Arriva «Tanko», il nuovo film di Francesco Sossai che racconta il blitz dei Serenissimi sul campanile di San Marco
L’assalto al campanile del 1997 e la voglia autonomista mai sopita del Nordest: la ricerca di comparse sui social svela il prossimo film del regista bellunese di «Le città di pianura»
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Arriva «Tanko», il nuovo film di Francesco Sossai che racconta il blitz dei Serenissimi sul campanile di San Marco
di Sara D'AscenzoL’assalto al campanile del 1997 e la voglia autonomista mai sopita del Nordest: la ricerca di comparse sui social svela il prossimo film del regista bellunese di «Le città di pianura»
Una enorme «T» campeggia su un fondo verde militare. In controluce il Campanile di San Marco. La notizia che da mesi girava negli ambienti del cinema veneto ora è ufficiale: Francesco Sossai (1989), il regista di Sedico, in provincia di Belluno, che col suo film Le città di pianura ha sbancato i David di Donatello con otto premi e ha diffuso la cultura dell’ultima ombra non solo in Italia – è uscito per il momento in Francia, è stato presentato in Russia e al Toronto film Festival in Canada – girerà un film sul «tanko» dei Serenissimi, il famoso mezzo con cui fu tentato l’assalto al Campanile di San Marco nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1997.
La notizia girava ma nelle ultime ore la consapevolezza ha avuto un’accelerazione, perché la società di produzione, Cinemaundici, fondata nel 1998 da Ermanno Olmi, Luigi Musini e Roberto Cicutto e ora di proprietà di Olivia Musini, ha pubblicato un avviso per candidarsi a fare la comparsa per il film, le cui riprese si svolgeranno dal 5 ottobre al 14 novembre 2026 in provincia di Treviso (a San Bartolomeo e Saletto e Ponte di Piave) e naturalmente a Venezia. Si cercano sia adulti che minori e per candidarsi c’è tempo fino al 30 settembre. Il regista, schivo e riservato, dopo aver sbancato i David e aver fatto il pieno di interviste ha tirato il freno a mano dell’esposizione e adottato un profilo basso, mettendosi a lavorare alacremente per chiudere la sceneggiatura e la pre-produzione di un progetto di cui nei territori magnificati dalla «Veneto-Wave», l’onda veneta che lui stesso ha contribuito a montare, si favoleggia da mesi.
Lui stesso ne aveva parlato in un’intervista a Le Monde dello scorso aprile. Ma lì ci si era fermati. Lui ha sempre detto che il fuoco della storia sarà sul tanko più che sui Serenissimi. E probabilmente si sbaglierebbe se si immaginasse il prossimo film come ideale «prequel» (visto che è ambientato negli anni ’90) del precedente Le città di pianura. Seppure questo sia il suo terzo lungometraggio – il primo era Altri cannibali del 2021 - Sossai ha dimostrato di non ripetere sé stesso e dunque immaginarsi Doriano e Carlobianchi, i suoi due protagonisti del film precedente, alla guida del tanko sarebbe pura fantascienza.
Nel frattempo possiamo ricordare la storia. «Costruimmo il tanko nel mio garage», aveva raccontato qualche anno fa Flavio Contin, il vecio degli otto venetisti coinvolti nell’assalto al Campanile. Con lui quella notte c’erano Cristian Contin, Fausto Faccia, Gilberto Buson, Antonio Barison, Luca Peroni, Moreno Menini, Andrea Viviani. C’era in verità anche il nono, considerato la mente, ma non presente in Piazza San Marco: Giuseppe «Bepìn» Segato. L’azione si concluse il 9 mattina, con un dispiego di forze degno della paura e del fiato sospeso con cui era stata seguita: l’irruzione dei carabinieri del Gis e l’arresto degli otto Serenissimi. Negli anni ci sono stati i processi, ma se davvero a Sossai ciò che interessa è il Tanko, probabilmente come simbolo di un territorio mai pacificato, di un desiderio di autonomia che non si è mai veramente specchiato nelle forze politiche, nemmeno le più affini, lì sì sarà interessante andare a capire quel garage dove tutto nacque. E dove rinacque. Perché una decina d’anni fa, il «vecio» Contin, da una ruspa agricola pesante, corazzata con lamiere di ferro e dotata di ruote cingolate, fece nascere il «Tanko 2». E ora Sossai gira «T».
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