Festival Francescano, «Sorella Morte» è il tema di quattro giorni di incontri in piazza Maggiore
Corriere della Sera - Cultura

Festival Francescano, «Sorella Morte» è il tema di quattro giorni di incontri in piazza Maggiore

Lunedì 21 settembre 2026
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Dal 24 al 27 settembre anti ospiti, tra cui i cardinali Pizzaballa e Zuppi, poi don Ciotti, Allevi, Pistoletto, Cercas. «Chiamare la morte "sorella" significa accogliere la propria finitudine, c'è un grande vuoto culturale» spiega il presidente del festival Giampaolo Cavalli. Lepore: «Piazza Maggiore si caratterizza per gli incontri in cui ragionare sulla nostra vita»

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Festival Francescano, «Sorella Morte» è il tema di quattro giorni di incontri in piazza Maggiore

di Piero Di Domenico

Dal 24 al 27 settembre anti ospiti, tra cui i cardinali Pizzaballa e Zuppi, poi don Ciotti, Allevi, Pistoletto, Cercas. «Chiamare la morte "sorella" significa accogliere la propria finitudine, c'è un grande vuoto culturale» spiega il presidente del festival Giampaolo Cavalli. Lepore: «Piazza Maggiore si caratterizza per gli incontri in cui ragionare sulla nostra vita»

Dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, che ha da poco ricevuto la cittadinanza onoraria di Bologna, a don Luigi Ciotti, da Michelangelo Pistoletto a Giovanni Allevi, passando per Christian Greco, Concita De Gregorio, Javier Cercas, Stefano Nazzi e Gio Evan. Più di cento gli ospiti della diciottesima edizione del Festival Francescano, in piazza Maggiore dal 24 al 27 settembre. 

Nell'anno dell'ottavo centenario della morte di san Francesco l’iniziativa, presentata non a caso proprio nella Giornata internazionale della pace, ruoterà sul tema «Sorella Morte». Perché, sottolinea fra Giampaolo Cavalli, presidente del Festival Francescano, «c’è un vuoto culturale nel prepararsi al compimento della vita, un’assenza di linguaggio per parlare del limite e del compimento. Chiamare la morte "sorella" significa riconoscere che essa non è l’opposto della vita, ma accoglienza della propria "finitudine", presa di coscienza che la fragilità non è scarto, ma componente essenziale della vita. Il Festival Francescano non intende proporre risposte facili, ma spazio di sosta, di riflessione e di ascolto vicendevole. Porrà in dialogo medicina e spiritualità, cura e comunità, scienza e fede, dolore e speranza». Dopo il videomapping su San Petronio, aggiunge il sindaco Matteo Lepore, «che ha visto una grande partecipazione di pubblico, Bologna ancora una volta caratterizza la piazza con incontri per ragionare sulla nostra vita, sulla socialità e sulle nostre relazioni». 

Il programma, su festivalfrancescano.it, si aprirà giovedì con un focus sulla pace e sui conflitti. Alle 15, infatti, dialogheranno tre francescani impegnati in luoghi di conflitto: Mons. César Essayan, vicario apostolico di Beirut, Mons. Paolo Martinelli, vicario apostolico dell'Arabia Meridionale, e il Cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Alle 17, in piazza Maggiore, un altro dialogo inedito, quello tra l’artista Michelangelo Pistoletto, ancora Pizzaballa e Francesco Monico, intervistati da Giovanna Botteri. Alle 18 sarà consegnato il primo Premio internazionale «Francesco costruttore di Pace», sostenuto dal Comitato per la celebrazione dell'ottavo centenario della morte di san Francesco presieduto da Davide Rondoni. 

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Venerdì spazio all'antropologo Marco Aime, al sociologo Nando dalla Chiesa e al giornalista Antonio Polito, poi alle 18,30 in piazza Maggiore dialogo tra il cardinale Matteo Zuppi e Giovanni Allevi. Sabato alle 11 all'Oratorio San Filippo Neri l'incontro fra Jacques Dalarun, uno dei massimi studiosi di Francesco, e Zuppi sul tema «Perché Francesco ci parla ancora», alle 17 in piazza la presentazione del libro dello scrittore spagnolo Javier Cercas Il folle di Dio, a seguire il giornalista Stefano Nazzi approfondirà il tema delle sette italiane e alle 20 toccherà a Gio Evan. Domenica 27 il culmine spirituale della manifestazione. Alle 10 in piazza Maggiore solenne Celebrazione eucaristica presieduta da Zuppi, animata dal Piccolo Coro dell'Antoniano e dai cori delle chiese dei Cappuccini di Bologna e di Vignola, durante la quale sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria concessa per l’Anno di san Francesco. Nel ricordo dei martiri di Monte Sole, nel giorno della loro beatificazione, durante la Messa verrà utilizzata la storica Pisside di Casaglia. Per tutta la durata del Festival, inoltre, nella Cappella di Sant'Antonio all'interno di San Petronio sarà esposta un’importante reliquia francescana. 

I temi della giustizia e della legalità, alla base del vivere civile, saranno poi al centro degli interventi dei giornalisti Marco Damilano e Antonio Mattone, don Mattia Ferrari, Gaia Tortora e dell’attivista John Mpaliza. Tante iniziative anche per i più piccoli e le loro famiglie, grazie all'Area Kids allestita in Piazza del Nettuno, con laboratori, giochi e attività musicali ad accesso libero e gratuito. Il focus del festival nasce dall’ottavo centenario della morte di san Francesco, conclude il direttore scientifico del festival, fra Dino Dozzi, «ma pensiamo che sia molto opportuna e utile una grande riflessione sulla morte, in questo nostro tempo in cui, pur presi da passioni tristi, ci lasciamo invadere solo dall’attivismo e dal consumismo, lasciando sotto il tappeto il pensiero della morte, anestetizzati dai mezzi di comunicazione che ogni giorno ci scaricano addosso numeri sempre crescenti di morti sulla strada e sul lavoro, per terremoti e per droni. I morti non fanno più notizia e alla nostra morte preferiamo non pensare».

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