I disegni di Giovanni Volpe per «The Pira Project» riaprono gli spazi di Alchemilla
Architetto, graphic designer e artista, studioso dell’arte e dell’architettura, Volpe propone da venerdì 25 a domenica 27 una serie di lavori (disegni a penna su acetato trasparente ) articolati in quattro serie: Piranesi Profezie, Pira Pop, Candelabri e Zodiaco.
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I disegni di Giovanni Volpe per «The Pira Project» riaprono gli spazi di Alchemilla
di Fernando PelleranoArchitetto, graphic designer e artista, studioso dell’arte e dell’architettura, Volpe propone da venerdì 25 a domenica 27 una serie di lavori (disegni a penna su acetato trasparente ) articolati in quattro serie: Piranesi Profezie, Pira Pop, Candelabri e Zodiaco.
Alchemilla riapre le sue sale dopo la pausa estiva presentando «The Pira Project», progetto speciale di Giovanni Volpe, tornato a esporre dopo la personale d’esordio del 2013 a Bologna, città dove è nato e lavora.
Architetto, graphic designer e artista, studioso dell’arte e dell’architettura, da sempre concentrato sull’opera di Carlo Scarpa e di Paul Klee (seminari e saggi, suo il sito Klee.live che gestisce con ipertesto in forma di blog), propone ora 27 lavori (disegni a penna su acetato trasparente ) articolati in quattro serie: Piranesi Profezie, Pira Pop, Candelabri e Zodiaco. A dominare il percorso espositivo – non da vagliare opera per opera, ma da apprezzare nella sua totalità – lo studio e l’intervento sulle rovinose prospettive settecentesche dell’incisore veneziano.
Quella di Volpe, sottolinea nel suo scritto critico il giovane Enrico Tita, «è una scelta ragionata: sublimare nelle sale magnifiche di Palazzo Vizzani – per lui un luogo del cuore, oltre che della memoria – un corpo di lavori che vogliono riflettere, nel confronto costante con il genio settecentesco (anche le sale lo sono, ndr), su una questione quanto mai attuale, indispensabile: come dobbiamo porci, oggi, al riguardo dell’arte? Perché ne sentiamo ancora la necessità?».
Le opere e l'allestimento
Volpe torna per questo progetto con lavori di acetato trasparente su policarbonato colorato (a parte le due opere in apertura e di un trittico il cui fondo è in alluminio) che non cercano tanto la costruzione lineare delle forme o i segni del disegno, quanto il valore luministico reso dallo studio del dato chiaroscurale.
Lo spazio, la luce, la profondità dell’allestimento di Alchemilla, in via Santo Stefano 43, accompagnano «visivamente» il visitatore, a partire dalle «Profezie» con le vedute drammatiche, immediato richiamo al vissuto del genere umano, oggi, «il Menschheitsdämmerung», qui da intendersi come «crepuscolo dell’umanità», indica Tita. Da qui la decisione di contornare le acqueforti di una cupa cornice nera, dal grave impatto scenico.
La seconda serie di opere, «Pira Pop», si presenta con un trattamento pop-art, inteso a proporre gli scenari post-catastrofici di Piranesi «come ad affermare che la felicità resta possibile anche nel tempo della crisi».
Poi, come nella vita, tutto si può ribaltare. Così fa Volpe con le figure dei grandi «Candelabri», ovvero studi di lampadari capovolti, girati di 180 gradi, che si ribellano alle leggi della fisica: un ribaltamento prospettico che per l’artista non è semplice dispositivo ottico, ma un motivo storico, immanente.
Nel quarto e ultimo tempo troviamo l’aggancio per una sorta di pacificazione, una riconciliazione con il presente disilluso, racchiuso in un unico sguardo che riunisce cielo e terra (ma anche acqua e fuoco) composto da 12 piccoli quadri dello «Zodiaco», tutti in luce notturna e lunare. «È dunque nel cortocircuito possibile esistente tra queste tensioni complementari che giacciono le ragioni di questa mostra», chiosa Tita.
La mostra inaugura venerdì alle 18 in via Santo Stefano 43, presso gli spazi di Alchemilla, e sarà visitabile fino a domenica (ore 18-21), a ingresso libero.
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24 settembre 2026
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