Social vietati ai minori 15 anni: promesse dalla Ue ma tempi lunghi
Per ora è una proposta di regolamento che passa all’esame del Parlamento. I tempi per il completamento dell'iter? Proviamo ad essere ottimisti: primavera del 2028
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Social vietati ai minori 15 anni: promesse dalla Ue ma tempi lunghi
Riccardo Luna | 17 settembre 2026Per ora è una proposta di regolamento che passa all’esame del Parlamento. I tempi per il completamento dell'iter? Proviamo ad essere ottimisti: primavera del 2028
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Non si può non applaudire la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen quando dice frasi come: «Non si tratta di decidere a che età i nostri figli possono accedere ai social network, ma quando i social network possono accedere alla mente dei nostri figli» (l’ha detta lo scorso 13 luglio). E non si può non concordare con moltissime delle cose contenute nella proposta di legge di 99 pagine presentata ieri dalla Commissione, l’EU Kids Act. Ma la notizia per cui da ieri l’Europa ha vietato i social network ai minori di 15 anni «è grandemente esagerata», come diceva Mark Twain a proposito della sua morte.
L’EU Kids Act per ora è una proposta di regolamento che passa all’esame del Parlamento; il nuovo testo sarà quindi esaminato dal Consiglio dove siedono i rappresentanti dei governi dei ventisette Stati membri; e infine ci sarà una riunione a tre, il cosiddetto trilogo, per battezzare il testo finale. Tempi? Proviamo ad essere ottimisti: primavera del 2028 la pubblicazione della legge (che, in quanto regolamento, è immediatamente esecutiva nei ventisette paesi); applicazione, con disattivazione dei profili social degli under 15, non prima del 2029. Praticamente, questa legge riguarda i bambini che oggi hanno 9, massimo 10 anni; gli altri no. Per gli altri toccherà ai genitori cambiare atteggiamento, sapendo — con ragionevole certezza — che i social per i bambini sono un danno.
Si dirà: questi tempi lunghi sono i tempi della democrazia. Vero, ma la California ha appena approvato in un baleno tredici leggi, di contenuto simile al EU Kids Act, quasi tutte all’unanimità, nonostante Donald Trump abbia avvelenato il loro clima politico. A Bruxelles maggioranza e opposizione riusciranno ad accordarsi almeno su come tutelare la salute mentale dei nostri figli? Nel frattempo la proposta di ieri blocca di fatto i vari iter parlamentari avviati in quasi tutti i paesi europei per varare leggi nazionali sul tema, che invece sarebbero potute entrare in vigore molto prima: in Silicon Valley hanno tirato un sospiro di sollievo, hanno guadagnato altri due anni. In realtà in Europa esiste già uno strumento per contrastare i danni causati dagli algoritmi di raccomandazione dei social: si chiama Digital Service Act. È indispensabile accelerare con le indagini su come funzionano le piattaforme ed eventualmente con le multe.
17 settembre 2026
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