Sciabaca Festival, il festival che vuole ridare centralità alle periferie geografiche
Corriere della Sera - Cultura

Sciabaca Festival, il festival che vuole ridare centralità alle periferie geografiche

Domenica 20 settembre 2026
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Dal 24 al 27 settembre a Soveria Mannelli, in Calabria

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Sciabaca Festival, il festival che vuole ridare centralità alle periferie geografiche

di Claudio Mazzone

Dal 24 al 27 settembre a Soveria Mannelli, in Calabria

Soveria Mannelli, poco meno di 3 mila anime a 800 metri sul livello del mare, è un borgo calabrese in provincia di Catanzaro; uno dei tanti che fanno “l’osso” delle aree interne italiane. Dal 24 al 27 settembre questo paesino silano ospiterà l’undicesima edizione di Sciabaca, un festival organizzato e curato da Rubbettino Editore.

Tra incontri, dibattiti, mostre, presentazioni di libri e iniziative che porteranno i visitatori a scoprire il territorio e le sue particolarità, Sciabaca trasformerà per quattro giorni il piccolo borgo ai piedi della Sila i un crocevia della «vita culturale e civile del nostro Paese». Il festival è da anni un tentativo contro corrente di ridare centralità alle periferie geografiche, quelle spopolate, lontane e dimenticate dal dibattito pubblico.

«Sciabaca- spiega, infatti l’editore Florindo Rubbettino - è nata per dimostrare che non esistono luoghi periferici quando esistono idee capaci di metterli in relazione con il mondo». Una missione che la casa editrice calabrese nata più 150 anni fa, e giunta alla terza generazione, rappresenta nella sua identità. Una storia familiare fatta di tenacia nell’ancorarsi ad una delle regioni più complesse del Paese. «Da sempre - spiega ancora Florindo Rubbettino - proviamo a fare di questo angolo di mondo un crocevia di pensieri, storie, persone e culture, partendo dalla Calabria e dal Mediterraneo per interrogarci sulle grandi questioni del presente. Il nostro festival - continua - non separa la cultura dai luoghi in cui nasce: per questo un libro può dialogare con un sentiero, la memoria con l’impresa, la letteratura con il paesaggio. È questa contaminazione - conclude - la cifra più autentica di Sciabaca».

Il festival sarà aperto con l’inaugurazione al Parco Museo Rubbettino della mostra fotografica «La Sicilia, il suo cuore. Omaggio a Leonardo Sciascia» a cui seguirà un confronto tra Vito Catalano, nipote di Sciascia, e lo scrittore Matteo Collura. Mentre a chiudere l’undicesima edizione di Sciabaca saraà, alle 17:30 del 27 settembre, la lectio «Essere umani oggi. Etica, libertà e ricerca di senso», del teologo e filosofo Vito Mancuso.

Nel mezzo sono stati organizzati eventi che coinvolgono la comunità locale. Dall’enogastronomia, con un incontro «sullo Zibibbo di Calabria e il Moscato di Saracena», alle attività con le scuole del territorio, passando per la presentazione del nuovo libro di Oscar Farinetti e Piercarlo Grimaldi «Omero deve morire» e la lectio di Matteo Collura «maschere d’oltremare: Pirandello, il Mediterraneo e la commedia umana». Dalla religione locale, con incontri e visite delle chiese del paese, ai cammini come «il sentiero delle storie», un trekking di oltre 13 chilometri arricchito dai racconti dedicati alla Calabria e alla Sila. Spazio anche al quadro internazionale con il «Faccia a faccia con Putin», l’incontro a cui prenderà parte il vicedirettore dell’Ansa, Stafano Polli; e all’economia con «Esiste l’algoritmo della fantasia?», iniziativa alla quale prenderà parte Massimo Sideri, giornalista economico e commentatore del Corriere della Sera.

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20 settembre 2026

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