La Linke? Non sono spartachisti ma vanno presi sul serio
La Linke? Non sono spartachisti ma vanno presi sul serio
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Caro Aldo,
ma se per molti l’AfD ricalca il nazionalsocialismo, il successo della Linke a Berlino non dovrebbe ricordare lo spartachismo? Sembra di tornare indietro nella storia e non solo in Germania. Visto che anche in Italia in molti rinfacciano il fascismo a chi governa senza rendersi conto che l’arco costituzionale si è ormai ridotto a un archetto. E, come in Germania, per volontà democratica del popolo.
Mario Taliani, Noceto
Caro Mario,
gli spartachisti nacquero da una costola di sinistra della Spd, che lasciò il partito perché voleva fare la rivoluzione come in Russia. Fu proprio il cancelliere socialdemocratico Friedrich Ebert a rintuzzare il loro attacco armato, anche con l’aiuto di corpi paramilitari di destra che poi uccisero i leader spartachisti Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg. È una storia che ho cercato di ricostruire di recente andando a Berlino per una puntata di Una giornata particolare dedicata appunto a Spartaco e al mito dello schiavo ribelle. Non mi pare che oggi a Berlino stia accadendo questo. Ma di sicuro sta crescendo non soltanto in Germania una sinistra estrema, radicale, molto diversa da quella tradizionale.
Intendiamoci: proclamarsi contro il capitalismo, non importa se a torso nudo o indossando una maglietta di Prada da 1.100 euro, come l’attrice Jasmine Trinca, è una sciocchezza. Oltre al capitalismo c’è soltanto il comunismo: che ha fallito ovunque. Tuttavia, criticare il capitalismo così com’è diventato è molto serio. Anche la versione liberale della sinistra, che alla fine degli anni 90 è andata al governo in molti Paesi, dal Regno Unito con Blair alla Germania con Schröder, ha fatto il suo tempo. La politica di Clinton — il tentativo di conciliare il capitalismo finanziario e tecnologico con la giustizia sociale — è fallita clamorosamente. L’aumento vertiginoso dei costi della vita, l’impossibilità per una famiglia normale anche solo di concepire l’acquisto di una casa, il fenomeno dei lavoratori poveri, i salari che continuano a crescere meno dell’inflazione, il crollo dei ceti medi, lo spostamento di quote impressionanti di ricchezza e di potere in pochissime mani, l’ascesa di miliardari esentasse del tutto irresponsabili mi sembrano segni sconvolgenti. L’uomo non viene neppure più sfruttato; è considerato inutile. Secondo la nuova tecnodestra, i migranti tra poco non serviranno più, neppure i driver etiopi di Uber: il progetto è sostituirli con auto che si guidano da sé. Di fronte a questa degenerazione del capitalismo, la risposta può essere quella dell’estrema destra, che però flirta apertamente con molti dei nuovi tecnocapitalisti, a cominciare da Elon Musk; oppure un radicale ripensamento dei rapporti di forza e di produzione. Nella nuova sinistra vedo certo demagogia, populismo, qualche inquietante nota antisemita, che è diversa dalla giusta critica al governo Netanyahu. Però ormai la nuova sinistra è una forza senza cui i progressisti non possono pensare di vincere le elezioni. Quindi bisogna farci i conti. Anche perché tassare i veri ricchi, rendere accessibili gli alloggi nelle grandi città, pagare decentemente i lavoratori, mettere sotto controllo la rivoluzione digitale e dell’intelligenza artificiale è necessario.
21 settembre 2026 ( modifica il 23 settembre 2026 | 18:57)
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