercare così di costruire una destra liberale più europeista e meno sovranista. Quella che si gioca domani, insomma, è una sfida che rasenta l’azzardo. Per tutti. Dunque, lunedì sera, riflettori accesi sulla Calabria: lì, infatti, potrebbe andare in scena il primo atto del nostro futuro prossimo.

25 settembre 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Giuseppe Sarcina

Asse Usa-Cina, l’Europa ai margini

Venerdì 25 settembre 2026 di Enzo D'errico

Un voto che «pesa» di più

Venerdì 25 settembre 2026 di Vincenzo Trione

Noi davanti all’Ai: l’arte perduta di fare domande

Venerdì 25 settembre 2026 di Paolo Lepri

La non-solidarietà che allarma la Nato

Venerdì 25 settembre 2026 di Oreste Pollicino

Quando la capacità di agire supera i confini dell’autorizzazione

Venerdì 25 settembre 2026 di Gian Antonio Stella

Quei mercati al teatro Pirandello

Venerdì 25 settembre 2026 LEGGI TUTTI

Gli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo