La luce ritrovata dell'Annunciazione di Neri di Bicci: il restauro dell'opera nella chiesa di Sant'Agata a Firenze
L’opera, realizzata nel 1444 restaurata da Muriel Vervat grazie a Friends of Florence, è così tornata al suo antico splendore
Pensioni di reversibilità, dal 2027 salgono gli importi: ecco come cambierà l’assegno
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
La luce ritrovata dell'Annunciazione di Neri di Bicci: il restauro dell'opera nella chiesa di Sant'Agata a Firenze
di Laura AntoniniL’opera, realizzata nel 1444 restaurata da Muriel Vervat grazie a Friends of Florence, è così tornata al suo antico splendore
La Madonna inchinata davanti all’Angelo, è la scena sacra per eccellenza, l’Annunciazione incorniciata in un tempietto classico con gli elementi tipici della prospettiva del Quattrocento fiorentino. I colori sono accesi, tornati luminosi, e la scritta ai piedi delle figure che rende nota la datazione e la committenza del dipinto attribuito a Neri di Bicci, di nuovo leggibile grazie al restauro sostenuto da Friends of Florence.
Siamo nella chiesa, poco conosciuta, di Sant’Agata in via San Gallo a Firenze, qui si trova l’opera realizzata nel 1444 da Neri Bicci, un dipinto che ha stregato la coppia americana William e Jeanne Bice che hanno voluto donare a Friends of Florence affinché tornasse all’antico splendore. «Questo dipinto prende come modello la venerata Annunciazione fiorentina del santuario della Santissima Annunziata», ha spiegato Silvia Benassai, funzionaria della Soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato che è intervenuta alla presentazione del restauro assieme Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente di Friends of Florence e al Parroco di San Charbel Don Dani Kamal. «Si tratta di un’opera ancora legata alla bottega del padre Bicci di Lorenzo e al linguaggio tardogotico, alla vigilia degli sviluppi che avrebbero segnato l’attività di Neri nella Firenze del Quattrocento. Uno stile acerbo che si evince in alcuni dettagli come in certe incongruenze dell’impianto architettonico. E tuttavia se ne apprezza il fresco linguaggio narrativo, che ben si adatta alla sentita offerta votiva di Suor Sandra di Francesco di Niccolò Riccialbani che la commissionò per l’anima sua e della madre».
A tornare visibili dopo il restauro sono così i colori, nascosti «sotto uno spesso deposito di sporco – continua Simonetta Brandolini d’Adda - e vecchie ridipinture che ne alteravano la superficie pittorica».
L’intervento portato avanti dalla restauratrice Muriel Vervat hanno così fatto riemergere il grigio chiaro della pietra delle architetture, in contrasto con la chioma scura degli alberi sullo sfondo, le tonalità pastello degli incarnati della Madonna e dell’angelo e la luminosità della raggiera di luce che annuncia la presenza del divino.
Il lavoro ora visibile a chiunque entri nella chiesa ha interessato anche il supporto in legno di pioppo, formato da quattro assi che erano state attaccate da insetti xilofagi, grazie all’intervento della ditta Relart di Roberto Buda, mentre le indagini diagnostiche sono state eseguite in collaborazione con la ditta di Ottaviano Caruso.
Vai a tutte le notizie di Firenze
21 settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I precari del tribunale di Firenze, la storia di Donatella, 37 anni e una figlia piccola: «Faccio la pendolare tra Firenze e Caserta, dopo tanti sacrifici adesso aspetto la stabilizzazione»
L'informazione nella tua mailCorriere Fiorentino
Le news principali su Firenze
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione