L’«auto» bella o affidabile? In leasing
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L’«auto» bella o affidabile? In leasing
di Fortunato CerlinoIl cliente si tormenta le mani. Mordicchia le unghie, stringe i pugni. Lo sguardo affondato nelle immagini della rivista che il venditore gli ha messo davanti. Poi alza gli occhi oltre la vetrata, verso l’enorme insegna sulla strada: «Tajani motors. Il modello giusto per la vita che vuoi».
«Lo capisco, è ’na scelta difficile… Possiamo darci del tu?».
«Certamente!».
Il venditore chiude la rivista. Da un cassetto ne prende un’altra e la apre davanti al cliente, che strabuzza gli occhi.
«Bella questa, no?».
«Bellissima».
«Ultimo modello appena arrivato. ’Na bomba!».
Legge la descrizione accanto alla foto.
«Linea Sport, allestimento Prestige. Alta ingegneria tedesca! Novanta di cilindrata, sessanta di assetto, novanta di carrozzeria posteriore. Centosettantacinque centimetri di lunghezza, pelle bianca cromata, comme ’o latte appena munto, fari verde smeraldo di serie. Capelli biondo rame, cerchi tacco dodici. Aerodinamica perfetta. Questo è ‘nu prodotto che non passa inosservato!».
«Immagino».
«Qua non ti stai mettendo in casa ’na femmena qualsiasi. Stai comprando quello che vuoi che gli altri pensino di te».
«Nemmeno sei uscito in strada e già tutti ti guardano: “Uà, e chisto chi è cu ‘stu bellu modello affianco?”. È un prodotto di rappresentanza di alto livello. Superaccessoriata. Il pacchetto Elegance tiene inclusa la modalità “serata di successo”: sorriso panoramico, conversazione premium, sensore di presenza maschile entro quindici metri».
Il cliente appare perplesso.
«Si tratta di un modello per tasche importanti, certo. Consuma. Te lo dico subbito. Parecchio. In città siamo sui due ristoranti gourmet ogni cento chilometri. In autostrada, un hotel cinque stelle ogni duecento. Compleanno e anniversario, diamante o borsetta Yves Saint Laurent. Nel weekend, minimo un salto alle Maldive. Poi ci sono i tagliandi obbligatori. Natale, San Valentino e feste comandate».
«Infatti».
«E la manutenzione. Chirurgo estetico, parrucchiere, spa…».
«E immagino che tenga bisogno pure di un garage importante».
«Assolutamente! Almeno trecento metri quadri su due o tre piani, sauna, palestra, giardino con piscina. Sorveglianza H24 con personale di assoluta fiducia».
«E certo! Pecché se uno si allontana ‘nu mumento…».
«Da non pensarci nemmeno! ‘Nu piezzo accussì richiama sguardi. Tutti vorrebbero farsi nu giro! Inoltre tiene l’intelligenza artificiale di serie, con un navigatore che seleziona solo mete all’altezza. Se tu non la soddisfi come si deve, se ne va per i fatti suoi».
«Addirittura?».
«Magari affianco a voi viene ad abitare un attore importante, un professionista con un portafoglio più agile del tuo, e quella ti lascia comme nu turzo. Pure per questo fanno solo il modello cabrio a due posti. Qua portare una famiglia non ci devi nemmeno pensare!».
Il cliente torna perplesso.
«È questo il fatto. Non si tratta dei soldi. È che poi magari mi scappa la mano e rischio che il nucleo si allarga. Io non penso che un modello del genere mi garantisca una tenuta adeguata fuori strada».
«Sì. Questo non te lo posso nascondere».
Il venditore lo squadra con un sorriso malizioso.
«Ti ho capito a te! Sei ‘nu guaglione con la testa sulle spalle e qualche pensiero sul futuro cominci a fartelo».
«Eh…».
«Cerchi ‘nu poco di affidabilità. Meno cavalli, più chilometri».
Chiude la rivista e ne apre un’altra, mostrando un modello completamente diverso.
«Questa è la nostra Family Long Skirt. Modello molto richiesto. Non appariscente, ma seria».
«Seria?».
«Affidabilissima. Colore sobrio, linea tradizionale, gonna lunga di protezione, nessun alettone. Non attira troppo l’attenzione, quindi riduce drasticamente il rischio abbandono o furto. È un prodotto pensato non per stupire, ma per durare».
«E che dotazioni ha?».
«Stabilità domestica di serie, fedeltà assistita, controllo automatico della casa, sensore bambini, antifurto emotivo. E soprattutto non ti lascia a piedi. Parte sempre. Mattina, sera, domenica, febbre, compleanni coi compagnetti, riunioni condominiali, colloqui con i maestri. È progettata proprio per la famiglia. Cinque porte, sette posti, bagagliaio maggiorato. Tre figli, suocera, spesa settimanale, cartelle di scuola, borsone di calcetto e cestino da picnic».
«Sembra pratica».
«Praticissima. E tiene di serie la guida autonoma familiare. Se hai da fare i fatti tuoi puoi pure distrarti dalle responsabilità genitoriali. Ci pensa lei. Porta i bambini a scuola, si ricorda del pediatra, prenota il dentista, compra il latte, controlla i compiti, organizza ’a cena, sa dove sono le chiavi che hai perso e perfino perché tua madre si è offesa. Pure il computer di bordo è semplice. Ogni tanto basta che le dici: “Amore, ti amo. Sei eccezionale. Sono fortunato a stare cu te”».
«E i consumi?».
«Ridicoli. ’Na pizza ogni tanto, un mazzo di fiori preso al semaforo. A San Valentino, se proprio vuoi esagerare, una scatola di cioccolatini. Weekend al centro commerciale e vacanze a Bacoli. Spese per la domestica, azzerate. Monta un motore che va soprattutto a riconoscenza, hai capito?».
«Però… Non so…».
«Poco emozionante?».
«Bravo! Non c’è il brivido».
«Eh certo! È il grande dilemma dell’automobilista contemporaneo: appariscente o affidabile? Prestazioni o stabilità? Minigonna o copertura fino alle ginocchia?».
«Già».
Il venditore chiude anche quella rivista. La scrivania resta vuota. Per qualche secondo non dice nulla, poi si sporge verso il cliente.
«Guarda, in maniera del tutto confidenziale, te lo posso dare un consiglio?».
«Quale?».
«Il leasing».
«Il leasing?».
«È la soluzione che ho adottato pure io. Non compri, non ti impegni. Ti prendi un usato sicuro, certificato, pochi proprietari precedenti, chilometraggio ragionevole. Lo tieni finché va bene. Quando ti sei scocciato, o comincia a dare qualche problema, lo restituisci e passi a un altro modello. Niente impegni lunghi, niente svalutazione, niente rottamazione».
Il cliente rimane in silenzio.
«Però immagino che con questa soluzione uno ’na famiglia se la deve scordare».
«È un sacrificio che devi mettere in conto. Ma tu overamente ci tieni tanto a mettere su famiglia? Lascia perdere, siente a me. ’A vita è corta. È nu giro che finisce presto. Meglio farselo comodi e a tutta velocità. Ti diverti, poche responsabilità e quello che non hai speso in mantenimento, scuole, vacanze e mutui te lo metti da parte per una vecchiaia serena».
«Dici?».
«E certo».
Il venditore sorride e prende una penna.
«Allora, che facciamo? Te la preparo la pratica?».
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