Napoli celebra Maria Malibran: sei mesi di musica, formazione e inclusione
A 190 anni dalla morte della celebre soprano, la città dedica alla «Divina» un progetto: concerti, concorso lirico internazionale, laboratori dal Bellini alle carceri e iniziative di inclusione
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Napoli celebra Maria Malibran: sei mesi di musica, formazione e inclusione
di Redazione onlineA 190 anni dalla morte della celebre soprano, la città dedica alla «Divina» un progetto: concerti, concorso lirico internazionale, laboratori dal Bellini alle carceri e iniziative di inclusione
Una voce capace di conquistare l’Europa, un talento teatrale fuori dal comune e una vita spezzata a soli 28 anni. Maria Malibran, tra le prime grandi star della storia dell’opera, torna al centro della scena culturale napoletana a 190 anni dalla sua morte.
Dal 23 settembre 2026 al 7 marzo 2027, Napoli ospiterà un progetto articolato in diversi luoghi della città, con l’obiettivo non soltanto di celebrare la figura della celebre cantante dell’Ottocento, ma anche di trasformarne l’eredità artistica in un’occasione di incontro con il pubblico e soprattutto con le nuove generazioni.
È l’anno dedicato a Maria Malibran, promosso dall’Associazione Maria Malibran ETS, presieduta dal soprano Raffaella Ambrosino (nella foto), che ne cura anche la direzione artistica. In programma concerti, attività di formazione, laboratori nelle comunità e negli istituti penitenziari, iniziative dedicate alla disabilità e all’inclusione, un concerto di Capodanno e l’XI edizione del Concorso Lirico Internazionale Maria Malibran. Il percorso si concluderà con il Malibran Opera Lab, dal quale nascerà una produzione de La Sonnambula di Vincenzo Bellini.
Il progetto nasce dall’esperienza maturata in undici edizioni del concorso, che nel corso degli anni ha costruito una rete tra giovani cantanti, maestri, direttori artistici, sovrintendenti, critici, giornalisti e professionisti del mondo musicale. «Non vogliamo soltanto celebrare una grande cantante del passato», spiega Raffaella Ambrosino. «L’Anno Malibran nasce dall’esperienza costruita in undici edizioni del Concorso e vuole trasformare questa eredità in qualcosa di vivo». Per la direttrice artistica, la voce è «libertà, identità, memoria, ma soprattutto relazione»: uno strumento capace di far emergere nuovi talenti, creare opportunità professionali e raggiungere anche persone e luoghi normalmente ai margini della vita culturale.
Il concerto inaugurale il 23 settembre
L'apertura del progetto è fissata per mercoledì 23 settembre alle ore 19, nel giorno esatto del 190° anniversario della morte della cantante. Il Reale Yacht Club Canottieri Savoia, alla Banchina Santa Lucia 13, ospiterà il concerto inaugurale, promosso e finanziato dal Comune di Napoli. Sul palco ci sarà Raffaella Ambrosino, soprano e docente, mentre al pianoforte è previsto Francesco Pareti, pianista, clavicembalista, maestro accompagnatore, direttore di coro e docente del Conservatorio «San Pietro a Majella» di Napoli. Al flauto sarà presente il maestro Antonio Troncone. Il programma attraverserà il repertorio legato a Maria Malibran e ai grandi protagonisti del belcanto, restituendo il contesto musicale nel quale la cantante costruì la propria fama. Durante la serata verrà assegnato a Francesco Nicolosi, presidente della Commissione consultiva per la musica del Ministero della Cultura e già vincitore del Bellini d’Oro, il Gran Premio Maria Malibran Città di Napoli, destinato alle personalità impegnate nella diffusione della cultura musicale e nella valorizzazione della tradizione italiana e belliniana. Riconoscimenti sono previsti anche per Angelo Taddeo, direttore artistico della Fondazione Puccini Festival di Torre del Lago, e per Angelo Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania. I premi sono stati realizzati dallo scultore napoletano Riccardo Ruggiano.
A condurre la serata sarà Maria Angela Robustelli, attrice, regista, drammaturga, scrittrice e formatrice napoletana, che accompagnerà il pubblico nella storia di Malibran e nel racconto del progetto.
La «Divina» del belcanto romantico
Maria Felicia García Malibran nacque a Parigi nel 1808, in una famiglia di musicisti spagnoli. Figlia del tenore e maestro di canto Manuel García, crebbe in un ambiente profondamente legato alla musica e sviluppò una voce caratterizzata da grande estensione e duttilità. La sua fama fu legata non soltanto alle capacità vocali e al virtuosismo, ma anche a una marcata presenza scenica e a un'intensa capacità interpretativa. In pochi anni arrivò sui principali palcoscenici europei, diventando una delle interpreti più celebri del melodramma ottocentesco. Il suo nome è soprattutto legato alle opere di Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini. Tra i ruoli che contribuirono alla sua leggenda ci sono Amina ne La sonnambula, Norma nell'opera omonima e Romeo ne I Capuleti e i Montecchi.
La sua carriera fu però brevissima. Morì a Manchester il 23 settembre 1836, a soli 28 anni, trasformando una parabola artistica già straordinaria in una vicenda destinata a entrare nella leggenda. La fama conquistata in vita e la morte prematura contribuirono alla nascita del mito della «Divina» Malibran. Il legame con Bellini costituisce uno dei fili conduttori della sua storia artistica. Il compositore siciliano era morto appena un anno prima, nel 1835. Le loro carriere, entrambe interrotte prematuramente, sono rimaste legate alla storia del belcanto romantico.
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