La Langa, terra di irregolari ma non di pistoleri
La Langa, terra di irregolari ma non di pistoleri
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Caro Aldo,
tenere armi in casa non porta più sicurezza, ma solo più morti. In Paesi come gli Usa in cui quasi tutti sono armati non ci sono certo meno furti, rapine, solo molti più morti tra i delinquenti e tra chi cerca di difendersi. A Baldissero d’Alba, 13 colpi sono un po’ tanti, e se spari in aria non ammazzi nessuno. Mi viene in mente sempre in zona d’Alba il gioielliere Roggero che ha inseguito i rapinatori uccidendone due. Ma in zona albese siete tutti pistoleri?
Lettera firmata
Gentile lettore,
«Alla fine di giugno Pietro Gallesio diede la parola alla doppietta. Ammazzò suo fratello in cucina, freddò sull’aia il nipote accorso allo sparo…».
È l’attacco di «Un giorno di fuoco», memorabile racconto di Beppe Fenoglio, lo scrittore di Langa per antonomasia (anche Cesare Pavese era nato qui, ma era diventato un intellettuale torinese, dominus della più importante casa editrice italiana, vincitore dello Strega; Fenoglio era rimasto il figlio del macellaio di Alba, l’impiegato della Marengo Vini). Non che nell’Albese siano tutti pistoleri. O comunque le pistole un tempo si usavano contro nemici ben più pericolosi dei ladri in fuga: i nazisti.
È vero però che i langaroli (noi diciamo langhetti) sono molto diversi dai torinesi. I torinesi sono inquadrati, strutturati: operai, militari, comunisti, preti sociali. I langaroli sono irregolari: vignaioli, cercatori di tartufo, giocatori d’azzardo, suicidi («Il gorgo» è un altro splendido racconto di Fenoglio). Questo ovviamente né spiega né giustifica il caso Roggero e l’altra sparatoria a Baldissero d’Alba. Non è certo facendosi giustizia da sé che si risolve il problema delle rapine e della sicurezza. Molti però si sentono un po’ abbandonati, non dalle forze dell’ordine che fanno quello che possono, ma dallo Stato che non riesce a proteggere anche terre un tempo senza problemi di criminalità e oggi divenute bersaglio dei rapinatori. Anche perché non è più la Langa della Malora, ma uno dei luoghi più ricchi d’Italia.
24 settembre 2026
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