L’unità nazionale, una merce rara
Corriere della Sera - Cultura

L’unità nazionale, una merce rara

Venerdì 18 settembre 2026
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La estone Ülle Madise è stata eletta presidente al primo turno con tre voti in più della maggioranza dei due terzi richiesta nel Riigikogu, il Parlamento monocamerale di Tallin. Hanno votato per lei tanto i partiti che sostengono il governo moderato del premier Kristen Michal quanto i socialdemocratici (principale forza di opposizione) e la destra di Patria

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L’unità nazionale, una merce rara

Paolo Lepri | 18 settembre 2026

La estone Ülle Madise è stata eletta presidente al primo turno con tre voti in più della maggioranza dei due terzi richiesta nel Riigikogu, il Parlamento monocamerale di Tallin. Hanno votato per lei tanto i partiti che sostengono il governo moderato del premier Kristen Michal quanto i socialdemocratici (principale forza di opposizione) e la destra di Patria

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Unità nazionale? L’Estonia ci ha provato. In un’Europa polarizzata, attraversata da profonde divisioni, l’arrivo di Ülle Madise alla guida del più settentrionale dei Paesi baltici, avvenuta il 2 settembre, è stata una significativa eccezione. L’ex cancelliere di giustizia (cioè il difensore civico e garante costituzionale della nazione) è stata eletta presidente al primo turno con tre voti in più della maggioranza dei due terzi richiesta nel Riigikogu, il Parlamento monocamerale di Tallinn. Hanno votato per lei tanto i partiti che sostengono il governo moderato del premier Kristen Michal quanto i socialdemocratici (principale forza di opposizione) e la destra di Patria. Non è stata sostenuta, invece, dai nazional-populisti del Partito popolare conservatore.

Madise entrerà in carica il 12 ottobre. «Il presidente — ha detto — deve essere assolutamente credibile per tutti e dare motivi di fiducia, infondendo entusiasmo e determinazione per costruire il futuro». Al di là della frasi di circostanza, la sua elezione è stata l’occasione per confermare l’impegno nell’Ue e nella Nato, che vanno «rafforzate», e l’appoggio all’Ucraina. Nel discorso di insediamento la giurista cinquantunenne (figlia di Tõnu Anton, uno degli uomini-chiave dell’indipendenza estone) ha accennato, scrive Le Monde — alla «vita difficile» delle generazioni che hanno subito l’occupazione sovietica, sottolineando la necessità di «essere all’altezza della loro eredità».

Ora però c’è la Russia di Putin, alla quale l’Estonia guarda con grande preoccupazione. Non è un caso che Madise — come ha rivelato il settimanale Eesti Ekspress, specializzato in giornalismo investigativo — sia stata il bersaglio nel 2025 di un’operazione destabilizzatrice compiuta da una sedicente organizzazione svizzera per i diritti umani, in realtà manovrata da Mosca, che voleva screditare all’Onu il suo operato. Se le cose stanno così, non c’è molto da aggiungere. Ma va ricordato che pochi giorni fa, al Parlamento europeo, quattro partiti italiani (Fratelli d’Italia, Cinque Stelle, Lega e Futuro nazionale) hanno votato contro l’istituzione di un Centro europeo per contrastare la disinformazione e le ingerenze straniere. L’autocrate del Cremlino, evidentemente, non fa loro paura.

18 settembre 2026

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