Antonio Ornano: «Mi hanno mancato di rispetto e ho rifiutato importanti programmi tivù. Amai Allegri quando scattò contro la dirigenza della Juve. Fuori dal palco sono vulnerabile»
Corriere della Sera - Cultura

Antonio Ornano: «Mi hanno mancato di rispetto e ho rifiutato importanti programmi tivù. Amai Allegri quando scattò contro la dirigenza della Juve. Fuori dal palco sono vulnerabile»

Sabato 19 settembre 2026
2 visualizzazioni

Lo storico comico di Zelig è in tour con (In)grato: «All’ossessione di raccontarsi come perfetti rispondo con l’autenticità dell’imperfezione»

Morto Sandro Mazzola, l'ex leggenda di Inter e Nazionale aveva 83 anni

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Antonio Ornano: «Mi hanno mancato di rispetto e ho rifiutato importanti programmi tivù. Amai Allegri quando scattò contro la dirigenza della Juve. Fuori dal palco sono vulnerabile»

di Silvia M.C. Senette

Lo storico comico di Zelig è in tour con (In)grato: «All’ossessione di raccontarsi come perfetti rispondo con l’autenticità dell’imperfezione»

«Dobbiamo sempre ricordarci che le nostre esistenze sono condizionate da due fattori imprevedibili: l’imponderabile colpo di fortuna e la classica legnata della sorte». Il comico e autore ligure Antonio Ornano, volto storico di «Zelig» e apprezzato monologhista, riassume così la filosofia profonda del suo nuovo show. L’appuntamento è questa sera, 19 settembre, alle 21 al Teatro Cristallo di Bolzano con «(In)grato»: lo spettacolo da stand-up comedy, diretto da Alessandro Nidi, piccona l’ipocrisia del pensiero positivo a tutti i costi per rivendicare la bellezza dell’imperfezione. «Il filo conduttore è la ricerca dell’autenticità - spiega l’attore ligure - e nasce per reazione a questa gara collettiva a manifestare gratitudine per qualsiasi cosa, amplificata a dismisura dai social. Di fronte a tanta retorica artefatta rivendico il mio diritto ad arrabbiarmi, cercando di capire assieme al pubblico per cosa ha davvero senso essere grati e cosa sia invece lecita un po’ di sfiducia».

Ornano, cosa la fa innervosire di questo bombardamento di positività forzata?
«È una felicità tossica, un’ossessione a raccontarsi e rappresentarsi in modo finto che non produce nulla di buono e non porta le relazioni a un livello sano. Alla soglia dei 54 anni credo che ciò che ci salva sia essere inseriti in un contesto di relazioni significative e profonde, cercando l’autenticità preferibilmente nella fallibilità dei propri interlocutori. Sembra una prospettiva assurda o distopica, nell’epoca della perfezione patinata, ma l’umanità è nell’errore. C’è troppa “confezione” in giro, troppa gente che si spaccia per esperta di qualsiasi cosa e vuole drogare il mondo con una serenità posticcia. Mi arrabbio se manca la sostanza e la sincerità».

Lei sostiene che «sbagliano anche i migliori e quando capita ne siamo felici»: il sollievo per i fallimenti altrui è una cura all’ansia di prestazione?
«Certamente. È una dinamica del tutto umana rallegrarsi se la prima della classe prende tre nel compito in classe. Quando una persona sempre impeccabile sbaglia o perde la testa, entra subito nelle mie grazie. Penso ad Allegri che si strappa la camicia in finale di Coppa Italia mandando a quel paese la dirigenza o a Carletto Mazzone che corre furioso sotto la curva dell’Atalanta: scatti d’ira fantastici perché trasudano empatia e umanità pura. Nick Cave ha spiegato bene che viviamo in un’epoca che non tollera più l’errore e che, se fai un passo falso, cancella tutto ciò che di buono hai fatto prima. Senza una misericordia laica ci impediamo di progredire: la paura di sbagliare ci blocca dal tentare strade diverse».

Nel suo show rivendica la «sana ingratitudine»: ha mai detto un no liberatorio?
«Mi è capitato di rifiutare importanti trasmissioni televisive. Quando in un contesto lavorativo si logora il rapporto e viene a mancare il rispetto, dire di no diventa un atto di autotutela, autostima e amor proprio. Harvey Keitel se ne andò dal set di “Eyes Wide Shut” perché, pur considerando Kubrick uno dei più grandi registi al mondo, fargli ripetere una scena 84 volte era stata “una mancanza di rispetto”. Con le dovute proporzioni, se si oltrepassa il limite della dignità è sano fermarsi e dire “anche no”».

La comicità è un ponte verso gli altri o una trincea per difendere le sue fragilità?
«Entrambe le cose: è un antidoto al dolore, alla paura e un’ancora di salvezza a cui mi aggrappo fin da ragazzo. Nel monologo parlo di alcune importanti vicissitudini di salute che mi sono capitate: lì capisci quanto certi ragionamenti di facciata lascino il tempo che trovano. Salire sul palco è la bolla in cui mi rifugio per esorcizzare i demoni e conservare l’autoironia, una facoltà che stiamo smarrendo in un mondo popolato da persone diventate terribilmente permalose».

LEGGI ANCHE

Quando cala il sipario chi è Antonio Ornano e quanto resta dell’ex ragazzo insicuro soprannominato «polpetta»?
«Fuori dal palco sono una persona normale con momenti di allegria e periodi cupi, divisa tra due figli di 17 e 15 anni che uso come fantastico metro di misura per spiare la loro generazione. L’ex ragazzo insicuro resta sempre lì a mettere punti interrogativi su tutto, anche se oggi gestisco le vulnerabilità con più maturità. Sul piano artistico ho deciso di uscire dalla zona di comfort: l’anno prossimo mi fermerò con la comicità pura per fare una tournée teatrale di prosa con “Il bar sotto il mare” di Stefano Benni per la regia di Giorgio Gallione. Ho bisogno di esplorare nuovi territori per evitare che si atrofizzi il cervello»

19 settembre 2026 ( modifica il 19 settembre 2026 | 10:38)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alto Adige, un temporale estivo scarica grandine e fino a 70 centimetri d'acqua: a Bressanone strade invase dai chicchi

Serata impegnativa i vigili del fuoco in tutta la Valle Isarco: lunedì sera si sono registrate precipitazioni e grandine con chicchi di cinque centimetri di diametro

LA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo