Giovanni Battista Unterveger, la mostra del fotografo a Bolzano nel 60esimo anniversario dell’alluvione del 1966
Corriere della Sera - Cultura

Giovanni Battista Unterveger, la mostra del fotografo a Bolzano nel 60esimo anniversario dell’alluvione del 1966

Martedì 22 settembre 2026
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«Terre sommerse. Piene e inondazioni dell’Adige nella fotografia regionale», al Museo Mercantile di Bolzano. Le foto ma anche mappe storiche, documenti, articoli, film

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Giovanni Battista Unterveger, la mostra del fotografo a Bolzano nel 60esimo anniversario dell’alluvione del 1966

di Sara Santolini

«Terre sommerse. Piene e inondazioni dell’Adige nella fotografia regionale», al Museo Mercantile di Bolzano. Le foto ma anche mappe storiche, documenti, articoli, film

Una foto di Merano di Giovanni Battista Unterverger

Ci sono fiumi che attraversano un paesaggio e fiumi che lo modellano. L’Adige appartiene a entrambe le categorie: è una presenza geografica, economica e simbolica, ma anche una forza che periodicamente ricorda alle comunità la propria presenza. Le piene hanno modificato campagne e città, imposto opere di bonifica e arginatura, condizionato insediamenti e infrastrutture. E hanno lasciato una traccia nella memoria collettiva.
A quella memoria è dedicata la mostra Terre sommerse. Piene e inondazioni dell’Adige nella fotografia regionale, al Museo Mercantile di Bolzano.
L’occasione è il sessantesimo anniversario dell’alluvione del novembre 1966, uno degli eventi più drammatici nella storia recente dell’Alto Adige, ma il 1966 è soltanto una delle date di una storia molto più lunga. La mostra sceglie di arrivare con lo sguardo fino all’Ottocento e di seguire, attraverso la fotografia, i cambiamenti nel rapporto fra il fiume e i territori che attraversa.
È una scelta che sottrae l’alluvione del 1966 alla dimensione dell’evento isolato: anche prima e dopo quella tragedia, l’Adige ha continuato a essere contemporaneamente una risorsa e una minaccia. Nel corso dell’Ottocento i grandi interventi di sistemazione idraulica e di rettifica del corso del fiume furono pensati per bonificare aree paludose, rendere produttivi nuovi terreni e contenere il rischio delle esondazioni.

Il decano dei fotografi trentini

Il paesaggio di oggi è, in larga misura, il risultato di queste trasformazioni. Il percorso parte dalle fotografie realizzate da Giovanni Battista Unterveger durante l’alluvione del 1882. Decano dei fotografi trentini, Unterveger fu fra i primi a fotografare gli effetti della piena, trasformando un evento effimero in una testimonianza destinata a durare. A quelle immagini si affiancano, lungo il percorso, fotografie tecniche e professionali, scatti amatoriali e lavori di autori che hanno seguito nel tempo le trasformazioni del territorio trentino e altoatesino.
Alle fotografie vengono accostate mappe storiche, documenti, articoli di giornale e materiali cinematografici: è un racconto attraverso vari linguaggi, nel quale le immagini non sono semplicemente illustrate da altre fonti, ma sono in dialogo con esse.
La fotografia diventa una chiave per leggere la storia del territorio: mostra quello che è scomparso, quello che è cambiato e quello che, nonostante le opere realizzate, continua ad accadere.

Il rischio non può essere cancellato

Le immagini raccontano gli sforzi compiuti per ridurre la pericolosità del fiume, ma ricordano anche che il rischio non può essere cancellato del tutto. Dopo il passaggio delle competenze sull’Adige alle due Province, le strategie di difesa territoriale si sono ulteriormente evolute e la fotografia continua a seguirle, registrando argini, interventi, opere e nuovi equilibri.
Il progetto nasce dalla collaborazione fra istituzioni e archivi delle due province: l’Ufficio Film e media, l’Archivio provinciale e l’Agenzia per la Protezione civile della Provincia di Bolzano, il Servizio tecnico della Soprintendenza per i beni culturali e l’Ufficio per i beni storico-artistici della Provincia autonoma di Trento, la Fondazione Museo storico del Trentino, il Trento Film Festival e il Museo Mercantile di Bolzano.

Fino a quando è aperta la mostra

Il coordinamento è affidato a Marlene Huber e Katia Malatesta.
La mostra Terre sommerse non racconta soltanto le acque che hanno invaso le terre, racconta le terre che hanno imparato a convivere con quell’acqua. Attraverso più di un secolo di fotografie, mostra quanto la storia di un fiume sia inseparabile da quella delle persone che hanno scelto di vivere lungo le sponde, contenendolo e accompagnandolo, in quell’equilibrio sempre instabile tra artefatto e natura. La mostra è visitabile gratuitamente al Museo Mercantile di Bolzano fino al 17 ottobre, nei giorni feriali, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17.30.
Il 16 ottobre, in occasione della Lunga notte dei musei di Bolzano, resterà aperta dalle 16 alle 24.

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