Report dei servizi segreti sulle «ingerenze» russe. I timori per le elezioni in Europa
Valls: l’asse tra pezzi di sinistra e di islamici aiuta la destra radicale
Report dei servizi segreti sulle «ingerenze» russe. I timori per le elezioni in Europa
di Francesco Verderami | 18 settembre 2026Valls: l’asse tra pezzi di sinistra e di islamici aiuta la destra radicale
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Non ci saranno solo gli elettori. Con un pezzo di Europa che andrà al voto nel 2027, altri attori non protagonisti come Russia, Cina, Iran «e una parte del mondo Maga americano» proveranno a infilare le loro mani nelle urne, spiega chi maneggia il dossier.
Le ingerenze non sono una novità nella storia della politica internazionale, se non fosse che questa tornata elettorale avviene in una fase epocale, con il progetto dell’Unione esposto alle logiche di potenza e senza più l’ombrello di Washington. Perciò il tema è avvertito con una maggiore sensibilità, «e non può essere sottovalutato in vista delle elezioni», ha detto il presidente del Copasir Lorenzo Guerini a un evento della fondazione Occorsio: «C’è l’esigenza di una consapevolezza nel dibattito pubblico per analizzare il modo in cui alcuni Paesi agiscono ad esempio sulle piattaforme social per far passare una narrazione favorevole alla loro agenda e influenzare l’elettorato. Bisogna alzare la guardia per contrastare la disinformazione, pur rispettando la libertà di espressione».
La minaccia coinvolge l’Italiae non a caso l’argomento sarà affrontato la prossima settimana dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, durante l’audizione del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, che ha la delega ai servizi. Non ci sono dubbi sul fatto che il Vecchio Continente sia terreno di conquista per quanti puntano a sabotare il progetto europeo, così come è evidente — sottolineano a Palazzo Chigi — che l’Italia negli ultimi anni sia stato «l’anello più stabile» dell’Unione: «E il tentativo di turbare il voto attraverso i social è forte. Lo si è visto nel referendum della giustizia».
Ma c’è un limite invalicabile. Al Copasir, per esempio, più volte è stato messo in evidenza il fatto che in Italia c’è «una presenza molto consistente di spie russe», tuttavia il pericolo di ingerenze straniere non può essere usato come pretesto per considerare le posizioni politiche considerate «estreme» come prova di reclutamento da parte di potenze straniere. E allora, con una sorta di modalità di vigilanza, i partiti cercano di verificare empiricamente se quel limite sia stato superato. Dopo che Futuro nazionale ha presentato una parte del suo programma, Fratelli d’Italia ha svolto infatti un’analisi comparata tra il progetto vannacciano e quello di Russia Unita.
Messi a confronto i testi, sono stati affidati all’esame di due diversi tipi di intelligenza artificiale. Non sono emerse prove di «copia e incolla», ma l’AI ha rivelato una «affinità ideologica così profonda che va oltre una semplice somiglianza». I due programmi sono «uguali» su istruzione, gioventù, identità, famiglia e cultura. «Molto simili» sulla politica estera, sull’immigrazione, sulla sicurezza, sulla sanità. «Simili» sulla giustizia. Il tema su cui si è manifestato un «approccio diverso» è l’economia. Certo, la coincidenza delle idee non è una prova di «complicità», quella che invece emergerebbe in Francia — altro Paese che andrà al voto — tra sinistra radicale ed estremismo islamico.
L’ha denunciato due giorni fa l’ex primo ministro francese Manuel Valls, socialista, ospite di «Pordenonelegge». Dove ha presentato il libro inchiesta della giornalista franco marocchina Nora Bussigny: I nuovi antisemiti, edito in Italia da SeferOttobre. Secondo Valls il legame di «una parte della sinistra» con quel pezzo di mondo islamico che ha «idee totalitarie, razziste e antisemite» sta dando forza «alla destra estrema»: «Il palestinismo, che non ha nulla a che vedere con la nobile difesa della Palestina, è un attacco alla nostra civiltà. Si sta commettendo lo stesso drammatico errore di quanti, ai tempi del nazi-fascismo, pensavano di poter governare quel fenomeno. Oggi il palestinismo fa proseliti tra i giovani, nelle università. Mentre l’obiettivo degli islamici radicali è conquistare le nostre istituzioni. E ciò che non accetto — ha concluso — è il silenzio in Europa dei partiti della sinistra riformista».
Paese che vai, ingerenze che trovi. Ma le preoccupazioni accomunano il Vecchio Continente. In Italia, secondo i report dei servizi,l’estremismo radicale «non è in questa fase organizzato in modo tale da turbare il voto». I timori semmai sono legati all’insorgere di «atti di terrore», al «reclutamento sul web di adolescenti». Perciò nel governo c’è chi invita a «non giocare con il fuoco». Sempre sul confine tra libertà d’opinione e minacciose ingerenze.
18 settembre 2026, 23:19 - modifica il 18 settembre 2026 | 23:24
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