«L'Italia è il Paese che amo»: nel 2027 in teatro lo spettacolo di Licia Lanera su Silvio Berlusconi
L'attrice e regista barese porterà in scena lo spettacolo tratto dal libro "B. Una vita troppo" di Filippo Ceccarelli. E domani a Bari s'inaugura Spazio 48 con una serie di attività dedicate alla formazione, alla ricerca e alla pratica teatrale
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«L'Italia è il Paese che amo»: nel 2027 in teatro lo spettacolo di Licia Lanera su Silvio Berlusconi
di Francesco MazzottaL'attrice e regista barese porterà in scena lo spettacolo tratto dal libro "B. Una vita troppo" di Filippo Ceccarelli. E domani a Bari s'inaugura Spazio 48 con una serie di attività dedicate alla formazione, alla ricerca e alla pratica teatrale
«Nel 2027 porterò in scena uno spettacolo su Silvio Berlusconi». A rivelarlo è Licia Lanera, pluripremiata attrice, regista e drammaturga barese. E aggiunge: «S’intitolerà "L’Italia è il Paese che amo"», come il celebre incipit del messaggio televisivo con cui il cavaliere scese in politica il 26 gennaio 1994.
L’artista ha ottenuto i diritti del libro "B. Una vita troppo" dello scrittore e giornalista Filippo Ceccarelli. E da quelle pagine ha ricavato un’indagine sull’Italia contemporanea.
«Parlare di Berlusconi è sempre una bella scusa per parlare di noi», dice Lanera, che domani alle 17 inaugura a Bari, in via della Resistenza 48, lo Spazio48. Si tratta di un nuovo contenitore con cui la compagnia Licia Lanera svilupperà una serie di attività dedicate alla formazione, alla ricerca e alla pratica teatrale. Domani, lezione aperta gratuita di prova. Poi, dal 5 ottobre, la stagione di laboratori «Agli antipodi», nati nel 2012.
Lanera, aveva espresso il desiderio di creare una scuola di teatro nella sua città. Questo è un primo passo?
«Intanto, abbiamo finito con il nomadismo. In tutti questi anni abbiamo fatto il giro della città, appoggiandoci ad altri. Adesso abbiamo uno spazio tutto nostro. Terremo laboratori e masterclass di alta formazione con Francesca Bennini, Pierpaolo Pisani, Caterina Filograno, Federica Rosellini, Francesco Alberici. Ma parlare di scuola di teatro è un po’ prematuro».
Cosa ci vuole?
«Spazi più grandi e sostegno pubblico. La scuola che immagino dev’essere per tutti, non un’accademia privata per pochi ricchi. Intanto, ci stanno scrivendo tanti ragazzi da fuori. Una volta bisognava andare a Roma, per formarsi al teatro. Stiamo provando a mischiare le carte, a creare un’emigrazione al contrario, in un momento di grande isolamento culturale della città, in cui si investe su turismo, grandi eventi e pochissimo sulla formazione».
E se parliamo di teatro di produzione?
«A Bari oggi è molto più difficile produrre teatro di quando ho iniziato. Artisticamente, oggi non potrei nascere. Non esistono più i luoghi di aggregazione, i piccoli spazi off e la vocazione di alcuni teatri a tenere un occhio prepotente su giovani e creatività. Per questo daremo la possibilità, anche ad artisti provenienti da fuori, con cui però ci sia una condivisione di scelte e di pensiero, di “stare a bottega” gratuitamente da noi, utilizzando Spazio48 come sala prove».
Con altre tre compagnie avete fatto ricorso contro la Regione Puglia per un decurtamento dei finanziamenti. A gennaio il Tar si esprimerà. Cosa si aspetta?
«Ci sono stati tagliati 20 mila euro. Credo ci spettino, vista la nostra storia ventennale. Per lo spettacolo su Berlusconi, che coproduciamo con Ravenna Teatro, ho dovuto ridurre il cast da sei a due attori. In ogni caso, credo sia stata scritta una pagina molto brutta della storia culturale di questa regione. Ma questa è solo la punta dell’iceberg, di un sistema sbagliato, con regole sbagliate, che, peraltro, da anni causa ritardi nell’erogazioni dei finanziamenti».
Da poco si è insediato un nuovo direttore di dipartimento, Annibale D’Elia.
«Una persona brillante e libera che ha cognizione del sistema. Lo conosco dai tempi di Bollenti spiriti e Principi attivi: ho fiducia, soprattutto in un ritorno d’attenzione nei confronti dei giovani».
Sta per iniziare una stagione intensa.
«Per il ventennale della compagnia riprendiamo il vecchio repertorio, a partire da The Black’s Tales. Continuiamo anche il tour di Altri libertini e James. Inoltre, il 30 settembre, per la rassegna AngelicA di Bologna, sarò Tiresia in veste di voce recitante in una nuova opera musicata da Marco Bertoni su libretto di Franco Bifo Berardi, Elena a Gaza. Sarà il mio debutto nella lirica».
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18 settembre 2026 ( modifica il 18 settembre 2026 | 13:11)
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