Scrivere nell’era dell’AI, Bucchi: «È possibile mentire a tutti, ma non attraverso uno scritto»
Corriere della Sera - Cultura

Scrivere nell’era dell’AI, Bucchi: «È possibile mentire a tutti, ma non attraverso uno scritto»

Martedì 22 settembre 2026
2 visualizzazioni

All’Università di Trento il seminario che mette a confronto narrativa, scienza, teatro e musica. Perché si scrive? E cosa cambia tra l’uso di penna, computer o AI?

Trump, il discorso all'Onu: «Ho realizzato la pace mentre gli altri parlavano. Con l'Iran o un accordo o li anniento»

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Scrivere nell’era dell’AI, Bucchi: «È possibile mentire a tutti, ma non attraverso uno scritto»

di Roberto Brumat

All’Università di Trento il seminario che mette a confronto narrativa, scienza, teatro e musica. Perché si scrive? E cosa cambia tra l’uso di penna, computer o AI?

Che cosa significa oggi scrivere? Perché lo facciamo? Ma anche: cosa cambia se usiamo il computer o la penna, come si costruisce uno stile e in che modo si scrive per una commedia o per una canzone? Domande che troveranno risposta nel seminario «Scrivere. Scienza, Stile, Teatro, Musica» di Scienza Tecnologia e Società (Ststn), che parte il 26 settembre al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento (aula Kessler, via Verdi 26, dalle 17 alle 19), organizzato da Massimiano Bucchi e Eliana Fattorini dell’Università di Trento.  

Le sei lezioni gratuite per tutte e tutti continueranno fino a novembre.
Ad affrontare le prospettive dello scrivere saranno persone impegnate nella cultura e nella ricerca, che analizzeranno differenti prospettive, facendo dialogare linguaggi, competenze, esperienze. Il seminario invita a considerare la scrittura non come mero strumento di trasmissione di contenuti, ma come pratica capace di dare forma a idee e esperienze, creando relazioni. Tra gli interventi, Massimiano Bucchi professore ordinario di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento e editorialista del Corriere della Sera, Roxanne Barbara Doerr ricercatrice Dipartimento Economia e Management Università di Brescia, Emanuela Mancino ordinaria di Pedagogia Generale e Sociale all’Università Milano-Bicocca, Adriana Paolini professoressa associata di Paleografia Università di Trento, l’attrice Lucilla Giagnoni, il critico musicale Riccardo Bertoncelli.

Massimiano Bucchi, l’obiettivo di questo ciclo di incontri?
«Dare una panoramica sul fenomeno della scrittura e sulle sue diverse interpretazioni artistiche, di studio e di svago. Parleremo anche di autobiografia e, questa sarà un’unicità, di scrittura a mano. Il mio non sarà un apporto accademico, testimonierò la mia esperienza di saggista».

LEGGI ANCHE

Il focus del suo intervento sulla scrittura?
«Oggi esistono più motivi per non scrivere… Sappiamo tutti quanto la lettura rappresenti un comportamento di nicchia: giornali e libri sono surclassati dalle letture rapide che si fanno sui social. I motivi per farsi leggere sono molto più bassi rispetto al passato. Il mio invito è interrogarsi sul perché: l’aspetto fondamentale è avere qualcosa da dire, essere mossi da una profonda motivazione reale e incontrare un interesse diffuso. Ciò che rende grande uno scrittore e una scrittrice è la capacità di portare chi legge a immedesimarsi nel testo. E parlando di successo, non è tanto la fama (che pure aiuta molto) ad attirare chi legge: basta pensare a fenomeni come quello di Susanna Tamaro e di altri che da illustri sconosciuti e sconosciute sono diventati improvvisamente autori e autrici di best seller».

Di chi altro parlerà?
«Di Ian Fleming, dell’americana Patricia Highsmith, ma anche di Bruce Sprinsting. Nel complesso il seminario non sarà solo teorico e per questo a chi partecipa daremo anche dei compiti per casa, non surrogabili con l’Intelligenza Artificiale».

A proposito di AI, la scrittura con l’intelligenza artificiale sta diventando un esercizio di copiatura…
«Viviamo un passaggio epocale, come un tempo fu l’ingresso della macchina per scrivere rispetto a penna e calamaio. Ricordo Primo Levi che anticipò le tecnologie moderne nel suo racconto del 1960 Il Versificatore…».

C’è chi pubblica romanzi scritti completamente dall’AI E la letteratura, il teatro, le canzoni, rischiano di diventare creazioni impersonali. Ci salveremo?
«Sono restio a prevedere il futuro, anche perché questa innovazione dell’AI è trasversale e in veloce movimento. E’ probabile che l’era del romanzo da leggere in silenzio sia finita, surclassata da letture frammentarie. Ma magari tra qualche anno ci stancheremo anche dei social e torneremo al vecchio libro… Di certo dico che è possibile mentire a tutti e a tutte, ma farlo attraverso uno scritto non è possibile».

Vai a tutte le notizie di Trento

22 settembre 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Operazione Aquila Nera, il video dei sequestri: recuperati 82 chili di cocaina dal Sud America

I carabinieri e la procura antimafia di Trento hanno interrotto i canali di rifornimento dei narcotrafficanti

LA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo