Gli occhi di Nino Migliori sul mondo
Corriere della Sera - Cultura

Gli occhi di Nino Migliori sul mondo

Domenica 20 settembre 2026
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In occasione dei cento anni, che il grande fotografo bolognese festeggerà  il 29 settembre, pubblichiamo in anteprima una parte della premessa di Mauro Zanchi al suo libro «Nino Migliori. 101 domande e risposte sulla fotografia» (Dario Cimorelli Editore), in uscita quello stesso giorno    

Lunedì 21 settembre 2026

Gli occhi di Nino Migliori sul mondo

In occasione dei cento anni, che il grande fotografo bolognese festeggerà  il 29 settembre, pubblichiamo in anteprima una parte della premessa di Mauro Zanchi al suo libro «Nino Migliori. 101 domande e risposte sulla fotografia» (Dario Cimorelli Editore), in uscita quello stesso giorno    

di MAURO ZANCHI

«Periferia», uno scatto degli anni Cinquanta di Nino Migliori (copyright Fondazione Nino Migliori Ets)  

Nel 2019 è iniziato uno scambio tra Nino Migliori (in collaborazione con la Fondazione e Marina Truant) e me, strutturato attraverso 11 interviste, nate dalla continua consultazione dell’archivio. Le interviste non hanno seguito un percorso lineare, bensì si sono adattate alla riscoperta graduale di porzioni di archivio, per poi essere rimonta te con associazioni tematiche. Lo scambio e l’indagine, registrati nelle domande,sono stati quindi impostati durante il dialogo con l’autore e l’osservazione del suo lavoro in progress, per poi registrare in differita una rilettura approfondita e a distanza di tempo, che ha innescato ulteriori domande e questioni. Il libro in cui sono confluiti cinque testi critici e le conversazioni indaga la complessità di una ricerca sviluppata nell’arco di sette decenni. 

Negli anni di confronto ha preso corpo un percorso di apertura estensiva, ricollocazione e rilettura della ricerca artistica di Migliori, per soffermarsi principalmente sugli aspetti concettuali e sulle sperimentazioni, constatando che molte sue idee e intuizioni sono state innescate in anticipo sui tempi, rispetto a tante tematiche che poi si sono affermate nei decenni più recenti a livello internazionale. Attraverso 101 domande, ho cercato di approfondire soprattutto le opere meno note di Migliori,per andare oltre la sua immagine di fotografo legata solo al periodo «neorealista», che certamente gli ha dato fama ma ha anche limitato il riconoscimento del suo contributo verso un «disimparare» la fotografia e la continua messa in discussione formale e concettuale, in Italia riconosciuto a Franco Vaccari, Mario Cresci, Paolo Gioli, Ugo Mulas e Adriano Altamira. 

Perché proprio 101 domande e risposte? Il numero palindromo 101 possiede una risonanza simbolica, che si estende ben oltre la sua singolare proprietà matematica. Nella tradizione ermetico-neoplatonica e nell’immaginario magico-alchemico, esso si configura come un rimando a ciclicità e trasformazione. La sua struttura (1 - 0 - 1) evoca il concetto neoplatonico di emanazione e ritorno.Il numero 101 è stato scelto anche per le connotazioni alchemiche inerenti alla fotografia, ritenuta il medium più chimico, nel caso di Nino soprattutto in riferimento alle stampe della fotografia analogica realizzate in camera oscura e alle sperimentazioni o ff camera (idrogrammi, pirogrammi, lucigrammi, ossidazioni, cellogrammi, fotogrammi). Nella visione alchemica, il 101 incarna il processo del Solve et Coagula, lo scioglimento della materia per la sua successiva ricomposizione in una forma superiore, ovvero quel processo che parte dalla distruzione della forma e della materia per liberare quest’ultima da tutte le impurità, fino a ridurla all’elemento che l’aveva generata, per fare in modo che si possa realizzare la fissazione di questa essenza purificata in una nuova e più «sublimata» forma. Questo processo in alchimia rappresenta sia una trasmutazione materiale (per esempio dal piombo all’oro o dalla materia iniziale alla pietra filosofale), sia una trasformazione spirituale o psicologica di chi desidera comprendere i misteri della natura e della vita. 

L’inizio (il primo 1) rappresenta la sostanza imperfetta (la persona o il piombo), il processo intermedio (lo 0) è il lavoro di purificazione e distillazione nell’alambicco, e la conclusione (il secondo 1) è la sostanza perfezionata, la pietra filosofale o la persona che ha acquisito una conoscenza più strutturata. La natura palindroma del numero rimanda all’idea che la fine è identica all’inizio, ma a un livello più elevato: si torna alla monade, ma non come era all’origine, bensì come un’entità che ha completato il ciclo di conoscenza e trasformazione.Dal punto di vista magico, invece, i numeri palindromi erano considerati potenti sigilli, capaci di concentrare e riflettere un flusso energetico continuo, senza interruzione. Il 101 si configura, quindi, come un simbolo e un ponte tra il mondo invisibile e quello della materia tangibile, tra la sfera spirituale e quella materiale, dove il principio non visibile si riflette perfettamente nella realtà manifesta grazie a una mediazione, che ne garantisce la continuità e la completezza. 

E perché sono state scelte 11 sezioni tematiche? Nel pensiero neoplatonico, la perfezione e la completezza erano intrinsecamente legate alla decade,il numero 10, simbolo dell’ordine cosmico e della totalità. Il 10 rappresenta il compimento delle sfere celesti e dei principi universali che emanano dall’Uno. L’11, superando il 10, si colloca al di fuori di questo schema armonico e chiuso. È il numero della trasgressione, che rompe il ciclo perfetto e ordinato della decade. Non rappresenta più la stabilità, ma l’instabilità e il mutamento.

Nell'immagine: «Periferia», uno scatto degli anni Cinquanta (la data precisa non è riportata) di Nino Migliori tratto dal libro «Nino Migliori. 101 domande e risposte sulla fotografia» di Mauro Zanchi (pp. 248, euro 30, Dario Cimorelli Editore) in uscita il 29 settembre.   

Su «la Lettura» #773, disponibile in questa App, l'intervista di Helmut Failoni a Nino Migliori per i suoi cento anni (29 settembre) e un articolo sul fotografo di Carlo Arturo Quintavalle. 

20 set 2026 | 19:26

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