Il cecchino di Roma e il degrado dei rapporti umani
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Il cecchino di Roma e il degrado dei rapporti umani
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo,
è un episodio inquietante quello accaduto a Roma che ha provocato profonda preoccupazione per la sicurezza di chi vive e frequenta la zona Prati, in particolare per la presenza dei più piccoli. Sono felice che quell’uomo, lo sparatore, sia stato rintracciato velocemente e spero che sia un caso isolato.
Antonio Pinto
Sono sinceramente preoccupata, sapere che un uomo ha sparato addosso alla gente senza pensare alle conseguenze fa rabbrividire, prendere di mira una persona per puro divertimento, per gioco è pazzesco, ma che roba è questa? Si esce la mattina di casa e non si sa quello che ti può succedere. A che punto siamo arrivati?
Daniela Ciacci
Non ho parole per il cinquantenne che ha sparato per gioco probabilmente più di una volta, su persone indifese, come la scrittrice rimasta ferita. Ringrazio le forze dell’ordine che lo hanno rapidamente individuato, ma resto basita per il fatto in sé. Ma che problemi ha uno che per divertimento compra una carabina e gioca a sparare sugli altri?
Lorena Gatti
Cari lettori,
un cecchino che spara alla gente per strada è una storia orribile, di quelle che però accendono l’immaginazione delle persone. Come si possa deliberatamente scegliere di fare del male agli altri, e neanche a un nemico, ma a una persona scelta a caso tra i passanti, è qualcosa di davvero irrazionale. La cattiveria, il senso di impunità, il sentimento dell’onnipotenza, il brivido di possedere e governare la sorte degli altri. C’è tutto questo, nel gesto folle. Che però non è isolato. Sono moltissime le denunce e le segnalazioni, che ovviamente irrompono anche nelle reti social, di persone che aggrediscono passanti sconosciuti, così a caso, li colpiscono, li gettano in mezzo alla strada, li prendono a pugni. È il grado più alto, il livello estremo di quello che è il vero fenomeno del nostro tempo: il degrado dei rapporti umani. Abbiamo smarrito la coscienza di qualcosa che per i nostri genitori e i nostri nonni era chiarissima: tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali, ognuno ha una dignità che va sempre rispettata, e la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri.
17 settembre 2026
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