Scuola e studenti con disabilità: cresce il numero ma le strutture sono ancora inadeguate. In Campania una scuola su due è «vietata»
Corriere della Sera - Cultura

Scuola e studenti con disabilità: cresce il numero ma le strutture sono ancora inadeguate. In Campania una scuola su due è «vietata»

Venerdì 18 settembre 2026
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L'augurio del presidente Fish Ets Falabella: siate protagonisti nella scuola. Ma le barriere architettoniche e culturali sono ancora troppe

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Scuola e studenti con disabilità: cresce il numero ma le strutture sono ancora inadeguate. In Campania una scuola su due è «vietata»

di Anna Gioria

L'augurio del presidente Fish Ets Falabella: siate protagonisti nella scuola. Ma le barriere architettoniche e culturali sono ancora troppe

Negli ultimi anni gli studenti con disabilità presenti nelle scuole italiane sono costantemente in crescita: 331mila nell’anno scolastico 2024/2025; 350mila nel 2025/2026. Si stima che ogni anno aumenteranno in quest’ordine e questo significa che ci saranno dieci alunni con disabilità in più in ogni sede scolastica. Vincenzo Falabella, presidente di Fish Ets, la Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico ha scritto una lettera di buon auspicio per gli alunni disabili. Sintetizzando il testo, Falabella augura agli studenti con disabilità di vivere la scuola da protagonisti, studiando con curiosità, portando in classe la propria personalità, poiché la vera inclusione non significa solo essere presenti, ma esserci davvero; di venire considerati in modo adeguato dai propri compagni che non devono aver paura della disabilità, considerandola solo una caratteristica e non la persona; sollecita, inoltre, gli insegnanti di avere alte aspettative anche per loro; esprime, infine, la vicinanza ai genitori, consapevole delle tante difficoltà che devono affrontare.

L'accessibilità

Un auspicio del tutto apprezzato, e soprattutto condivisibile, anche se, come ribadisce lo stesso presidente di Fish Ets, sussistono diverse problematiche che non  possono essere ignorate, come, la non accessibilità di molte scuole a causa della presenza di barriere architettoniche, i materiali didattici non accessibili, le tecnologie inutilizzabili e gli stereotipi ancora diffusi. Secondo dati riportati da «Tuttoscuola», soltanto il 56,4% degli edifici scolastici è munito di un ascensore o un elevatore; il 78,1% ha le scale a norma; il 68,7 % è dotato di servizi igienici in una discreta condizione e il 72% ha porte adeguate. Sono dati relativi al quinquennio 2020-2021/2024-2025 e rivelano una significativa discrepanza territoriale. Qualche esempio del fenomeno: l’accessibilità delle scuole in Valle d’Aosta è pressoché totale, mentre in Campania solamente un edificio scolastico su quattro dispone di un ascensore; uno su due ha scale e porte a norma; il 42% servizi igienici adeguati. Come in ogni ambito, anche nella scuola, la vera inclusione non deve fare i conti solamente con le barriere architettoniche, ma e soprattutto, con quelle culturali, come, stereotipi, basse aspettative, pietà, indifferenza, convinzione che qualcuno «non ce la possa fare» ancora prima di dargli la possibilità di provarci.

Il ruolo della disabilità

Considerata la situazione, affinché l’augurio di Falabella non rimanga lettera morta, oltre a rendere gli istituti scolastici accessibili, è necessario mettere in atto un vero e proprio cambiamento culturale, in cui gli alunni disabili sono messi al centro, favorendo il più possibile le abilità di ognuno e stimolandoli nel mettersi in gioco per vedere fino a che punto possono arrivare. In quest’ottica, la disabilità è concepita come una caratteristica della persona, un di cui, e non come la persona stessa; gioca ruolo fondamentale un inclusione autentica, quella non descritta nei documenti, ma quella tangibile, vissuta in modo particolare, durante l’intervallo o le gite scolastiche; la stessa inclusione diventa, pertanto, responsabilità di tutti.

18 settembre 2026

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