World Press Photo 2026 a Torino. All'Accademia Albertina il ritratto del pianeta oggi: tra tragedie, emergenze e vittorie
Corriere della Sera - Cultura

World Press Photo 2026 a Torino. All'Accademia Albertina il ritratto del pianeta oggi: tra tragedie, emergenze e vittorie

Sabato 19 settembre 2026
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Torna in città per il decimo anno la rassegna itinerante che riassume il meglio del fotogiornalismo: 144 immagini, tra cui la Foto dell’Anno 2026 di Carol Guzy, premiate tra oltre 57 mila scatti da 141 Paesi

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World Press Photo 2026 a Torino. All'Accademia Albertina il ritratto del pianeta oggi: tra tragedie, emergenze e vittorie

di Maurizio Francesconi e Alessandro Martini

Torna in città per il decimo anno la rassegna itinerante che riassume il meglio del fotogiornalismo: 144 immagini, tra cui la Foto dell’Anno 2026 di Carol Guzy, premiate tra oltre 57 mila scatti da 141 Paesi

La World Press Photo of the Year: Separati dall’Ice (Zuma Press), di Carol Guzy

Il bilancio è di 57376 scatti, presentati da 3747 fotografi provenienti da 141 Paesi. L'anno del più famoso premio di fotogiornalismo del mondo. Sono 144 invece le immagini selezionate ed esposte per  la World Press Photo Exhibition 2026 itinerante che, fino al 13 dicembre, per il decimo anno consecutivo, fa tappa a Torino, e per la seconda volta nell’ipogeo della Rotonda del Talucchi presso l’Accademia Albertina della Belle Arti. Questi i numeri. Veniamo alla mostra. 

Cultura

All'Accademia Albertina 144 immagini incredibili raccontano un anno del pianeta Terra. Gli scatti indimenticabili

World Press Photo Exhibition Torino, i temi

Guerre, morte, distruzione, crisi ambientali, ecologia, diritti negati, violenza sulle donne e sui bambini... Questi sono a grandi linee i temi, enormemente colplessi e urgenti, da cui prendono il via i progetti esposti a Torino. Solo un’italiana è presente: Chantal Pinzi nella categoria Reportage con Farīsāt: le figlie della polvere. Una serie di 5 scatti di grande effetto visivo che racconta la Tbourida, una tradizione equestre marocchina risalente al XVI secolo (qui nella sua versione femminile), riconosciuta Patrimonio dell’umanità dall'Unesco. Truppe di cavalieri galoppano in sincrono sparando con i fucili in una performance che simula una guerra di cavalleria. Le donne, storicamente escluse, hanno lungamente lottato per poter partecipare sin dal 2004, anno della riforma del Codice di famiglia. In Marocco oggi esistono ben 7 compagnie composte interamente da cavallerizze (le farīsāt del titolo), disposte a sostenere le ingenti spese per acquistare i propri cavalli, i costumi e i permessi per la polvere da sparo. 

WPP 2026: la Foto dell'Anno

Vincitrice di World Press Photo of the Year è invece la statunitense Carol Guzy (1956) con lo scatto Separati dall’Ice (Zuma Press, iWitness per il «Miami Herald»). Nell’immagine, le figlie in lacrime di Luis si aggrappano al padre mentre agenti della polizia federale, accusata di violenze contro gli immigrati, lo arrestano dopo la sua udienza di fronte al giudice dell’immigrazione a New York, il 26 agosto del 2025. Il palestinese Saber Nuraldin (Gaza, 1980) è finalista per World Press Photo dell’Anno con Emergenza umanitaria a Gaza (Epa Images). L’immagine registra decine di persone nell'atto di arrampicarsi su un camion di aiuti umanitari che sta entrando nella Striscia di Gaza, nel tentativo di procurarsi un po’ di farina. Secondo i dati dell’Onu oltre il 75% della popolazione di Gaza soffre di malnutrizione. Polvere lunare è invece il Progetto a Lungo Termine dell’egiziano Mohamed Mahdy (1996). Racconta la storia di oltre 30000 residenti di Wadi El-Qamar, località nota anche come Moon Valley a meno di 15 metri da una fabbrica di cemento che riempie le loro case di polveri tossiche. I bambini nascono con l’asma e intere famiglie soffrono di malattie respiratorie. Il fotografo, che abita nelle vicinanze ed è lui stesso asmatico, documenta le loro vicende e le battaglie legali. Queste sono solo 4 storie scelte tra molte, all’interno di una mostra che funziona (anche) come memoria dei tempi in cui viviamo.

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19 settembre 2026

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