Tiepolo e Canaletto, l'avvocato Favaretto Rubelli dona i disegni della sua collezione ai Musei civici veneziani
L’avvocato-collezionista veneziano ha ceduto 29 opere al Museo del Settecento della Fondazione Muve
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Tiepolo e Canaletto, l'avvocato Favaretto Rubelli dona i disegni della sua collezione ai Musei civici veneziani
di Vera MantengoliL’avvocato-collezionista veneziano ha ceduto 29 opere al Museo del Settecento della Fondazione Muve
Li ha cercati con amore, trovati con pazienza e custoditi con dedizione. Poi ha deciso di condividere questo tesoro con la sua città, donandolo al Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico. Sono i 29 disegni di maestri veneti che l’avvocato e collezionista Alessandro Favaretto Rubelli ha ceduto ai Musei civici veneziani che andranno ad arricchire il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Fondazione Muve, tra i più rinomati d’Italia con la Galleria degli Uffizi e le Gallerie dell’Accademia.
Le raccolte di famiglia
Da oggi all’11 gennaio, esposti nella mostra «Nel segno di Venezia» a cura del direttore Alberto Craievich, si possono ammirare le opere realizzate da maestri come Sebastiano Ricci, Giandomenico Tiepolo o Giovanni Antonio Canal detto Canaletto. La perla della collezione sono proprio i due fogli del vedutista veneziano, già presente a Ca’ Rezzonico con gli unici due dipinti esposti nelle collezioni pubbliche di Venezia e ora nel museo con Studio della chiesa dei Gesuati e Veduta di san Pietro di Castello, entrambi realizzati con inchiostro bruno e matita nera. La storia dei disegni è ancora sotto indagine da parte degli esperti, in particolare quello della celebre chiesa delle Zattere, diviso a metà non si sa quando, né da chi, né tantomeno perché. I due disegni, realizzati tra il 1761 e il 1763, fanno parte di un corpus specifico appartenuto alla raccolta Corniani Algarotti, famiglia di Francesco Algarotti, primo proprietario. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1776, le opere attraversano i secoli fino ad arrivare nella collezione del pittore e collezionista Italico Brass il cui omonimo nipote era compagno di scuola e amico di Favaretto Rubelli.
L'azienda di famiglia
«Fin da bambino ho coltivato la passione per le cose belle - spiega l’avvocato che da poco ha compiuto 95 anni - Conservo ancora un quaderno nel quale, a 12 anni, riportavo autore e titolo di stampa di ogni libro che leggevo. Per me quello è il testimone della mia prima raccolta». Poi, l’amore per l’arte, ma come ricorda dalla sua casa alle Zattere, il destino di Favaretto Rubelli sarebbe stato un altro: «Mio padre mi chiese di prendere in mano l’azienda di famiglia a 24 anni - ha raccontato il donatore che da poco ha compiuti 95 anni - Ho cominciato prima a collezionare libri che ora ho donato alla Fondazione Rubelli, come le opere di Ferdinando Ongania che aveva il negozio proprio a San Marco, vicino a quello della mia famiglia».
I venditori ambulanti
Cresciuto in un ambiente dove si respirava arte e bellezza, quando l’amico Italico Brass, divenuto in seguito antiquario, lo inizia al collezionismo d’arte, Favaretto Rubelli ha una sensibilità preparata che lo porterà a raccogliere i 29 disegni esposti, ora donati alla collettività. Il nucleo rende ancora più prestigioso il Gabinetto dei Disegni che contiene già 8.000 disegni e oltre sessantamila incisioni, aggiungendo anche lo Studio per un’immagine mostruosa e tre figure di nudi realizzato da Sebastiano Ricci: «Qui Ricci è nel pieno della sua attività, nel periodo di Firenze a Palazzo Marucelli - spiega il direttore del Museo e curatore Craievich - Oltre a una caricatura di Giambattista Tiepolo ci sono anche due Giandomenico Tiepolo, lo Studio di San Girolamo Miani dove si vede il suo tratto nevrotico e disordinato e si percepisce il flusso creativo, mentre l’altro, Sant’Antonio di Padova, è diverso e fa parte del soggetto che lui ripetutamente disegna». Tra i big c’è anche Luca Carlevarijs, considerato padre del vedutismo veneziano, presente in mostra con Tre venditori ambulanti che ci riportano a immaginare la Venezia del Settecento, raccontata oggi attraverso la matita dei suoi protagonisti.
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