La ceramica è arte
Corriere della Sera - Cultura

La ceramica è arte

Martedì 22 settembre 2026
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Essenziale per ricostruire le abitudini quotidiane, a inizio Novecento la ceramica artistica era considerata un’arte minore. Con le opere di Arturo Martini, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Leoncillo Leonardi e Giacinto Cerone ha acquisito importanza come linguaggio scultoreo autonomo

Mercoledì 23 settembre 2026

La ceramica è arte

Essenziale per ricostruire le abitudini quotidiane, a inizio Novecento la ceramica artistica era considerata un’arte minore. Con le opere di Arturo Martini, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Leoncillo Leonardi e Giacinto Cerone ha acquisito importanza come linguaggio scultoreo autonomo

di Andrea Fanti

Il Museo Bagatti Valsecchi di Milano è la sede di una importante collezione d’arte quattro-cinquecentesca raccolta alla fine dell’Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, collezionisti di gusto neorinascimentale. La casa museo ospita fino al 25 ottobre l’evento Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze, a cura di Alberto Mattia Martini: la contemporaneità entra nel museo, si mimetizza, crea piccoli disaccordi, a volte deflagra gentile nelle opere iperrealiste dei due artisti, ceramisti dalla tecnica eccellente.Animali, oggetti comuni e avanzi della consuetudine, sono reinterpretati con ironia e sembrano appartenere da sempre agli ambienti della casa. La ceramica artistica a inizio Novecento era considerata un’arte minore; materiale da sempre essenziale per la quotidianità, è il fossile guida dello scavo archeologico perché permette di ricostruire le abitudini delle antiche civiltà.I maestri artigiani pur raggiungendo livelli qualitativi impensabili, difficilmente riuscivano a valicare i confini dell’arte applicata o del manufatto decorativo. È grazie a artisti di rilievo come Arturo Martini, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Leoncillo Leonardi e Giacinto Cerone che la ceramica ha acquisito importanza come linguaggio scultoreo autonomo.

Arturo Martini (1889-1947),ha il merito straordinario di aver liberato la ceramica e la terracotta dalla costrizione di «arte minore» o decorativa, portandole a una dimensione monumentale. Prendendo spunto dal mondo etrusco e romano ha saputo dare alle sue terrecotte una forza plastica unica, fatta di volumi essenziali, poesia e profonda umanità. Con la ceramica indagò la composizione plastica con risultati inusuali, sospesi in una poetica sensuale armonia.

Lucio Fontana (1899-1968),noto soprattutto per i tagli sulla tela, era in realtà innamorato della ceramica, le sue opere anche quando assolvono funzioni decorative, sono lavori che coinvolgono il volume, la superficie e il gesto in modo diretto e radicale, come nei Concetti spaziali caratterizzati da tagli e buchi su terracotta.

Fausto Melotti (1901-1986),scultore, pittore, disegnatore e poeta, è stato un raffinato ceramista dal secondo dopoguerra sino ai primi anni Sessanta. Nelle sue opere affiora la leggerezza, l’ironia e allo stesso tempo la solennitàM sono lavori che attraversano la decorazione per arrivare alla scultura pura. Fu un rapporto precoce e obbligato dal bisogno, come confidò ad Antonia Mulas, del quale forse non andava fiero, ma in quel periodo ricco di sperimentazione realizzò opere importanti.

Leoncillo Leonardi (1915-1968)attua un confronto profondo, costante e impegnativo con il passato della scultura, vuole restituire dignità alla ceramica, ritenuta semplice strumento da artigiani, si colloca sullo stesso piano dei maestri e delle culture che l’hanno preceduto privilegiando come soggetti l’uomo, la sofferenza e la morte. Nei suoi diari spicca l’intimo legame con la materia: «La creta è come carne mia, un processo di identificazione assoluto, le cui premesse espressive le so ad una ad una, come la scelta di una superficie screpolata accanto ad una lucida sono mie coesistenze di ogni giorno».

Giacinto Cerone (1957-2004),scultore dalla breve carriera, lavorò in autonomia fuori da gruppi artistici o movimenti, quando dal legno e dal gesso passò alla ceramica sotto lo sguardo attento di Davide Servadei delle Ceramiche Gatti di Faenza. Sviluppò un metodo crudo, realizzò colonne piegate, dilaniate, colpite con violenza; rivelando un approccio gestuale energico, opere dalla straordinaria potenza. Realizzò anche ceramiche molto elaborate dal forte valore simbolico, spesso dal suo lavoro affiora una bellezza sfarzosa e raffinata.

Giampaolo Bertozzi (1957) e Stefano Dal Monte Casoni (1961-2023)hanno iniziato la loro storia artistica nel 1980. Tra le tante mostre ricordiamo: due edizioni della Biennale di Venezia, Tate Gallery Liverpool, Quadriennale Roma, Sperone Westwater New York. Bertozzi porta avanti l’opera di entrambi, il simbiotico rapporto artistico che li ha caratterizzati annulla la realtà e i loro lavori continuano a contenerli entrambi (Bertozzi & Casoni hanno firmato le copertine de «la Lettura» # 547 del 22 maggio 2022 e # 751 del 19 aprile, 2026). La mostra al Bagatti Valsecchi si rivela sorprendente per la ricchezza dei pezzi e l’ironia delle presenze oniriche da scoprire tra i raffinati pezzi della collezione storica. Il tempo, la trasformazione e la rinascita sotto il velo della fragilità, sono le autentiche protagoniste delle opere. 

Nell'immagine: Bertozzi & Casoni, «Enigma», 2026, ceramica policroma e acciaio specchiante, 40 x 175,5 x 43 cm; tra le opere esposte al Museo Bagatti Valsecchi di Milano per Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze, fino al 25 ottobre.

Su «la Lettura» #773, disponibile in questa App, l'articolo di Andrea Fanti sulla mostra milanese. 

22 settembre 2026 ( modifica il 22 settembre 2026 | 19:58)

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