I «no data center» come cospiratori
Da gennaio manifestazioni in 42 Stati Usa hanno bloccato la costruzione di oltre cento impianti, invisi perfino più delle centrali nucleari per gli enormi consumi di energia e acqua.
I «no data center» come cospiratori
Massimo Gaggi | 24 settembre 2026Da gennaio manifestazioni in 42 Stati Usa hanno bloccato la costruzione di oltre cento impianti, invisi perfino più delle centrali nucleari per gli enormi consumi di energia e acqua.
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Mentre Donald Trump riceve, tra mille onori, Xi Jinping, gli americani che manifestano contro la costruzione di grandi data center rischiano di essere perseguiti penalmente con l’accusa di servire gli interessi di una potenza straniera: la Cina, appunto. Insieme all’inflazione e al raddoppio del prezzo dei carburanti, i data center sono la spina nel fianco dei repubblicani alla vigilia del voto di mid term. Da gennaio manifestazioni in 42 Stati hanno bloccato la costruzione di oltre cento impianti, invisi perfino più delle centrali nucleari per gli enormi consumi di energia e acqua. Spaventati da contestazioni molto estese, i repubblicani hanno chiesto a Trump di assecondare lo stop ai cantieri. Ma il presidente, deciso a sostenere la crescita senza limiti dell’AI che considera il vero traino dell’economia americana, tira dritto. Non solo: contrattacca accusando gli oppositori dell’AI di essere traditori complici di potenze straniere: «Quella contro i data center è una cospirazione malvagia che fa felice solo la Cina» ha accusato il 14 settembre, ammonendo: «Traditori, teorici della cospirazione, siete rivoluzionari per una causa malvagia, state attenti!». Poi, il 19 settembre, la minaccia («possiamo perseguire facilmente questi attori malvagi con le leggi esistenti») giustificata dal presidente con ragioni di sicurezza nazionale: un’emergenza che Trump invoca spesso, per i dazi come per rimuovere gli ostacoli alla costruzione della sala da ballo della Casa Bianca o del suo arco di trionfo. E il ministero della Giustizia ricorda che per legge chi sostiene cause perorate da potenze straniere deve denunciarsi presso le autorità. Davvero Pechino soffia sul fuoco? È probabile: Russia, Cina e altre dittature investono molto in canali di interferenza e propaganda miranti a indebolire le democrazie occidentali alimentando i conflitti interni. Dal Congresso sono venute richieste di indagini, fin qui senza risultati. Ma, anche se sostenuta dall’esterno, l’opposizione di tanti cittadini che temono il depauperamento delle loro risorse idriche ed energetiche è un fenomeno spontaneo, un malessere reale. E ai data center si oppongono soprattutto i conservatori: il 63% dei repubblicani, secondo i sondaggi. Trump è abituato a reprimere i dissensi con l’arma della paura. Stavolta la cosa potrebbe costare cara a molti candidati repubblicani.
24 settembre 2026
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