Scuola, Meloni: «Gli istituti tecnici diventeranno licei tecnologici e licei professionali»
L'annuncio su X della presidente del Consiglio: « Non è un semplice cambio di “targa”. È una rivoluzione culturale»
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Scuola, Meloni: «Gli istituti tecnici diventeranno licei tecnologici e licei professionali»
di Redazione OnlineL'annuncio su X della presidente del Consiglio: « Non è un semplice cambio di “targa”. È una rivoluzione culturale»
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato con un post sui social che «il Consiglio dei ministri ha deciso che gli istituti tecnici diventeranno licei tecnologici e i professionali licei professionali».
«C'è un pregiudizio che, in Italia, dura da decenni: chi sceglie un istituto tecnico o professionale fa una scelta di serie B rispetto a chi si iscrive al liceo. È un'ingiustizia verso centinaia di migliaia di ragazzi e i loro insegnanti, e un danno per l'Italia».
«Non è un semplice cambio di "targa" - sottolinea la presidente del Consiglio -. È una rivoluzione culturale, che riconosce finalmente a quei percorsi la stessa dignità degli altri. Perché per noi le scuole sono di pari valore, come i ragazzi che le frequentano. E, insieme a questa riforma, arrivano anche la revisione del monte ore degli istituti tecnici e 10 milioni di euro in più per i campus della filiera formativa tecnologica-professionale».
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara lo aveva annunciato già a primavera scorsa, richiamandosi ai filosofi dell'Antica Grecia: «Certamente quando Aristotele e Teofrasto parlavano di liceo, intendevano anche una scuola che trattava l'agronomia o la zoologia, cioè non solo la filosofia ma anche il mondo circostante. E allora perché non parlare di liceo agrario o chimico e via dicendo?». Ed è stato di parola: il cambio di nome è diventato legge ieri con l'approvazione del decreto-legge sulle «Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico», in cui sono contenute anche le nuove norme sul tetto agli immigrati in classe e il divieto di burqa.
La misura, come ha ricordato la premier Meloni, risponde all’esigenza di evitare che queste scuole possano essere percepite come di «serie B». Si spiega così anche la marcia indietro sui nuovi quadri orari varati in fretta e furia l’anno scorso, a iscrizioni già chiuse. In teoria dovevano entrare in vigore a partire da settembre, ma il governo ha deciso di mandare la riforma appena varata in soffitta, prima ancora di metterla alla prova. Addio ai curriculum su misura delle aziende locali, che dovevano essere il fiore all’occhiello dei nuovi percorsi, ma rischiavano di tradursi in un taglio drammatico di ore in materie fondamentali come la chimica, la fisica, la geografia e le lingue straniere. Dopo un lungo braccio di ferro con i sindacati che temevano, insieme all’impoverimento del curriculum, anche il rischio di un significativo taglio di posti, l’esecutivo ci ha ripensato. Si torna ai fondamentali.
Articolo in aggiornamento...
25 settembre 2026 ( modifica il 25 settembre 2026 | 17:52)
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