Nuovo collegio elettorale Bolzano-Laives, malumori e critiche: «Omaggia l’Autonomia»
Corriere della Sera - Cultura

Nuovo collegio elettorale Bolzano-Laives, malumori e critiche: «Omaggia l’Autonomia»

Domenica 20 settembre 2026
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Urzì in piazza Firmian: «Abbiamo limitato il condizionamento dei partiti etnici». I Verdi : «Questa modifica sposta in modo strutturale gli equilibri tra gruppi linguistici»

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Nuovo collegio elettorale Bolzano-Laives, malumori e critiche: «Omaggia l’Autonomia»

di Ana Andros

Urzì in piazza Firmian: «Abbiamo limitato il condizionamento dei partiti etnici». I Verdi : «Questa modifica sposta in modo strutturale gli equilibri tra gruppi linguistici»

Non si ferma dibattito sulla proposta del nuovo collegio elettorale Bolzano-Laives. Benché la legge sia infatti già stata approvata dal Senato, e a breve verrà discussa anche a Montecitorio, per i partiti locali il dibattito sembra tutt’altro che concluso. Sabato sono stati i Verdi e Fratelli D’Italia a tornare sul tema. Mentre i primi ricordano i principi dell’Autonomia — «A 80 anni dall’Accordo De Gasperi-Gruber dovremmo porci una domanda scomoda: perché nel 2026 pensiamo ancora la rappresentanza politica così: qui gli italiani, lì i tedeschi?» — Urzì attacca: «I Verdi rivendicano il loro plurilinguismo e lo fanno attraverso i consiglieri provinciali che sono tre e tutti e tre del gruppo linguistico tedesco. Ecco il loro modello».

I partiti «etnici»

Sabato a Bolzano si sono svolti, in contemporanea, due conferenze stampa sul nuovo collegio elettorale che divide la Bassa Atesina, spostando tutti i comuni nel collegio del Burgraviato, ad eccezione del Comune di Laives, che invece sarà unito al collegio del capoluogo altoatesino. In piazza Firmian il deputato di Fratelli d’Italia, sabato mattina Alessandro Urzì, promotore della modifica dei collegi elettorali, ha rivendicato con piena soddisfazione l’approvazione al Senato. Questo nuovo assetto, sostiene Urzì, garantisce l’elezione di un senatore di lingua italiana: «È un omaggio al valore plurale dell’Autonomia e chi dice il contrario sa di mentire. Con questa modifica limitiamo il potere di condizionamento dei partiti “etnici” sulle rappresentanze dei gruppi linguistici diversi rispetto al proprio». 

L'attacco di Urzì

Dalla piazza, Urzì spiega ai cittadini l’obiettivo della misura, ovvero garantire uno dei tre eletti al Senato al gruppo linguistico italiano: «Oggi il rapporto proporzionale fra gli elettori dei diversi gruppi linguistici rende questa prospettiva molto incerta. Domani sarà invece prerogativa della maggioranza di elettori del gruppo linguistico italiano la scelta su chi li debba rappresentare e la certezza di un proprio eletto, perché l’Alto Adige deve trovare la sua rappresentanza anche a livello parlamentare». Urzì attacca i partiti che in queste settimane si sono opposti alla nuova legge elettorale: «Incomprensibili le alzate di scudo della sinistra che ancora una volta mostra, anche in questa partita di rispetto per tutte le componenti dell’Alto Adige e per gli italiani, di stare dalla parte sbagliata».

Il pericolo isolamente

Contemporaneamente, nel giardino di passaggio Walther, i Verdi di Bolzano e Laives in una conferenza stampa hanno dichiarato: «Il ridisegno dei collegi voluto da Alessandro Urzì e dalla Svp sposta in modo strutturale gli equilibri tra gruppi linguistici e partiti e recinta la libera concorrenza democratica lungo linee etniche». I consiglieri comunali bolzanini Rabini, Brugger e Benedikter ricordano: «Bolzano e Laives dovrebbero dimostrare che non è la lingua a decidere chi voto. L’autonomia ha protetto con successo le nostre differenze. Il compito dei prossimi decenni deve essere finalmente farne qualcosa di più comune». Luisa Raveane, consigliera dei Verdi nel Comune di Laives, accende i riflettori sul pericolo dell’isolamento: «Sulla carta politica si tracciano confini che nella vita quotidiana delle persone non esistono. Il rischio è isolare Laives nella rappresentanza elettorale: separandola dalla Bassa Atesina e affiancandola a un capoluogo numericamente molto più grande, con 106mila abitanti».

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