Barbie, una storia di moda, arte e collezionismo: la mostra con oltre 200 bambole
La mostra in Galleria Cavour curata da Gaetano La Mantia e Alessandra Lepri con il patrocinio di Gioia Martini. Esposti fino al 20 novembre un gran numero di modelli e varianti della bambola più famosa del mondo
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Barbie, una storia di moda, arte e collezionismo: la mostra con oltre 200 bambole
di Piero Di DomenicoLa mostra in Galleria Cavour curata da Gaetano La Mantia e Alessandra Lepri con il patrocinio di Gioia Martini. Esposti fino al 20 novembre un gran numero di modelli e varianti della bambola più famosa del mondo
Una bambola che proiettava una versione futura della bambina che ci giocava, prescindendo dalla cura di un bebè di plastica ed esaltando invece il lato dell’emancipazione. Il debutto della Barbie nel 1959 costituì un’autentica rivoluzione, capace di vendere nel primo anno 350mila esemplari. Ruth Handler della Mattel scelse il nome Barbie in onore della figlia Barbara, così come nel 1961 chiamò il fidanzato Ken ispirandosi al figlio Kenneth. Dopo il successo planetario di tre anni fa del film della regista Greta Gerwig, Barbie ora approda a Bologna.
Oltre 200 pezzi in mostra, alcuni unici
La mostra gratuita «Barbie Couture», dal 18 settembre al 20 novembre a Galleria Cavour, organizzata da Contemporary Concept con la direzione artistica di Gaetano La Mantia e il patrocinio di Gioia Martini, nasce per raccontare Barbie oltre la sua dimensione originaria di «fashion doll». Ormai icona culturale e musa contemporanea, capace di attraversare moda, arte, design, fotografia, cinema. Una selezione complessiva di oltre 200 Barbie provenienti dalla Collezione di Paola Felli, costruita attraverso oltre trent’anni di ricerca e comprendente pezzi unici, creazioni OOAK - One Of A Kind, edizioni speciali e tirature limitate un po’ da tutto il mondo, interpretazioni couture realizzate dai più importanti designer del settore. Tra cui NiniMomo, Robert Best, Marco Tiveron, Christine Donnard, Artist Creations e Magia 2000. Abiti, accessori, acconciature, make-up e dettagli vengono trasformati attraverso interventi originali che ridefiniscono l’identità della bambola, rendendo ogni esemplare unico.
Un tela per creativi e artisti
Come una tela, un manichino o una scultura, Barbie è diventata una superficie progettuale in miniatura, sulla quale artisti, fashion designer e creativi hanno sperimentato forme visive del proprio tempo. Riconducibile alla tradizione delle poupées de mode, le bambole che tra il XVII e il XVIII secolo circolavano nelle corti europee come strumenti per diffondere modelli, tessuti e novità della moda francese. Se quelle figure furono ambasciatrici dello stile del proprio tempo, Barbie ne raccoglie simbolicamente l’eredità nella cultura contemporanea, da manichino in miniatura a musa globale.
Non solo una storia commerciale
La sua forza, spiega la curatrice Alessandra Lepri, «non risiede soltanto nella capacità di interpretare il proprio tempo, ma nell’essere divenuta, nel corso delle generazioni, una superficie sulla quale proiettare identità, aspirazioni, trasformazioni sociali e visioni creative. Per cui la mostra concentra lo sguardo proprio su questa capacità di trasformazione in quello che non è un percorso dedicato alla storia commerciale del fenomeno Barbie, ma un progetto sulla sua relazione con la creatività, con la moda e con l’arte».
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Il sultano delle paillettes
In esposizione anche ben 21 Barbie di Bob Mackie, il sultano delle paillettes, stilista e designer scomparso a metà settembre. Il percorso prosegue poi con «Barbie Couture», sezione dedicata al rapporto privilegiato tra Barbie e l’alta moda, e «Art & Barbie», sulle contaminazioni tra Barbie e la ricerca artistica contemporanea. Mentre «Icons & Legends» riunisce figure appartenenti alla cultura, allo spettacolo, alla moda e all’immaginario collettivo reinterpretate attraverso l’universo Barbie, creando un continuo gioco tra identità reale, mito e rappresentazione. Le Limited Editions documentano un ulteriore aspetto del fenomeno, attraverso una selezione di edizioni speciali che testimoniano l’evoluzione di Barbie da oggetto della cultura popolare a icona globale. A completare il percorso, «Barbie History» costruisce una narrazione parallela attraverso libri, cataloghi, riviste, pubblicazioni, installazioni, elementi grafici, contenuti multimediali e contributi audiovisivi.
La sezione speciale
Una sezione speciale è infine dedicata a una mini mostra di cappelli realizzati a mano dalla stilista di Doria 1905, Alessandra Maregatti. Miniature artigianali a misura di Barbie ispirate ai modelli dello storico brand salentino. In collaborazione con Mimì et Mamà - Alta Sartoria, chiamata a interpretare attraverso la couture l’immaginario legato a Barbie, per l’evento inaugurale di venerdì, su invito, alcune modelle indosseranno creazioni della maison, tra silhouette scultoree, lavorazioni sartoriali e differenti declinazioni del rosa.
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17 settembre 2026
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