Il film della settimana: «Nessun dolore», la recensione e dove vederlo a Firenze
Corriere della Sera - Cultura

Il film della settimana: «Nessun dolore», la recensione e dove vederlo a Firenze

Venerdì 25 settembre 2026
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Gianni Amelio torna a parlare di immigrazione a oltre 30 anni da Lamerica, questa volta il motore della narrazione è il senso di colpa

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Il film della settimana: «Nessun dolore», la recensione e dove vederlo a Firenze

di Marco Luceri

Gianni Amelio torna a parlare di immigrazione a oltre 30 anni da Lamerica, questa volta il motore della narrazione è il senso di colpa

A più di trent’anni di distanza da Lamerica, Gianni Amelio torna a raccontare le vite irrisolte di chi si trova a contatto con l’immigrazione. E lo fa, «aggiornando» il proprio immaginario e il proprio umanesimo all’Italia di oggi, con Nessun dolore, il nuovo film presentato tre settimane fa alla Mostra di Venezia, dove era fuori concorso.

Dopo il precedente Campo di battaglia il regista calabrese ritrova Alessandro Borghi, a cui affida il ruolo del protagonista, Davide, un trentenne con la passione dei libri che vende in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa (Valeria Golino), è anche sua complice: gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza. Qualcosa però s’incrina in un giorno come tanti: a Davide viene «consegnato» d’improvviso, per strada, come un pacco, un bambino che viene dal Nordafrica, e che non lo molla più.

Un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte. E Davide che entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento. Nel rifugio proibito del pronto soccorso, una notte Davide incontra Aminah, appena arrivata dall’Algeria su un barcone. È un’adolescente fradicia di pioggia, tremante, impaurita, e in attesa di un figlio. Davide non può che darle rifugio in casa sua. Ma è solo l’inizio.

Ogni sera, tornando dal lavoro, Davide trova nel suo appartamento sempre più gente sconosciuta. Inutilmente si ribella, ma alla fine è costretto a cedere, per generosità o per debolezza. La sua casa non è più solo sua, ma anche di quelli che non hanno un tetto che li protegga, i tanti che dormono sotto un ponte o in un angolo di strada. Mentre la denuncia dei condomini lo spedisce in galera per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, Davide vive fino in fondo un’odissea che non è solo personale, ma stravolge, in un modo o in un altro, i sentimenti degli altri.

In Nessun dolore è il senso di colpa il sentimento che fa muovere la narrazione e che costruisce la spirale dentro cui pian piano «precipita» la vita di un uomo solitario e affabile, privo di particolari qualità.

Il tema del confronto con l’altro – e con l’alterità – che attraversa tutto il cinema di Amelio, viene così declinato nel luogo simbolico dello spazio domestico: è qui che avviene il disallineamento morale tra il singolo e la collettività (cioè l’assenza dello Stato e della Politica): l’appartamento di Davide, da vuoto diventa sempre più pieno di quell’umanità che all’esterno, per le strade di Roma, nessuno guarda o considera più e lui stesso si fa carico, ben oltre il possibile, di un titanico compito «civile» che spetterebbe a istituzioni sempre più ostili.

Lungi dal trasformare il suo protagonista in una sorta di eroe buono dei nostri tempi, Amelio tratteggia Davide come un uomo dalle molte ombre, ultimo epigono di tutti quei personaggi che nei suoi film sono mossi da un impulso affettivo e da un impeto preciso: «Cosa siamo disposti a perdere pur di non rinunciare all’amore (inteso in senso lato)?». Tutto, in questo caso, sembra essere la risposta. In tempi di facili slogan e prese di posizioni sommarie, come quelli che viviamo, Nessun dolore ci riporta così, drammaticamente, alla complessità del reale, a cui è impossibile sfuggire.

Regia: Gianni Amelio; Interpreti: Alessandro Borghi, Valeria Golino, Valerio Mastandrea; Sceneggiatura: Gianni Amelio, Davide Serino; Fotografia: Luan Amelio Ujkaj; Musiche: Fabio Massimo Capogrosso; Montaggio: Stefano Mariotti; Scenografia: Andrea Castorina; Distribuzione: 01. Italia, 2026, 96’.

A Firenze è in queste sale: Adriano, Portico, Principe.

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25 settembre 2026 ( modifica il 25 settembre 2026 | 15:57)

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