Nazionalizzare l'AI: si può, anzi si deve
Una tecnologia da cui dipende il destino dell’umanità venga posta sotto il controllo collettivo
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Nazionalizzare l'AI: si può, anzi si deve
Beppe Severgnini | 19 settembre 2026Una tecnologia da cui dipende il destino dell’umanità venga posta sotto il controllo collettivo
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I giganti americani inventano sempre nuove, portentose tecnologie. E se noi, utilizzandole, ci facciamo del male, peggio per noi. Dovevamo stare più attenti.
Questa, da vent’anni, la filosofia delle big tech Usa. Ma ora, con l’intelligenza artificiale (AI), la questione è diventata drammatica. Mark Zuckerberg, tuttavia, non sembra preoccupato. A suo parere, l’AI non deve rallentare: mercato e concorrenza la renderanno sicura. La faccenda si complica perché, alla guida degli Usa, c’è un vegliardo dotato di poca coscienza e grande ego. Donald Trump dice che i timori sono «una truffa», non occorrono nuove regole, basta «un presidente con un quoziente intellettivo elevato». E dov’è?, potremmo rispondergli.
Ma, se anche ci fosse, non basterebbe. Occorre molto di più. Occorre che una tecnologia da cui dipende il destino dell’umanità venga posta sotto il controllo collettivo. Ci stanno arrivando, piano piano, anche alcuni dei protagonisti. Dario Amodei, Ceo di Anthropic, chiede un rallentamento e una regolamentazione statale. Poche ore fa Alex Karp, cofondatore e capo di Palantir, è andato oltre: i rischi sono troppo grandi, l’AI andrebbe nazionalizzata.
Non sarebbe una novità. Nel 1917, il governo creò la United States Railroad Administration (USRA), nazionalizzando la rete ferroviaria commerciale per il trasporto di truppe e rifornimenti. Nel 1918, toccò al sistema dei telefoni e dei telegrafi (inclusa la gigantesca AT&T). Nel 1933 alle riserve d’oro, per stabilizzare il dollaro. Tra il 1941 e il 1945, a centinaia di aziende belliche. Negli anni ‘70, ai treni (Amtrak). La crisi finanziaria, nel 2008, ha spinto George W. Bush ad assumere il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac, che garantivano quasi metà dei mutui degli Stati Uniti. L’anno dopo — amministrazione Obama — lo Stato prese la maggioranza di General Motors e quote di Chrysler. Le due società sono state ri-privatizzate negli anni successivi.
In sostanza: si può fare. Anzi, si deve fare. Perché l’AI è più potente di un mutuo e più pericolosa di un’automobile. I giganti della tecnologia pensano ai loro interessi, ormai dovremmo averlo capito. Ma noi, cittadini del mondo, dobbiamo pensare ai nostri.
19 settembre 2026
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