«Monet. Una vita a colori», lo spettacolo di Goldin sul pittore: paesaggi, musica ed emozioni
Corriere della Sera - Cultura

«Monet. Una vita a colori», lo spettacolo di Goldin sul pittore: paesaggi, musica ed emozioni

Venerdì 25 settembre 2026
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Sarà un viaggio nei colori per scoprire la capacità di questo pittore di elevare la misura quotidiana alla misura eterna

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«Monet. Una vita a colori», lo spettacolo di Goldin sul pittore: paesaggi, musica ed emozioni

di Veronica Tuzii

Sarà un viaggio nei colori per scoprire la capacità di questo pittore di elevare la misura quotidiana alla misura eterna

Marco Goldin in un momento dello spettacolo (Foto Tale)

Il suono delle cicale, al centro del palco una panchina e sopra un cappello bianco. Verrà preso in mano da una donna dall’aspetto angelico e dalla veste candida. Un gigantesco schermo si accende. È total black & white. Un uomo solo, barba lunga e sigaretta in mano, il passo lento tra le rocce e il vento del Canale. Claude Monet cammina. Lo si vede avanzare sotto le scogliere della Normandia, davanti a un mare «dilagante» che sembra già dipinto, e per un istante il teatro smette di essere un teatro. È un paesaggio che si muove, una memoria che s’accende. Poi arriva Marco Goldin, che da una poltrona in pelle inizia a raccontare la vita del maestro francese come se quella esistenza fosse ancora lì, a pochi passi. È l’attacco del nuovo spettacolo Monet. Una vita a colori che sta provando al Teatro Due a Parma. Un incipit che riassume l’intera esistenza di un artista che ha reso la pittura un fatto esistenziale. E quella creatura in bianco, Camille Doncieux, prima moglie dell’artista. Ad aprire «è un dialogo di forte intensità emotiva, pensato per catapultare il pubblico in un mondo che è insieme del sogno e della vita», chiosa lo studioso trevigiano. Con uno choc cromatico e ritmico si entra nel coloratissimo universo di Monet. Dopo La grande storia dell’impressionismo (2018-19) e Gli ultimi giorni di Van Gogh (2022-23), Goldin torna con uno spettacolo che ha scritto e diretto. Con lui sul palco Remo Anzovino (musiche originali) al pianoforte e Daniela Savoldi, violoncello e voce; video, animazioni e montaggi di Luca Attilii e Geremia Vinattieri. Prima nazionale il 20 ottobre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. In Veneto farà tappa il 7 e 8 novembre al Teatro Ristori di Verona e 26 novembre al Teatro Del Monaco di Treviso; a Padova il 13 marzo al Teatro Geox.

Cinque scene che seguono i luoghi di Monet

Scorrono centinaia di dipinti nei 95 minuti omaggio a Claude Monet (1840-1926) in occasione del centenario della morte. «Due anni fa - dice Goldin - ho iniziato a lavorare a un progetto teatrale sul maestro che ha fondato l’impressionismo e che è andato ben oltre quel modo di dipingere. Come sempre l’equilibrio tra parola, musica e immagini fonda un mio spettacolo, stavolta con una scenografia ancor più articolata, frutto dell’unione, per me benedetta, tra poesia e tecnologia».
Sulla scena due piattaforme rotanti con ledwall curvi e bifacciali ospitano i musicisti. «Non è solo - spiega Anzovino - suonare su una pedana in movimento. È un effetto drammaturgico: questa continua fluidità tra svelamento e disvelamento. La musica traduce la parola e la parola crea le condizioni della musica». Dietro, il grande schermo di dodici metri per sette. Davanti, quella panchina centro di cinque scene che seguono i luoghi. Si parte dalla Normandia degli anni giovanili, dalle passeggiate col suo mentore Boudin sulle spiagge e da quella Terrazza a Sainte-Adresse del 1867 in cui la chiarezza marina sembra già contenere il futuro dell’impressionismo. Il racconto scivola lungo la Senna, tra Argenteuil e Vétheuil, il bateau-atelier e i riflessi sull’acqua, fino ai disgeli degli anni Ottanta e a Il bacino di Argenteuil.

Da sinistra, Remo Anzovino, Marco Goldin e Daniela Savoldi (Foto Tale)

Canzoni e colori

È qui che arriva la prima delle due canzoni scritte da Goldin e Anzovino, dedicata a Camille Doncieux, presenza discreta e fondamentale: «Ho voluto dare spazio a questa donna, morta trentenne, che ho riscoperto ristudiando ancora una volta Monet». Sugli schermi si animano i quadri dove è stata fonte d’ispirazione: lei con ombrellino tra i fiori che si muovono col vento o mentre sta cucendo con la grazia che si sprigiona dall’immagine. Quando Monet diventa viaggiatore, il colore si fa più intenso e inquieto. Salite d’erba, un mare color lapislazzuli («è un mare come pietra preziosa», rimarca Goldin), il bianco che apre lo spazio a 20 gradi sottozero: le scogliere di Étretat, la luce incendiata di Bordighera e Antibes, la neve della Norvegia. La casetta del pescatore sugli scogli, Varengeville è una delle immagini di questo tempo mobile, unita dalla musica Étretat e dalla canzone Le parole della neve. Quindi le nebbie del Tamigi e Il Parlamento di Londra al tramonto; e le atmosferiche lagune di Venezia con le architetture che si sciolgono. Infine Giverny, dove tutto si stringe attorno al giardino e alle ninfee: la pittura si libera dal paesaggio e diventa quasi astrazione, pura luce e interiorità.

In libreria

Il progetto si amplia con «Monet 100». Il 13 ottobre arriva in libreria la Storia di Monet (La nave di Teseo, collana I Fari) di Goldin, 300 pagine di testo più 72 tavole a colori. Nelle parole dell’editrice Elisabetta Sgarbi, «è una storia mai raccontata così prima d’ora». Nelle stesse settimane Universal Music Italia / Decca Italia pubblica l’album «Monet. Una vita a colori» di Anzovino; Casa Ricordi editerà le partiture. Libro e disco saranno in vendita anche nei foyer dei teatri. «Sarà un viaggio nei colori - conclude Goldin - per scoprire la capacità di questo pittore di elevare la misura quotidiana alla misura eterna.

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